Asl Taranto: sancito il no al precariato dalla Commissione europea

 

pubblicato il 28 Luglio 2019, 09:42
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La Commissione Europea dice no al precariato e con una lettera di costituzione in mora, concede alle autorità italiane un termine massimo di 60 giorni per rispondere alle argomentazioni formulate. Trascorsi i 60 giorni la stessa Commissione potrà decidere di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia per inadempimento.
È questo il risultato, importante in termini di lotta al precariato, avviato grazie al coraggio di precari tarantini che hanno denunciato, a livello europeo, l’utilizzo abusivo di contratti a tempo determinato da parte dell’ASL di Taranto oltre ad un trattamento meno favorevole all’interno del contesto aziendale dei lavoratori precari rispetto a quelli a tempo indeterminato.
Una lotta quella avviata dai lavoratori precari dell’ASL di Taranto iniziata nel 2017, i lavoratori tarantini sono stati i primi precari in Italia, non appartenenti al settore scolastico, a ricevere pubblica udienza da parte delle istituzioni comunitarie presso il Parlamento Europeo di Bruxelles, nel simbolico edificio ‘Altiero Spinelli’ lo scorso 22 marzo e il 22 novembre.
L’importante risultato di aver portato all’attenzione delle istituzioni comunitarie e di aver ottenuto la convocazione di una pubblica udienza da parte della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo e, dunque, la calendarizzazione di una intera giornata monotematica dedicata al problema del lavoro flessibile nel lavoro pubblico, che ha indotto lo Stato italiano a stabilizzare i precari pubblici, è indubbiamente da ascrivere alla grande pressione esercitata dalla delegazione italiana composta dal sindacalista della UIL FPL di Taranto Pierpaolo Volpe e dagli avv.ti Vincenzo De Michele del Foro di Foggia, Sergio Galleano del Foro di Milano, Fernando Caracuta e Luca Bosco del Foro di Lecce durante l’audizione pubblica del 22 marzo scorso.
Per il segretario della UIL FPL di Taranto, Emiliano Messina, “non è ammissibile mai che un Ente Pubblico crei precariato e malessere tra i lavoratori, ma è veramente paradossale che a farlo sia una Azienda Sanitaria, nel caso di specie quella di Taranto, che per vocazione dovrebbe prendersi cura dei cittadini. È quasi retorico ricordare che lavorare in un ambiente che stimoli il perseguimento del benessere personale e professionale sia il miglior modo per rendere una Azienda efficiente”.
Per la UIL FPL di Taranto che da sempre si batte per la tutela dei lavoratori e che negli anni a seguito, senza soluzione di continuità, le diverse vertenze dei lavoratori precari acquisito questo importante risultato intende mettere in campo ogni utile iniziativa che ponga fine, una volta per tutte, alla piaga del precariato.

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