Agenzie marittime di Taranto preoccupate da scelte ArcelorMittal

 

Multinazionala ha scelto agenzia LHB. In IV Commissione regionale FederAgenti marittimi e "Propeller Club Port of Taras”
pubblicato il 25 Luglio 2019, 16:49
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La situazione delle Agenzie marittime nella città di Taranto è stata al centro delle audizioni della IV Commissione presieduta da Donato Pentassuglia. Su richiesta del consigliere regionale Gianni Liviano sono intervenuti alla seduta il vicepresidente della FederAgenti marittimi, Vito Totorizzo e il Presidente dell’Associazione culturale “Propeller Club Port of Taras”, Michele Conte.

Il consigliere Liviano ha raccolto infatti le sollecitazioni degli operatori portuali fortemente preoccupati per la scelta di Arcelor Mittal – attuale proprietario dell’impianto siderurgico di Taranto – di affidare la gestione dell’intero traffico marittimo alla LBH ITALIA. 

Un’operazione che rischia di penalizzare fortemente gli interessi economici e occupazionali delle agenzie marittime del territorio ma che soprattutto pone una ulteriore questione. La società LBH, pur avendo sede legale a Taranto, risulta essere integralmente controllata da un unico socio avente sede legale nell’Isola Anguilla, inserita dal Governo italiano nella cosiddetta lista nera degli Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato e per i quali sono previste limitazioni fiscale ai rapporti economici e commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane e i soggetti ubicati in tali territori. 

Da qui la richiesta, sostenuta anche dal consigliere Domenico Damascelli, di sollecitare l’intervento del Governo regionale sia nei confronti del Governo nazionale che di Arcelor Mittal. 

Liviano su audizioni agenzie marittime

Ho chiesto al presidente della IV commissione consiliare, Donato Pentassuglia, di convocare nella prima seduta utile i responsabili di ArcelorMittal e il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Jonio, Sergio Prete, sulla spinosa questione delle agenzie marittime raccomandatarie di Taranto. Nel frattempo lo ringrazio per aver oggi audito sulla medesima questione il presidente dell’associazione pugliese Agenti marittimi raccomandatari, Vito Totorizzo, e il presidente dell’associazione culturale Propeller club port of Taras, Michele Conte. Assente giustificato per improrogabili appuntamenti istituzionali il sen. Mario Turco, anch’esso convocato per essere audito“. 

Così Gianni Liviano a margine della riunione, svoltasi nella tarda mattinata di oggi, della IV commissione consiliare. Un incontro richiesto dallo stesso consigliere regionale tarantino in virtù anche della mozione presentata in Consiglio regionale, e che ancora attende di essere discussa, nella quale, insieme al collega Pentassuglia, “sollevavo il problema della decisione di ArcelorMittal di costruire relazioni economiche con la società Lbh Italia finalizzate alla gestione dell’intero traffico marittimo e che la stessa risulterebbe essere controllata da un unico socio avente sede legale nell’isola Anguilla, paradiso fiscale dei Caraibi inserito nella lista nera dal governo italiano. Cosa, questa, che pone limitazioni fiscali ai rapporti economici e commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane e i soggetti ubicati in tale territorio“. 

Circostanze che sono state confermate nel corso dell’audizione dagli stessi Totorizzo e Conte i quali hanno chiesto alla Regione di farsi portavoce nei confronti di ArcelorMittal affinché ripristini la situazione antecedente quando, durante la gestione Riva, il lavoro era ben suddiviso tra le venti agenzie marittime operanti nel porto di Taranto. 

Appello che abbiamo inteso di accogliere – spiega Liviano – tanto è vero che, d’accordo con il presidente Pentassuglia, investiremo della vicenda la presidenza della Regione mentre abbiamo chiesto al consigliere dei Cinquestelle, Marco Galante presente ai lavori della commissione, di coinvolgere nella questione il vicepremier Di Maio. In gioco – aggiunge Liviano – ci sono anche i livelli occupazionali garantiti fino ad oggi dalle agenzie marittime tarantine. Tanto più che stiamo parlando di agenzie dotate di personale altamente qualificato per la cui formazione le stesse hanno investito risorse finanziarie proprie“. 

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