A Marina di Pulsano sorgerà un mega Centro Turistico Alberghiero?

 

Presentato dalla società 'Il Barco' condannata per l'incendio del camping di Lido Silvana. Ok alla procedura di VIA, i dubbi dell'ARPA
pubblicato il 20 Luglio 2019, 11:45
28 mins

Un maxi progetto per realizzare un “Centro Turistico Alberghiero protetto Masseria Li Vazzi” nel Comune di Pulsano. Per intenderci la zona antecedente il parco acquatico ‘Acquafolies‘ oramai tristemente abbandonato a se stesso da anni. A volerlo realizzare è la società Il Barco Srl, che il 29.12.2017 ha presentato istanza di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale alla Provincia. Che lo scorso gennaio ha dato l’ok per l’inizio della procedura, con una determina a firma dell’arch. Natile ex dirigente del settore Ambiente della Provincia di Taranto (attualmente in carcere perché coinvolto nell’inchiesta ‘T-Rex’ sull’ampliamento della discarica di Grottaglie).

La società “Il Barco” è una vecchia conoscenza del luogo e non riporta alla mente bei ricordi: era infatti la proprietaria dei terreni a monte del camping Lido Silvana e dell’area boschiva andata distrutta nel drammatico incendio del giugno 2001, che nell’aprile del 2012 è stata condannata dalla Corte di Appello di Potenzaper non aver predisposto le fasce di terra previste proprio per evitare la propagazione di incendi”. Poi, nel febbraio del 2018, febbraio, la Corte di Cassazione scrisse la parola fine sulla vicenda giudiziaria. La IV Sezione penale della Cassazione confermò la condanna – con sospensione condizionale della pena – ad un anno e sei mesi che era stata inflitta dalla Corte d’Appello di Potenza a Vincenzo Polini, titolare della tenuta agricola ‘Il Barco’.

E adesso, a 18 anni da quell’incendiò che cancellò un campeggio unico nel suo genere, la società in questione prova a metter su un mega progetto su un’altra sua enorme proprietà terriera di circa 24 ettari, che è ancora agli arbori.

Descrizione dell’intervento 

Nella documentazione tecnica allegata all’istanza, il progettista esponde in maniera sintetica quello che vorrebbe realizzare. A partire dalla valorizzazione della Masseria e i terreni circostanti attraverso la realizzazione di una struttura turistico alberghiera la cui offerta sia destinata ad una “utenza bisognosa di particolari terapie riabilitative e agli anziani, con permanenza a breve medio e lungo termine“. 

L’intervento si articola in più attività integrate tra loro e con servizi comuni, tutti dislocati ed accessibili da un asse viario, ciclabile e pedonale centrale, oltre che da altri accessi di servizio. La prima attività è costituita dalla Masseria adibita a ristorante e sala eventi per la promozione del territorio e da un albergo per le permanenze brevi con 72 posti letto. 

La seconda da un villaggio turistico per permanenza a medio lungo termine costituita piccole unità abitative di 2/5 posti letto per complessivi 120 posti letto. Si aggiungono il giardino mediterraneo adiacente la masseria, i parchi, le piscine le attrezzature sportive, alcune unità commerciali di prima necessità e i servizi (reception, personale, locali tecnici, ecc.). 

La terza attività è costituita da un albergo benessere di 200 posti letto, attrezzato con ambulatorio medico, sale terapia, sauna, bagno turco, piscina coperta e scoperta, ristorante, servizi e parco attrezzato.

La quarta attività è costituita da una casa di riposo per anziani costituita da quattro moduli da 30 posti letto ciascuno per complessivi n°120 posti letto oltre le dotazioni previste dalla legge sia per ogni modulo che centrali il parco attrezzato. 

In totale i posti letto disponibili sono 512.

L’intero complesso è fornito di una breve viabilità carrabile, ciclabile e pedonale oltre che di parcheggi privati. Per quanto concerne gli impianti tecnologici, tutte le strutture alberghiere saranno climatizzate e fornite di impianti solari per la produzione di acqua calda e di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. L’intero complesso sarà allacciato alla rete idrica e fognante esistente nonché alla rete di energia elettrica attraverso apposite cabine. Le acque meteoriche saranno raccolte in appositi serbatoi e utilizzate per la irrigazione. Il complesso sarà munito di telesorveglianza. Infine il complesso è dotato di un parcheggio pubblico antistante la Masseria di mq 9.250.

Non si prevede la realizzazione di piani interrati al di sotto dell’attuale piano campagna, pertanto gli scavi edilizi saranno realizzati unicamente in funzione della posa delle fondazioni e dell’alloggiamento/modifica dei sottoservizi incluse la risistemazione dei tracciati delle rocce presenti nell’area.
I fabbricati in progetto, disposti su massimo due livelli fuori terra avranno un’altezza massima di 6.50 metri.

L’intervento prevede la bonifica delle aree interne e perimetrali oggetto di discariche abusive, riqualificando quindi l’intera zona. 

Quadro di riferimento programmatico ed analisi del contesto 

L’area di intervento, della estensione di circa 24 ettari si presenta per la maggior parte pianeggiante, tranne che in prossimità della masseria dove si trova una piccola cava dismessa e un cumulo di materiale di risulta rinveniente probabilmente dalla cava. L’intera area è delimitata solo parzialmente sul fronte strada da muri a secco. L’area di pertinenza della masseria è quasi per intero delimitata dai muri a secco. 

All’area e alla masseria si accede dalla Strada Provinciale n°121 che delimita il confine est dell’area d’ intervento. A sud l’area confina con la Strada Comunale Torretta mentre a nord e ad ovest confina con altri terreni agricoli. 

Il PUG vigente del Comune di Pulsano individua l’area oggetto dell’intervento come Area Agricola. La Masseria Li Vazzi è individuata come zona A2 dal PUG.

Il progetto proposto costituisce però Variante rispetto alla destinazione d’uso dell’area e pertanto la sua approvazione deve essere assoggettata alla procedura del D.P.R. n°160 del 07.09.2010 “Regolamento per la semplificazione e il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive.”.

A seguito della entrata in vigore del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, l’area è interessata in piccola parte dalla fascia di rispetto dell’area boscata individuata dal PPTR “Bosco Caggioni”, situata sul confine sud-ovest e di un’area intera di pascolo cespugliato, riportato come Area Boscata nel P.P.T.R. della estensione di mq 7.800. Il P.P.T.R. della Regione Puglia non segnala altri Beni Paesaggistici o Storico Culturali sull’area, né individua la Masseria Li Vazzi tra di essi.

Con riferimento alla Carta Idrogeomorfologica dell’Autorità di Bacino della Puglia, l’area di intervento dista circa 133 metri da un corso d’acqua. L’intervento non rientra nelle aree esondabili di cui al Piano di Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino della Puglia. L’area oggetto di intervento non interessa aree naturali protette o siti della “Rete Natura 2000” (aree SIC/ZPS). 

Procedimento istruttorio 

Come detto il 29.12.2017 la società presentava istanza di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (L.R. 11/01 smi e D.Lgs. 152/06 smi) per il progetto. Che veniva pubblicato sul sito web della Provincia di Taranto il 14.02.2018, ente che chiedeva agli Enti ed Amministrazioni coinvolti nel procedimento, di trasmettere le proprie osservazioni/pareri in merito all’intervento, concedendo un termine di 45 giorni per esprimersi (ai sensi dell’art. 19 co. 4 del D.Lgs. 152/06 smi). 

La lunga e critica nota dell’ARPA Puglia 

Il 21.03.2018, veniva acquisita al prot. prov.le n. 9563 del 22.03.2018, la nota dell’ARPA Puglia DAP Taranto che trasmetteva il proprio parere rappresentando quanto segue: “[…omissis …] Le tavole di progetto (piante, sezioni e prospetti bidimensionali) non consentono tuttavia di avere una chiara rappresentazione del risultato finale. Non sono forniti elaborati di simulazione della realtà (ad es. ricostruzioni grafiche tridimensionali dai punti di vista più significativi), per consentire la valutazione dell’inserimento nel contesto attuale. 

E’ evidente che le importanti dimensioni del progetto che modificherà il territorio, rappresentano una potenziale perturbazioni rispetto alla configurazione attuale, i cui effetti dovrebbero essere propriamente valutati in termini di impatto ambientale, considerato che gli stessi progettisti chiariscono che il progetto si inserisce in un contesto agricolo segnato da terreni a campi aperti, prevalentemente coltivati a uliveto, vigneti e sporadicamente a seminativo, che si estendono a margine di un’area boscata di pregio. 

L’area di progetto si sovrappone su una piccola parte della fascia di vincolo diretto dell’area boscata Caggioni ed in parte è interessata dalla zona di rispetto, 100 m dal limite boscato, dove sarebbe prevista la realizzazione di un parcheggio pubblico di circa un ettaro. E’ in parte interessata da un’area di pascolo cespugliato, ed è confinante all’area interessata dal corso d’acqua che nasce dalla sorgente Cannedde alle spalle del bosco Caggione e sfocia presso la spiaggia di Lido Silvana. 

Con riferimento ai contenuti dello studio preliminare ambientale è necessario riferirsi all’Allegato 4-bis del Dlgs 152/06, inserito dall’articolo 22, comma 5, del Dlgs 104/17 di recepimento della Direttiva 2014/52/EU (di aggiornamento della 2011/92/EU, nuova direttiva VIA), che ha abrogato la precedente Direttiva 88/337/CE. Riferimenti che non compaiono nella presentazione del quadro normativo nazionale a pag. 7 dell’elaborato, che fa riferimento alla Direttiva 2001/42/CE (norma europea, che riguarda la VAS …) e al Dlgs 4/08. I contenuti dell’elaborato di studio preliminare ambientale risulterebbero carenti per le parti utili ad inquadrare -in modo oggettivo- gli impatti ambientali, considerati i criteri enunciati nell’Allegato V del Dlgs 152/06 smi. 

Trattandosi di una fase di screening, non sono stati quantificati gli effetti, ed è conseguentemente difficile escludere con certezza che non si determinino impatti negativi significativi. Non dovrebbero valere considerazioni di tipo discorsivo, opinioni, e altro genere di valutazioni che risultino opinabili, ovvero che non siano fondate e supportate da approcci metodologici appropriati e verificabili. 

Di contro, sono gli stessi elementi dimensionali, forniti con la documentazione progettuale, che potrebbero suggerire la potenziale concretizzazione di impatti negativi significativi. C’è anche da considerare che gli indirizzi applicativi forniti dal Consiglio Europeo chiariscono che i progetti di grandi complessi edilizi (es. palazzi dello sport, ospedali, università, cinema e teatri, centri commerciali, alberghi, parcheggi ecc.) hanno caratteristiche tali da dover richiedere in generale lo sviluppo di una valutazione di impatto ambientale se collocati all’esterno di contesti urbani. 

Effetti prodotti, ad esempio, dalla generazione di traffico, rifiuti, emissioni, rumore, nonché, dalla sottrazione di suolo, dall’incremento puntuale degli approvvigionamenti dei servizi pubblici, dal sovraccarico sulle infrastrutture esistenti, dalle interazioni con i suoli contermini. 

Nello studio preliminare è affermato che il contesto è caratterizzato dall’abbandono delle coltivazioni, e che l’area è di basso valore estetico anche per la bassa qualità dell’edificato presente, oltre a risultare priva di qualità sotto il profilo botanico – vegetazionale, paesaggistico, geomorfologico. Tali condizioni vengono considerate come favorevoli alla realizzazione di nuove opere edilizie, per l’accertata assenza di significatività paesaggistiche, in coerenza con il PUG. Questi risulterebbero i criteri che hanno guidato le scelte del progettista in relazione alle previsioni delle trasformazioni territoriali di breve e lungo periodo conseguenti alla localizzazione dell’intervento, e utilizzati per escludere impatti ambientali negativi significativi. 

L’area si pone immediatamente a nord della zona di Lido Silvana che, come noto, risulta già interessata da significativa concentrazione di abitanti stagionali nel periodo estivo, ed ha già dato segnali di sofferenza ambientale nei periodi di massimo afflusso di utenti. 

Ancorché risulti oggettivamente difficile procedere nella determinazione della capacità di carico di un luogo (Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo e la metodologia dell’UNEP), in quanto è presente una forte componente di soggettività nella raccolta ed elaborazione dei dati (non sempre disponibili), diversi elementi sembrerebbero confermare che la Marina di Pulsano sia già gravata da fattori di pressione antropica (consumo di suolo, abusivismo edilizio, perdita di biodiversità, traffico, inquinamento per scarichi di acque reflue non a norma, produzione di rifiuti, abbandono di rifiuti, infrastrutture inadeguate, edificato ed elevato impatto ambientale ecc.) che potrebbero impoverire ulteriormente la qualità ambientale, e richiederebbero specifiche azioni volte alla protezione, al recupero e al mantenimento di tale contesto di indubbio valore ambientale. 

Il progetto in esame, viene presentato dai progettisti, come funzionale alla riqualificazione del contesto, in relazione ai concetti di abbandono dei terreni, e alla diffusione di attività di discarica abusiva, prevalentemente di rifiuti di attività edili di demolizione. Ma la realizzazione di un centro turistico non può essere considerata propriamente una forma di riqualificazione ambientale. 

In relazione alla tipologia e dimensione delle opere, andrebbero approfonditi e quantificati i condizionamenti indotti sulla natura e sulla vocazione dei luoghi, anche in relazione alle particolari esigenze di tutela ambientale. Dovrebbero essere descritti gli interventi tesi a riequilibrare eventuali effetti indotti dalla modificazione del contesto attuale. Allo stato degli atti, lo scrivente Servizio non ritiene di poter escludere la concretizzazione di impatti ambientali negativi significativi, per cumulo con le pressioni preesistenti. 

Il parere favorevole al progetto del Comune di Pulsano

Con nota (prot. 6197) del 28.03.2018, il Comune di Pulsano riscontrava la nota della Provincia prot. 4707/2018 con quanto segue: “Facendo seguito alla nota, in oggetto indicata, acclarata al protocollo generale dell’ Ente al n. 3303 del 14.02.2018, si comunica che sull’intervento proposto con Delibera n. 114 del 05.09.2017 la Giunta Municipale ha espresso parere favorevole, quale “indirizzo politico”, alla realizzazione, in variante al vigente Piano Urbanistico Generale, per l’intervento “Turistico-Alberghiero” proposto dalla società “Il Barco” sulle stesse aree già tipizzate “G” al 07.05.2005, data di approvazione del vigente Strumento Urbanistico PUG, in applicazione dell’art. 8 del DPR n. 160/2010.”. 

Con nota (acquisita al prot. prov.le n. 10335) del 29.03.2018, la società Il Barco Srl chiedeva la concessione di 15 giorni per presentare controdeduzioni alla nota di ARPA Puglia DAP Taranto, che la Provincia concedeva. 

Con nota (prot. 3896) del 06.04.2018, l’Autorità di Bacino della Puglia riscontrava quanto segue: “… in relazione al progetto in epigrafe, si fa presente che, dalla verifica degli elaborati desunti dal portale provinciale, non risultano vincoli PAI nell’area d’intervento. Si evidenzia che nel caso in cui nell’ ambito dell’approfondimento del quadro conoscitivo relativo all’intervento in parola siano individuate aree soggette a pericolosità idraulica e/o a pericolosità geomorfologica (così come definite nel Piano di Bacino Stralcio Assetto Idrogeologico) dovranno essere avviate le procedure di integrazione e modifica del P.A.I. vigente (articolo 24 e 25 delle N.T.A.).”. 

La controreplica di ARPA Puglia alle controdeduzioni della società

Con nota (acquisita al prot. prov.le 11779) del 11.04.2018, la Società Il Barco Srl trasmetteva riscontro alla nota di ARPA Puglia DAP Taranto precedentemente citata. Il 20.04.2018 l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale replicava quanto segue: “… si precisa innanzitutto che il parere di ARPA Puglia è stato reso per le finalità di uno “screening VIA”, quindi per valutare se ricorrano i presupposti per sottoporre un progetto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. E’ necessario altresì far osservare che con il parere citato non sono state richieste integrazioni, semmai sono stati identificati gli aspetti che non hanno trovato idoneo approfondimento. Tanto per chiarire che, ove condiviso dall’Autorità competente, i contenuti del parere dovrebbero motivare idoneo approfondimento, secondo gli intendimenti del legislatore, esclusivamente in una procedura di VIA. In tal senso, a parere dello scrivente Servizio, la verifica di assoggettabilità non dovrebbe configurarsi come una procedura alternativa alla VIA, assumendo i caratteri di una valutazione complessa che entra nel merito della trattazione e gestione degli impatti ambientali di un progetto. Le note della Società “Il Barco srl”, di contro, sembrano mostrare una certa resistenza ad accogliere un esito differente dall’esclusione dalla VIA, nel tentativo di inquadrare la procedura di screening quale percorso amministrativo alternativo alla VIA. 

Il proponente fa leva sul fatto che il progetto sia realizzato secondo le previsioni del PUG. Di fatto, però, il PUG di Pulsano (2005) non risulterebbe sottoposto a VAS, sicché la coerenza al piano, di per sé, non offrirebbe la garanzia dell’assenza di impatti ambientali negativi significativi, ovvero che gli stessi siano stati valutati e gestiti nell’ambito di una procedura sovraordinata. Inoltre, nel caso in esame, il progetto non risulterebbe neanche più coerente con le previsioni del PUG, secondo quanto stabilito dalle NdA di tale piano. Infatti, l’area interessata dall’intervento, allo stato attuale, risulterebbe tipizzata come zona omogenea “E” rurale, in quanto, giusta prescrizione dell’art. 74, ultimo comma, delle NdA del PUG medesimo, l’intervento ivi previsto come zona “G1/b – Villaggio Turistico” non è stato formalizzato entro i dieci anni dall’approvazione del piano. Di tanto da atto la Delibera n. 114 del 5.9.2017 della Giunta Municipale del Comune di Pulsano sopra richiamata. Ad ogni modo, le puntualizzazioni della Società “Il Barco srl” sul parere ARPA Puglia prot. 17858 del 21/03/18 non consentono di superare le motivazioni, che si confermano integralmente, e si corroborano con le ulteriori valutazioni espresse con la presente, sulla base degli ulteriori elementi introdotti dagli atti successivamente pervenuti. In tale procedimento, ovvero, nella fase di verifica di assoggettabilità a VIA, lo scrivente Servizio non ritiene sia necessario sviluppare alcun ulteriore confronto sui contenuti espressi, tanto più se i medesimi argomenti non sono affrontati sul piano tecnico-scientifico, e comunque, sono quelli per i quali si renderebbe necessario un idoneo approfondimento in una procedura di VIA (e preliminarmente di VAS per la variante), considerando che: 

a) le dimensioni del progetto sono significative per estensione superficiale, volumi edificabili, flussi materiali e immateriali collegati: estensione pari a 242.639 metri quadrati (24 ettari); interventi edilizi per una superficie coperta complessiva di 21.778 metri quadrati (2 ettari) – apri a 3 campi di calcio, per esprimere in altri termini la dimensione della superficie di copertura delle opere edilizie – per una volumetria complessiva pari a 102.120 metri cubi, oltre a opere di urbanizzazione primarie: strade, e parcheggi pubblici e parcheggi privati per un totale di 36.393 metri quadrati; 1280 abitanti insediati;

b)  il progetto rappresenta un sistema integrato di iniziative, che allo stato attuale non sono previste dallo strumento di pianificazione vigente: corpo masseria da adibire a ristorante, salva eventi e albergo; villaggio turistico; albergo benessere, attrezzato con ambulatorio medico, sale terapia, sauna, bagno turco, piscina coperta e scoperta, ristorante, servizi e parco attrezzato; casa di riposo per anziani costituita da quattro moduli;

c) l’area interessata è attualmente tipizzata come zona omogenea “E” rurale;

d)  il PUG approvato non risulterebbe essere stato sottoposto a VAS, né tantomeno la variante che risulterebbe collegata alla proposta progettuale in esame, sicché l’iniziativa, allo stato attuale, non avrebbe scontato alcuna valutazione ambientale, né di piano, né di progetto;

e)  l’area di progetto si sovrappone su una piccola parte della fascia di vincolo diretto dell’area boscata Caggioni ed in parte è interessata dalla zona di rispetto, 100 m dal limite boscato, dove sarebbe prevista la realizzazione di un parcheggio pubblico di circa un ettaro. E’ in parte interessata da un’area di pascolo cespugliato, ed è confinante all’area interessata dal corso d’acqua che nasce dalla sorgente Cannedde alle spalle del bosco Caggione e sfocia presso la spiaggia di Lido Silvana;

f)  l’area si pone immediatamente a nord della zona di Lido Silvana che, come noto, risulta già interessata da significativa concentrazione di abitanti singoli, ed ha già dato segnali di sofferenza ambientale nei periodi di massimo afflusso di utenti;

g)  il progetto si cumula con altri progetti presenti nelle immediate vicinanze (es. villaggi turistici, parco giochi acquatico);

h)  l’utilizzazione di risorse naturali (es. consumo di suolo) è significativa, in particolare in termini relativi, ovvero incrementali, in riferimento alle dimensioni del contesto in cui l’iniziativa si andrebbe ad inserire;

i)  la produzione di rifiuti, tanto nelle fasi di realizzazione, quanto in quelle di attività, risulterebbe significativa in termini relativi, ovvero incrementali, in riferimento alle dimensioni del contesto in cui l’iniziativa si andrebbe ad inserire;

l) per gli aspetti collegati alla valorizzazione ed alla riqualificazione dell’area, andrebbero discusse le diverse alternative disponibili, propriamente, partendo dalla fase di pianificazione. E’ necessario sviluppare analisi approfondite e aggiornate sulla capacità di carico secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo e la metodologia dell’UNEP. Diversi elementi sembrerebbero confermare che la Marina di Pulsano sia già gravata da fattori di pressione antropica (consumo di suolo, abusivismo edilizio, perdita di biodiversità, traffico, inquinamento per scarichi di acque reflue non a norma, produzione di rifiuti, abbandono di rifiuti, infrastrutture inadeguate, edificato ad elevato impatto ambientale ecc.) che potrebbero impoverire ulteriormente la qualità ambientale, e richiederebbero specifiche azioni volte alla protezione, al recupero e al mantenimento di tale contesto di indubbio valore ambientale.

Tutto quanto espresso, nell’interesse pubblico di tutela ambientale, non si ritiene di poter escludere la concretizzazione di impatti ambientali negativi significativi collegati alla realizzazione di un grande infrastruttura ricettiva (oltre 24 ha per 1280 abitanti insediati) per cumulo con le pressioni preesistenti, ritenendo necessario che la richiesta sia appositamente esaminata nell’ ambito delle procedure di valutazione ambientale (VAS, VIA) previste dalle leggi comunitarie, e recepite dal legislatore nazionale, tanto per la variante al piano urbanistico vigente, quanto per il progetto in sé.”.

Dopo una serie di note inviate tra la Provincia, la società e ARPA, il 09.05.2018 la Società Il Barco Srl si riservava “di avanzare le nostre osservazioni in sede di Conferenza di Servizi”.

Le nostre conclusioni

Biosgnerà tenere gli occhi ben aperti su questo progetto. Cosa che noi ovviamente faremo. La zona in questione è giàs stata privata in passato di gran parte della sua straordinaria bellezza. Sarebbe inaccettabile dare l’ok alla realizzazione di un progetto che già in partenza non ha riscontrato il favore dell’ARPA Puglia. E che rischia di stravolgere nuovamente la Marina di Pulsano. Staremo a vedere cosa accadrà. 

(si ringrazia per la foto di apertura il fotografo Luca Tocci)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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