Difesa, sindacati critici con la Trenta

 

Lettera al Ministro della Difesa per sollecitare un incontro sulla base degli impegni disattesi
pubblicato il 21 Luglio 2019, 19:00
5 mins

I sindacati della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, a firma rispettivamente di Francesco Quinti, Massimo Ferri e Franco Volpi, e Sandro Colombi, hanno inviato una lettera molto critica al ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in cui lamentano la poca, in un certo senso, collaborazione di quest’ultima nel voler risolvere i problemi del personale civile del dicastero che rappresenta.
“Egr. Ministro, a conclusione della campagna elettorale per le elezioni europee ci saremmo aspettati la ripresa degli incontri che ci aveva assicurato avrebbero avuto cadenza mensile e, soprattutto, il mantenimento degli impegni da Lei assunti. Tuttavia, abbiamo dovuto prendere atto che dopo l’ultimo infruttuoso incontro avuto lo scorso 15 maggio tra le parti, nonostante le manifestazioni di dissenso tenute il 30 maggio u.s. sull’intero territorio nazionale e nei più importanti luoghi di lavoro del nostro Dicastero, malgrado la manifestazione nazionale dell’8 giugno sia stata caratterizzata proprio dalla vertenza dei lavoratori della difesa, nessun segnale di attenzione alle problematiche avanzate dal sindacato a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa è stato fatto ancora pervenire. Vale forse la pena di ricordare, ad esempio, che nessuna risposta ci è stata ancora data sulla proposta di istituzione di una “indennità di funzione” per il personale civile della difesa avanzata lo scorso 15 marzo dalle scriventi OO.SS al tavolo di confronto, sull’annoso e tuttora irrisolto problema afferente il gap retributivo esistente tra il personale civile della difesa e quello delle altre P.A., per la quale si era già anche individuata e quantificata la necessaria copertura finanziaria, comunque contenuta nell’ambito della somma da Lei inizialmente indicata e sulla quale ci aveva assicurato il Suo sostegno. Del piano straordinario di assunzioni, non c’è traccia, come pure continua a mancare un impegno concreto volto a superare gli effetti provocati dalla legge 244/2012. Ad oggi le uniche assunzioni certe nel triennio saranno circa 295 – buone forse solo per coprire il 5% delle carenze organiche registrate, e peraltro derivanti da concorsi banditi prima della Suo insediamento, i cui posti messi a bando non saranno, probabilmente, neppure coperti per le fortissime difficoltà insite nelle prove d’esame imposte ai concorrenti per i profili professionali tecnici di seconda area. Intanto gli Enti, soprattutto quelli dell’Area Industriale, si svuotano di professionalità pregiate per effetto dell’età elevata dei dipendenti e della possibilità di uscita con la c.d. “quota 100”. Così come non c’è alcuna risposta alle molteplici criticità rappresentate, e che Lei aveva promesso di affrontare e risolvere. Ad oggi permane ancora l’assenza del Direttore Generale di Persociv – con conseguente irragionevole ritardo imposto all’avvio del confronto tra le parti, relativo al C.C.N.I e a tutti altri istituti contrattuali di carattere giuridico ed economico di esclusivo interesse del Personale Civile. Allo stesso modo, permangono le difficoltà nell’erogazione del trattamento economico dovuto al personale, con un accumulo di ritardi inaccettabili. Nessun input è stato dato agli organi di vertice affinché forniscano risposte alle numerose e legittime richieste fatte dalle parti sociali, così come previsto dal nuovo sistema di relazioni sindacali. In ragione di quanto appena espresso, ad oggi come potrebbe definirsi altrimenti – ad un anno dal Suo insediamento – una condizione resa così tanto compromessa, se non rilevando e puntualizzando la più totale assenza di attività e politica istituzionale di un’Amministrazione che appare ogni giorno di più lontana dai bisogni dei suoi dipendenti? Il livello di sofferenza della componente civile del Ministero della Difesa non è mai stato così alto nella storia e le tensioni tra i dipendenti non sono una astrazione ma una realtà tangibile in ogni posto di lavoro. Premesso quanto sopra, nella consapevolezza che i diritti non vanno in vacanza, La invitiamo a convocare quanto prima una riunione tra le parti e a mantenere gli impegni assunti , individuando soluzioni concrete prima della prossima pausa estiva. Restiamo in attesa di cortese urgente riscontro”.

Condividi:
Share
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)