Ex Ilva, esplosione nel reparto Grf. Denuncia dei sindacati, azienda ‘tranquillizza’

 

L'Usb denuncia mancato rispetto prescrizioni nel reparto CCO4 durante ispezione con ispettori dello SPESAL
pubblicato il 23 Luglio 2019, 17:24
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Intorno alle ore 8 di questa mattina si è verificata un’esplosione che non ha provocato feriti nel reparto Grf (Gestione Rottami ferrosi) dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto. Lo rendono noto i sindacati Fim, Fiom e Uil, che hanno inviato una nota all’azienda sottolineando che “l’evento ha causato una deflagrazione con conseguente demolizione della nuova cappa dì aspirazione e inevitabile emissione in atmosfera“. Le organizzazioni sindacali chiedono “un incontro urgente atto a stabilire la dinamica e responsabilità del grave accaduto definendo le modalità operative di gestione rispetto all’attuale situazione. Attendiamo celere riscontro – conclude la segnalazione – in assenza del quale, ci rivolgeremo alle dovute segnalazioni agli organi competenti“.

Stamattina, durante le operazioni di scorifica che si svolgono all’interno delle cappe mobili depolverate del reparto Grf (Gestione Rottami Ferrosi), una reazione tra la paiola e il letto di svuotamento ha provocato qualche lieve danno alla cappa Sud. Nessun lavoratore è rimasto coinvolto“. E’ quanto invece precisa ArcelorMittal in relazione all’incidente avvenuto questa mattina nello stabilimento siderurgico di Taranto, in seguito al quale i sindacati hanno chiesto un incontro urgente alla direzione. “L’operatore – aggiunge l’azienda – attenendosi alle pratiche operative di sicurezza, manovra a debita distanza tutte le operazioni di scorifica. All’interno del Grf, dallo scorso dicembre, così come previsto dalle prescrizioni del Dpcm del 29 settembre 2017, sono state attivate le cappe mobili utili all’aspirazione delle emissioni che si generano durante le attività“. L’azienda sta effettuando le verifiche per risalire alle cause che hanno determinato l’incidente.

ArcelorMittal non ottempera a prescrizioni inerenti le captazioni dei fumi nel reparto CCO4 dello stabilimento di Taranto ed inoltre annulla il revamping degli impianti di questo reparto che versando in condizioni precarie e fatiscenti pone a serio rischio la sicurezza dei lavoratori che lì operano“. E’ quanto emerge a seguito di una ispezione svolta stamane del sindacato USB insieme agli ispettori dello Spesal che prendendo atto della situazione critica nel reparto Colata Continua nr4 redigeranno un verbale che riporterà quanto constatato.

L’ispezione è proseguita nell’area GRF dove stamani, alle ore 8 circa, è avvenuta un’esplosione durante le consuete operazioni di versamento delle paiole. La deflagrazione, avvenuta per un errore nella preparazione del “letto” su cui viene versata la scoria liquida che non deve venire a contatto con l’acqua e che ha danneggiato l’intera struttura di captazione dei fumi, anche in questo caso, solo per pura casualità, non ha coinvolto i lavoratori che operano in quell’area già vittime nei mesi precedenti di incidenti causati da questo tipo di operazioni – affermano dall’USB -. Tutto ciò fa comprendere l’inutilità della “Task Force sicurezza”. Un gruppo di lavoro composto da rappresentanti sindacali che hanno firmato l’intesa ministeriale del 15 luglio e da tecnici dell’azienda: quindi, una task force formata dai gestori, che sino ad oggi hanno disatteso tutte le promesse relative alla manutenzione degli impianti, e da sindacati che nel rispetto della propria etica sindacale non dovrebbero aver bisogno di firmare protocolli di intesa per tutelare i lavoratori. E’ necessario che svolgano la loro semplice attività sindacale dopo aver chiesto la delega ai lavoratori“.

Un’intesa, quella che ha partorito questo inutile organo “Task Force sicurezza”, che l’USB non ha firmato perché quell’intesa, pur condita di buoni propositi che rimangono solo sulla carta, non garantisce la sicurezza dei lavoratori. Gli interventi dell’USB sugli impianti fatiscenti continueranno a produrre denunce nei confronti del gestore ArcelorMittal perché prima di ogni cosa si antepone la salute e la sicurezza del lavoratore” conclude l’USB.

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