Porto, TAR stop definitivo a SET. Arriva concessione?

 

Il Tribunale amministrativo ha definitivamente rigettato il ricorso del Consorzio dopo il primo pronunciamento dello scorso febbraio
pubblicato il 18 Luglio 2019, 21:33
7 mins

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (TAR), Sezione Prima di Lecce, si è definitivamente pronunciato sul ricorso n. 1124 del 2018 presentato dal Consorzio Southgate Europe Terminaldichiarando il ricorso originario improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse e i due ricorsi per motivi aggiunti in parte irricevibili e in parte inammissibili. Condannando il Consorzio Southgate Europe Terminal al pagamento delle spese processuali, liquidate nella complessiva somma di euro 10.000,00, destinata per una metà in favore della controinteressata Yilport Holding S.A. e per l’altra metà in favore dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/02/21/22porto-tar-respinge-il-ricorso-consorzio-set/)

Ricordiamo che il ricorso del Consorzio era stato presentato per l’annullamento della Delibera n. 7/2018 assunta in data 31 luglio 2018 dal Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto e della proposta del Presidente del Comitato di Gestione di pari data; della successiva nota prot. 122246 del 2 agosto 2018, con cui la stessa Autorità ha comunicato a Consorzio Southgate Europe Terminal la conclusione della procedura di dialogo competitivo avviata in data 11 maggio 2018 e il contestuale avvio della pubblicazione e della valutazione della domanda di rilascio della concessione demaniale marittima protocollata dalla Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto in data 3 luglio 2018; di tutti gli atti e i provvedimenti amministrativi connessi, presupposti e successivi ai provvedimenti citati, inclusa in particolar modo la Delibera n. 6/2018 del 4 luglio 2018 con la quale l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha sospeso la procedura di dialogo competitivo sopra citata;
nonché per la condanna delle Amministrazioni resistenti al risarcimento del danno in forma specifica a favore del Consorzio ricorrente, consistente nel rilascio della concessione demaniale marittima richiesta da quest’ultima con istanza scritta del 14 novembre 2017 e in subordine al risarcimento del danno per equivalente economico subito e subendo dal Consorzio ricorrente.

Il secondo ricorso per motivi aggiunti, notificato dal Consorzio il 25 gennaio 2019 e depositato il successivo 6 febbraio della Delibera n. 12/18 del Comitato di Gestione della AdSP di Taranto; della Delibera n. 13/18 del Comitato di Gestione della AdSP di Taranto; di tutti gli atti presupposti, antecedenti, connessi e conseguenti a quelli fin qui elencati e comunque lesivi del Consorzio ricorrente, con conseguente domanda per il risarcimento dei danni. 

Nella sentenza dei giudici del TAR si legge che l’improcedibilità del ricorso originale del Consorzio SET, è dovuta al fatto di aver impugnato tardivamente l’avviso pubblico con cui il 3 agosto 2018 l’AdSP diede conto dell’istanza pervenuta da Yilport, specificandone le caratteristiche (in primis il previsto utilizzo dell’intero compendio, cosa che nessune delle 4 proposte orginarie prevedeva) e invitando chiunque ne avesse interesse a presentare eventuali domande concorrenti. E quindi per i giudici “il ricorso originario è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse“.

Inoltre i giudici hanno valutato i motivi aggiunti “inammissibili per carenza di interesse/legittimazione – quanto agli atti di assegnazione del compendio demaniale in favore della società Yilport Holding AS e agli altri atti con i medesimi incompatibili, in ragione della mancata partecipazione del Consorzio alla procedura selettiva avviata con il predetto, ‘consolidato’, Avviso Pubblico del 3 agosto 2018”. Il Consorzio SET non ha partecipato alla gara e quindi non è pertanto legittimata a contestarne l’esito, è l’assunto dei giudici.

Inoltre nelle sentenza viene anche ricordato che l’avviso pubblico del gennaio 2018 prevedeva chel‘AdSP potrà concludere il procedimento di comparazione delle istanze ex articolo 37 Cod. Nav. senza ritenere alcuna delle istanze presentate come rispondenti alle esigenze ed agli obiettivi sottesi alla presente pubblicazione e senza che i partecipanti possano reclamare alcun indennizzo o risarcimento e né rimborsi per le spese sostenute”.

Dunque adesso non ci dovrebbero essere più ostacoli alla firma della concessione della banchina del Molo Polisettoriale, tra l’Autorità di Sistema Portuale dello Ionio e i turchi di Yilport. Anche se dal Consorzio SET non escludono un eventuale ricorso al Consiglio di Stato. 

Ricordiamo che 29 giugno 2018, è stata protocollata presso l’AdSP una lettera ‘riservata e confidenziale’ con la quale la società di diritto turco Yildirim Holding AS manifestava un interesse al rilascio, a sé stessa o ad altra società controllata, di una concessione demaniale marittima ex art. 18 citato avente a oggetto l’occupazione, in via totale ed esclusiva, dell’intero molo polisettoriale, per una durata iniziale di 49 anni, con facoltà di estensione per ulteriori 35 anni. E che il successivo 4 luglio 2018, poi, veniva protocollata una seconda lettera, proveniente da un’altra società di diritto turco, la Yilport Holding AS, controllata al 100% dalla Yildrim Holding AS, la quale, facendo seguito alla manifestazione di interesse di quest’ultima, formalizzava la propria domanda di rilascio di concessione demaniale marittima dell’intero Molo Polisettoriale del Porto di Taranto, per la durata di 49 anni, con possibilità di proroga per ulteriori 35 anni.

L’attesa per la firma tra le parti è molta, anche perché è stata rinviata nel tempo: si pensava potesse arrivare per maggio e poi per giugno, adesso sindacati, lavoratori, associazioni di categoria, la poltica e la città, sperano possa arrivare entro luglio, come più volte dichiarato dal presidente dell’Autorithy Sergio Prete. In modo tale da poter conoscere finalmente appieno il piano industriale della holding turca, il futuro dell’infrastruttura logistica più importante della città e quello di quasi 500 lavoratori dell’ex TCT. 

(leggi l’articolo sulle slide del piano industriale di Yilport https://www.corriereditaranto.it/2018/12/13/2porto-primo-incontro-tra-yilport-e-sindacati2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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