Camping Lido Silvana: il terreno alla Italcave SpA

 

Assegnato per 700mila euro. Ignota al momento la destinazione. E c'è chi teme un investimento interessato all'impianto di compostaggio
pubblicato il 20 Luglio 2019, 11:45
12 mins

Dapprima è stata una voce. Prima sussurrata, poi via via con il passare dei mesi sempre più diffusa e convinta. Sino a diventare notizia. Assumendo i crismi dell’ufficialità oramai da molte settimane. Il terreno dove sino a 18 anni fa sorgeva il Camping di Lido Silvana (Marina di Pulsano) è stato venduto. La conferma l’abbiamo cercata e avuta ancora una volta dall’avvocato Vito Paolo Capozza, che per anni è stato il custode giudiziario per l’esecuzione immobiliare della Italfondiario/Kira (proprietaria del bene), che ci ha confermato che il suolo su cui sorgeva il campeggio è stato aggiudicato all’asta per una cifra pari a 700.000 euro.

La società nuova proprietaria è la Italcave S.p.A. appartenente alla famiglia Caramia, già proprietaria da moltissimi anni dello stabilimento di Fata Morgana (Marina di Pulsano), gestito con alterne fortune e investito anche da un sequestro giudiziario un paio d’anni fa, nonché proprietria dell’omonima e ‘famosa’ discarica sulla strada per Statte.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/09/20/camping-lido-silvana-assegnato-il-terreno/)

Sei anni di aste deserte: una strategia (e una volontà politico-imprenditoriale) chiara che alla fine ha dato i suoi frutti

Dunque, come avemmo modo di scrivere anche lo scorso settembre, alla fine è successo quello che avevamo previsto. Ovvero, che le aste partite oltre sei anni fa, sono andate tutte puntualmente deserte facendo così in modo che il prezzo del terreno si abbassasse sempre più, sino a giungere alla cifra ritenuta più congrua al proprio investimento per chi ha presentato l’offerta, aggiudicandosi un terreno tutt’altro che di poco valore.

Era infatti il 19 aprile del 2012 quando il “Compendio immobiliare composto da fondi rustici separati da strada e comunicanti da sottopasso pedonale, situato a Pulsano (TA) in località Lido Silvana” così definito, venne messo all’asta per un prezzo base di € 3.944.200,00, con un rialzo minimo in caso di gara € 50.000,00. Tipo di vendita, “senza incanto”: per i profani, vuol dire che gli offerenti presentano in cancelleria le loro offerte in busta chiusa, unitamente ad un assegno circolare per la cauzione, di importo non inferiore al 10% del prezzo offerto. Le offerte non possono essere inferiori, pena la nullità, al prezzo base fissato dal giudice.

Il prezzo base del terreno, asta dopo asta, è calato vertiginosamente: già nell’aprile del 2016 era di 1.663.960 milioni di euro (nel febbraio dello scorso anno il presso era calato a 758.000 euro). In quell’occasione, in uno dei tanti articoli scritti in ricordo di quei 40 ettari andati in fumo il 25 giugno 2001, con 13 mila alberi che andarono distrutti e danni per 2 milioni di euro (4 miliardi di lire dell’epoca), scrivemmo quanto segue: “alle spalle c’è un calcolo cinico: far abbassare quanto più possibile il prezzo, per poi presentare l’offerta giusta. E accaparrarsi il terreno. Per farci cosa non è dato sapere”. E così alla fine così è stato: è indubbio che il nuovo acquirente abbia fatto un affare, essendosi accaparrato uno dei luoghi più belli della nostra litoranea. In pratica un affare a tutti gli effetti.

Tra l’altro, alcune nostre fonti affermano che negli anni non sarebbero stati pochi i gruppi imprenditoriali abilmente scoraggiati ad investire sull’area, ogni qual volta chiedevano informazioni sul terreno al Comune di Pulsano. La scusa più utilizzata pare sia stata che su quel terreno non si potesse edificare, che si sarebbe trattato di un investimento a perdere, e ‘teorie‘ del genere. Che ciò sia realmente avvenuto ovviamente per noi non è più possibile verificarlo. Ma che l’epilogo di questa storia sia stato in qualche modo ‘inconsapevolmente pilotato‘ negli anni e già scritto da tempo, era altamente intuibile.

Quale futuro attenda ora il terreno dell’ex camping di Lido Silvana, al momento non è dato sapere. Abbiamo contattato la società Italcave, lasciato i nostri contatti con la promessa di essere richiamati, ma al momento siamo ancora in attesa di ricevere un riscontro. Certo è che qualcosa si sta già muovendo, visto che nelle scorse settimane operai di una ditta sono stati visti all’interno dell’ex camping, intenti a ripulire l’area dalle erbacce presenti.

E’ chiaro che la vicenda andrà seguita passo dopo passo, cosa che faremo senza ombra di dubbio.

Tra l’altro l’Italcave non è una società qualunque. Basti pensare che presso la discarica di Statte nel 2018 sono state smaltite 485.949 tonnellate di rifiuti, producendo energia pari a 7.385 MWh, confermandosi così una delle più grandi della Puglia e dell’intero Meridione. All’interno dell’area è presente anche una cava dove si estrae calcare per i settori edilizia, agroalimentare, industria termoelettrica, per una produzione pari a 1.200.000,000 tonnellate/annue di prodotto nelle diverse composizioni granulometriche. Presente inoltre un deposito rinfuse destinato, prevalentemente, allo stoccaggio temporaneo di prodotti energetici solidi (coke di petrolio e carbone fossile), qualificato dalle Agenzie delle Dogane di Taranto, come “deposito intermedio”, avente una superficie di circa 92.000 mq. Infine la società opera da anni anche presso il porto di Taranto, dove ha in concessione l’utilizzo di una banchina commerciale, dove svolge, prevalentemente, attività di scarico ed occasionalmente di carico di merci e materiali, anche, polverulenti.

Insomma, non siamo di certo noi a scoprire oggi, che si tratti di un vero e proprio impero economico. Che probabilmente è destinato ad ingigantirsi ulteriolmente, visti i tentativi di ampliamento della discarica che la società sta provando ad ottenere da diverso tempo.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/18/italcave-ampliamento-e-accordi-con-la-regione/)

Ed è proprio il principale core business della società in questione, che ha fatto alzare le antenne a più di qualche cittadino pulsanese. A Pulsano infatti, secondo quanto previsto dal Piano Regionale dei Rifiuti, sorgerà in località Palata un impianto di compostaggio della frazione organica dei rifiuti domestici, con una capienza di ben 60.000 tonnellate di rifiuto per un importo totale di intervento pari a €32.647.068,89.

Con il decreto n. 61 del 10.09.2018 dell’Ager Puglia, a firma del Commissario ad Acta dell’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il Servizio di Gestione dei Rifiuti, l’avv. Gianfranco Grandaliano, è stato dato mandato al Comune ed al soggetto proponente di trasmettere il piano economico finanziario dell’ intervento modificato ed aggiornato, tenendo conto di un co-finanziamento del 45% da parte della Regione in conformità a quanto disposto dalla normativa vigente di settore. L’impianto, secondo le previsioni della Regione, andrà in esercizio a partire dal 2022.

La vicenda è al centro del dibattito politico locale, provinciale e regionale da oltre un anno, dove infuriano polemiche di ogni genere. Anche perché è stato proprio il comune di Pulsano ad avanzare alla Regione la propria candidatura per ospitare l’impianto sul proprio territorio. Osteggiato da diverse associazioni locali per il timore dell’impatto ambientale che l’impianto avrà (oltre al biometano, tale impianto produce compost che va utilizzato in agricoltura), che chiedono quanto meno che possa sorgere il più distante possibile dal paese, viste le inevitabili emissioni odorigene che saranno prodotte.

Dopo le tante protesteassemblee e la manifestazione di alcuni giorni fa, il sindaco di Pulsano Francesco Lupoli ha chiesto alle varie associazioni di coordinarsi e di nominare un esponente che si interfacci con l’amministrazione comunale. Che a breve convocherà una riunione operativa con i capigruppo e col rappresentante dei comitati, alla quale saranno invitati a partecipare anche l’assessore regionale alle Attività Produttive ed il sindaco di Leporano. Inoltre, il primo cittadino ha reso noto in questi giorni che il Comune e le parti sociali individueranno (in mancanza di unanimità anche per sorteggio) una ‘Università Internazionale o altro organismo di indiscusso prestigio‘, cui proporre un semplice quesito: “L’impianto di compostaggio da realizzarsi in località Palata di Pulsano, viste le sue caratteristiche tecniche e la sua localizzazione, costituisce o no un pericolo per l’ambiente e per la salute dei cittadini di Pulsano e dei Comuni limitrofi?”,

Tutto questo arriva però un tardi. Visto che il progetto è stato validato ed è in fase di completamento il bando di gara che aspetta solo l’ok del Nucleo di Valutazione degli investimenti pubblici per essere ammesso al finanziamento.

Il lettore più attento avrà già capito dove tutta questa vicenda va a parare. C’è infatti più di qualcuno che teme che l’acquisto del terreno del campeggio di Lido Silvana da parte della società Italcave, sia in realtà un ‘investimento interessato‘ al futuro impianto di compostaggio. Come a dire: investo sul turismo locale della Marina recuperando un territorio abbandonato da quasi 20 anni, avendo però la possibilità di andare a co-gestire un nuovo impianto di smaltimento di rifiuti.

Che ciò possa essere avvenuto o che possa accadere è sinceramente, al momento, niente di più che un’ipotesi remota. Se vogliamo una voce, anche abbastanza maligna e maliziosa. Del resto la dietrologia è uno dei difetti più antichi di questo paese. E’ altrettanto vero però, che i rifuti sono oramai un business consolidato, ahinoi, per la provincia di Taranto in particolare. Dove oltre all’Italcave ci sono altre aziende che hanno costruito un impero economico negli anni come ad esempio la Cisa SpA del gruppo Albanese. Che lo scorso anno, ad esempio. ha acquistato attraverso una società controllata, la Lutum srl, il terreno dove sorgeva la discarica Vergine in località Palombara a Lizzano, paese molto vicino a Pulsano.

C’è dunque chi teme una sorta di accerchiamento da parte delle grandi società che si occupano di smaltimento dei rifiuti. Staremo a vedere cosa accadrà. Noi, senz’altro, vigileremo.

(per la foto si ringrazia il fotografo Luca Tocci)

(rileggi qui la vicenda giudiziaria del campeggio Lido Silvana https://www.corriereditaranto.it/2018/09/20/camping-lido-silvana-assegnato-il-terreno/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: Camping Lido Silvana: il terreno alla Italcave SpA

  1. Cottino

    Luglio 20th, 2019

    Ma la villa romana nascosta sotto la lastra di cemento della pista da ballo del camping, che piano piano sta cadendo a mare, ne vogliamo parlare?

    Rispondi
  2. Francesca

    Luglio 22nd, 2019

    Ho avvertito una fitta al cuore leggendo tutto questo. Ho 40 anni e li ho passati tutti a Lido Silvana, spero vivamente che al posto del camping ne risorga un altro e insieme ad esso anche la piazzetta coi vari negozietti che vi era un tempo. Bisogna far nuovamente vita e al tempo stesso creare nuovi posti di lavoro.
    Riguardo la possibilità della discarica: guardassero Massafra e i locali che fan dovuto chiudere per gli odori.

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