Ex Ilva, i sindacati chiedono investimenti ma temono disimpegno ArcelorMittal

 

Chiesto convocazione urgente Commissioni Attività Produttive e Lavoro Camera e Senato. Nodi Afo2 e immunità.
pubblicato il 25 Luglio 2019, 17:19
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Mentre sono in corso gli incontri di verifica area per area presso lo stabilimento ex Ilva di Taranto tra ArcerlorMittal, organizzazioni sindacali e Rsu, che presumibilmente si concluderanno nei primi giorni della prossima settimana, come previsto dal verbale d’intesa, siglato il 15 luglio al ministero dello Sviluppo economico, ci sarà un momento di sintesi e di verifica conclusivo. “Gli incontri si stanno svolgendo in una condizione di particolare tensione, alimentata anche dai quotidiani incidenti sulle linee produttive, che determinano insicurezza tra i lavoratori e incertezza sul funzionamento complessivo dello stabilimento. Il piano straordinario di investimenti, che dovrà scaturire dalla verifica in corso, si rende indispensabile, così come si rende sempre più evidente la necessità che rientrino dalla cassa integrazione ordinaria i lavoratori addetti alla manutenzione“, dichiara in una nota Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom e responsabile siderurgia.

Nel frattempo, le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto la convocazione urgente delle Commissioni Attività Produttive e Lavoro della Camera e del Senato.

Alla luce delle vicende di queste settimane e del riproporsi di un possibile rischio di disimpegno da parte di ArcelorMittal, riteniamo indispensabile coinvolgere non solo il governo, ma anche le Istituzioni parlamentari. Infatti restano sul tavolo nodi irrisolti, in particolare la questione dell’immunità penale e il provvedimento di sequestro dell’Altoforno 2, senza la soluzione dei quali restano assolutamente incerte le prospettive legate all’applicazione del piano ambientale e industriale da parte di ArcelorMittal”, conclude il dirigente sindacale.

“Ora ArcelorMittal deve fare gli investimenti necessari, con le relative spese, per mettere in sicurezza il siderurgico di Taranto”. Lo afferma Biagio Prisciano, segretario generale aggiunto della Fim Cisl di Taranto Brindisi, commentando gli ultimi incidenti ed eventi emissivi nello stabilimento e gli incontri della task force per la sicurezza che in questi giorni (oggi focus su Laminatoio a freddo e dei Tubifici) ha esaminato la situazione dei reparti. “Si è fatto un importante lavoro di verifica in questi giorni – aggiunge Prisciano – soprattutto sul tavolo sono state portate le decine di segnalazioni che nel tempo le Rls, le rappresentanze lavoratori sicurezza, hanno fatto all’azienda e da questa mai o scarsamente prese in considerazione. Da qui adesso si riparte, limitandosi non solo a prendere atto di quanto segnalato, ma soprattutto facendo, avviando i lavori, mettendo in campo le opere, realizzando le manutenzioni straordinarie e ordinarie di cui c’è assolutamente bisogno“. La sicurezza “deve essere un caposaldo – conclude il sindacalista -. Lo abbiamo sempre detto in questi anni e questa priorità si è ora ulteriormente consolidata e rafforzata alla luce dei fatti gravissimi accaduti. Non accetteremmo mai un’azienda che concorda con noi sulle necessità impiantistiche e manutentive e poi lesina sulla spesa o addirittura si tira indietro quando si tratta di spendere. Perché su questo non si discute“.

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