Benny Pilato ha stupito il mondo

 

E' nata una stella: per la tarantina conquistare l'argento ai Mondiali di nuoto in Corea a soli 14 anni è un'impresa straordinaria
pubblicato il 28 Luglio 2019, 19:02
6 mins

Non poteva non stupire ancora Benedetta Pilato: nella finale dei 50 rana, ai Mondiali in Corea, la tarantina ha tenuto il ritmo della campionessa e primatista del mondo l’americana King e si è tenuta dietro la Efimova. 30″ il tempo della giovanissima azzurra, King in 29″84, terza Efimova in 30″15; l’altra azzurra Carraro finisce quinta in 30″49.

Una impresa straordinaria della Pilato, che ha conquistato l’argento a 14 anni: solo la Pellegrini, a 15 anni, ad Atene c’era riuscita. Il paragone oggi ci sta, tanto che i commentatori televisivi hanno speso parole importanti per lei, scommettendo sul suo futuro luminoso. Grandissima Benny, orgoglio tutto tarantino!
E l’eco non si spegnerà così facilmente per questa splendida e giovanissima atleta. Perchè, come ormai tutti commentatori hanno sottolineato, in Corea è nata una stella, che il nuoto italiano farà bene a coltivare perchè dotata di un talento fuori dal comune.

A noi piace evidenziare non solo il suo talento infinito e ancora tutto da scoprire ma anche il suo carattere e la sua capacità di reagire alle emozioni, le sue lacrime di gioia, la sua voglia di nuotare senza pressioni. Ecco cosa scrive, sul sito specializzato www.oasport.it, il giornalista specializzato Enrico Spada:
“Che sia Benedetta! Cantava Fiorella Mannoia un paio di anni fa a Sanremo e Benedetta Pilato forse non l’avrà vista perchè doveva andare a letto presto, dato che il giorno dopo avrà avuto qualche verifica di seconda media. Diventa difficile spiegare cosa significa vincere un argento mondiale a 14 anni, perchè è la prima volta per tutti in Italia. Magari è qualcosa di più abituale o di meno clamoroso in Cina o anche in Giappone, dove Rikako Ikee, tanto per fare un nome, a quell’età se la giocava alla pari con le più grandi nella farfalla. In Italia tutto inizia più tardi, per tutti tranne che per qualche caso sporadico. Ci fu Monica Olmi, 14enne, settima alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 e ci fu federica Pellegrini che di anni ne aveva 15 quando ad Atene chiuse seconda i 200 alle spalle di Camelia Potec ma 14 quando prese parte alla spedizione azzurra a Barcellona 2003 per entrare nella staffetta 4×200 stile. Benedetta Pilato è stata accostata a Pellegrini, a Meylutyte, a Peaty ma Benedetta Pilato ha il vantaggio di essere Benedetta Pilato: concentrato di tecnica, di prestanza fisica e di saggezza, tutto insolito per una ragazza della sua età ma tutto normalissimo quando te la trovi di fronte. A lei madre natura ha regalato i talenti giusti per far sport e in particolare nuoto e lei ha saputo farli fruttare nel migliore dei modi in quella che finora è la sua unica gara di  riferimento, il 50 rana. Nel giorno del trionfo, nel giorno in cui l’Italia ha trovato una nuova stella nel firmamento delle piscine, è giusto anche guardare avanti perchè il seme gettato oggi va coltivato al meglio per far crescere una pianta sana, robusta e resistente. I 50 rana, è noto, non sono specialità olimpica e Tokyo 2020 è già dietro l’angolo perchè mancano otto mesi, poco più, alle selezioni. In questi otto mesi andrà tentata l’operazione di raddoppiare la portata di Benedetta Pilato, con il rischio di perdere un pizzico di brillantezza nel 50 ma di ritrovarsi una campionessa competitiva nella gara che conta più di tutte, quella olimpica. Un’operazione con rischi tutto sommato ponderati e se Benedetta Pilato non riuscirà ad essere pronta subito, per Tokyo, pazienza. Se deciderà che il nuoto sarà la sua strada (e tutta l’Italia ovviamente fa il tifo perchè intraprenda questa strada) Benedetta Pilato avrà tutto il tempo per mettersi in mostra e per puntare in alto nelle Olimpiadi successive. Di sicuro oggi ha stupito il mondo intero con una gara straordinaria e tutt’altro che perfetta perchè ha lasciato quasi un metro in partenza a King (che ha nell’avvio di gara il suo punto di forza) e in chiusura qualcosa forse le è mancato ma in mezzo, nella fase nuotata, è stata spettacolare: un ritmo indiavolato, una presa d’acqua efficace ai massimi livelli che sono diventati un marchio di fabbrica, la specialità della casa gara dopo gara, che le ha permesso di fare paura anche alla regina della rana, Lily King che non poteva perdere anche questa gara dopo la squalifica nei 200. Si parte da una base altissima e con una strada lunga davanti: che sia Benedetta! Ancora per tanto tempo!”.

Foto www.oasport.it

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