In Città vecchia, tra Dante e la ‘Medea’ di Euripide

 

Un fine settimana di grande suggestione per gli amanti della teatralizzazione e della tragedia greca. Con un omaggio alla Callas
pubblicato il 27 Luglio 2019, 08:24
3 mins

Due appuntamenti di grande fascino in questo fine settimana, nella Città vecchia, organizzati da ‘Nobilissima Taranto‘. Intanto, stasera torna ‘Quinci rivolse inver’ lo cielo il viso‘, letture teatralizzate della Divina Commedia nei vicoli magici di Taranto vecchia, che chiude il ciclo inaugurato e portato avanti in questo mese di luglio.
Questa volta la recitazione è affidata a uno degli attori tarantini più promettenti, Giovanni Di Lonardo, in passaggi suggestivi del poema di Dante. L’appuntamento, che nelle precedenti serate ha riscosso successo, è per questa sera, in piazza Castello, nei pressi delle Colonne Doriche, alle 19.15.
Sarà invece Palazzo Pantaleo, domani sera, domenica, lo splendido palcoscenico di quella che appare davvero una sfida affascinante: ‘Medea‘.

Organizzato in collaborazione fra le associazioni culturali Hetairos e Nobilissima Taranto, in un riadattamento della tragedia di Euripide, apre – in un certo senso – una nuova pagina delle potenzialità artistiche nella nostra Città vecchia, che con i suoi vicoli e il suo immenso patrimonio storico si offre quasi naturalmente a ospitare impegni di tale livello.

Il tutto, va aggiunto senza tema di smentita, in una sorta di Cultura che viene dal basso perchè messa in piedi e organizzata grazie alla passione e il coraggio di chi si spende ormai da anni per la promozione e la valorizzazione di angoli straordinari della nostra città.
‘Medea’ è firmato nella regia da Alessio Boccuni (nella foto principale), giovane attore tarantino che interpreta anche Giasone. Boccuni, assieme ad altri colleghi presenti sulla scena, si sta formando ormai da alcuni anni nelle scuole di recitazione torinesi – in particolare con Maddalena Crippa – e aveva espresso il desiderio di portare a Taranto, nella sua città, questo riadattamento della tragedia classica greca.
‘Medea’, come detto, è una tragedia di Euripide, andata in scena per la prima volta ad Atene, alle Grandi Dionisie del 431 a.C..
La tragedia è essenzialmente incentrata sugli uomini, lasciando da parte gli dèi, i quali non intervengono mai, tanto da spingere Giasone, verso la fine della vicenda, ad inveire contro di essi, accusandoli, ma senza risposta, di non aver impedito la triste sorte dei suoi figli. Euripide giudica colpevole non solo Medea, esecutrice materiale dei delitti (in particolare quelli dei figli), ma anche Giasone, reo di aver ingannato la protagonista per un “letto migliore”.
Le scenografie sono di Tiziana Orlando; le coreografie di Sofia Leuci, che intepreta Hybris; Medea è intepretata da Daniela Aquino.
Lo spettacolo è diviso in due parti. Nella prima (si comincia alle 20) si svolge nel piano basso di Palazzo Pantaleo e riguarda l’aspetto interpretativo della tragedia. Nella seconda parte, il pubblico salirà il palazzo per assistere a una breve ma intensa aria cantata dal soprano Valentina Colleoni, accompagnata al piano da Sara Lacarbonara.

La Colleoni è chiamata a un impegno davvero arduo, perchè interpreta l’aria di ‘Medea’ cantata da Maria Callas nel 1953 e che indusse Pierpaolo Pasolini ad affidarle il ruolo successivamente nel film del ’69.

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