Caro presidente Giove ti scrivo, così mi rilasso un pò…..

 

L'amministratore unico del club rossoblù ha parlato in tv e detto la sua su bilancio e ripescaggio ma senza contraddittorio.
pubblicato il 18 Luglio 2019, 22:45
8 mins

Difetto di comunicazione, si potrebbero semplificare così le contraddizioni che dallo scorso metà maggio sino a ieri – anzi martedì, si perché il martedì, il martedì sera, è il giorno consacrato alle interviste, alle notizie in anteprima, agli appelli pubblici – hanno caratterizzato le dichiarazioni  del presidente del Taranto FC 1927, Massimo Giove, riguardo argomenti che sinora sono sempre stati caldi come il ripescaggio, l’approvazione del bilancio e la conseguente quantificazione dei debiti.

Ecco quindi l’uscita del presidente in tv, al programma televisivo più seguito da sempre, una uscita come spesso accade senza grande contradditorio, una sorta di messaggio del presidente alla sua audience: ”Voglio fare chiarezza: non seguo i social ma so che me ne sono state dette di tutti i colori ed è stato massacrato anche il Direttore Montella, poverino. Qualcuno forse ci ha puntato, abbiamo avuto una comunicazione un po’ leggera” – ha dichiarato il numero uno del Taranto , Massimo Giove a proposito del ripescaggio- “ A fine maggio mi era stata prospettata una situazione diversa, si parlava di 10-12 club che non ce l’avrebbero fatta ad iscriversi, poi naturalmente a fine giugno – inizio luglio, quando abbiamo iniziato a contrattualizzare i giocatori, ho parlato con Gravina, che conosco da 20 anni. Mi ha detto di lasciar perdere perché il Taranto ha già usufruito di questa premialità e quindi in nessun caso il Taranto avrebbe la possibilità di essere ripescato. Non si riapriranno i termini, posti non ce ne sono. Dopo le parole di Gravina non potevo perdere tempo, avevo già bloccato tanti giocatori per il campionato Dilettanti, ci siamo tranquillizzati e ci siamo detti che questo è il programma. Molti tifosi forse si sono illusi, ma ci sono delle regole da rispettare e da qui al 2023 per disputare la Lega Pro dobbiamo vincere il campionato”.

 

Dunque la frasi da isolare sono due: abbiamo avuto una comunicazione un po’ leggera e da qui al 2023 per disputare la Lega Pro dobbiamo vincere il campionato.

Da una parte l’ammissione di aver commesso qualche leggerezza nel modo di comunicare che, aggiungiamo, ha contribuito non poco a ingenerare confusione ma restiamo convinti che la parola ripescaggio è stata sfoderata per calmare gli animi di una piazza nuovamente delusa dal finale di stagione coinciso con la sconfitta pesante in quel di Cerignola nella finale degli inutili play-off di serie D. A ciò si si collega l’altra frase da conservare a futura memoria ossia che per andare in C bisogna arrivare primi e che quindi ne consegue che i play-off non contano nulla per il Taranto perché non sarà mai ripescabile sino al 2023, come da regolamento, avendo usufruito del ripescaggio nella stagione 2016/2017.

Cose che si sapevano ma che non si volevano divulgare ufficialmente, ne comprendiamo anche il perché….., che hanno reso completamente inutile l’ultimo mese della scorsa stagione (c’era da fare qualche incasso…)

Capitolo bilancio: anche qui il presidente Giove ha voluto fare le sue precisazioni, senza contraddittorio: ”Ne ho sentite di tutti i colori. Abbiamo approvato un bilancio nel quale sono subentrato. Quelle perdite dichiarate in bilancio erano relative alla gestione in corso e del frutto della vecchia gestione. L’abbattimento del capitale sociale è un articolo di legge ma ciò non significa che il Taranto possa avere problemi fallimentari domani. Nella relazione di bilancio che abbiamo stilato abbiamo scritto che da quando sono subentrato c’è stata una inversione di tendenza, abbiamo portato in miglioramento. Il semestre successivo al mio insediamento abbiamo chiuso in positivo. La perdita però c’era, è stato abbattuto il capitale sociale e non è escluso che ci possa essere una nuova ricapitalizzazione. Qualcuno ha strumentalizzato, riguardo i debiti verso l’erario, parlando di un milione, ma siamo intorno ai 870.000/900.000, ovvero quello che abbiamo ereditato”.

Dunque si parla di strumentalizzazione. Come sempre, secondo il presidente, qualcuno (forse anche noi?), racconta di altre cifre, qualcuno è prevenuto, qualcuno non è allineato per non utilizzare un termine più pecoreccio. Peccato che anche qui le dichiarazioni siano contraddittorie in quanto alcuni mesi fa lo stesso Giove parlò di massa debitoria in diminuzione grazie all’opera dei valenti professionisti di cui si avvale. Ora afferma che non è aumentata ma che è più o meno sempre quella.

Sarebbe bello organizzare un bel dibattito pubblico nel quale poter esprimere le proprie opinioni carte alla mano. Sappiamo, invece, che si preferisce circondarsi di “comunicatori” compiacenti e che c’è chi controlla chi è fuori dal coro e va a riferire, sappiamo che ci sarebbero delle liste di buoni e cattivi, sappiamo che sarebbe partita le prima diaspora riguardante eventuali accrediti stagionali da concedere o meno, sappiamo che le notizie da diffondere viaggerebbero ad orari differenti a seconda dell’interlocutore.

Per quanto ci riguarda non facendo la gara ad inserire per primi la notizia dell’ingaggio di un giocatore piuttosto che di un altro, non realizzando interviste che troveremmo uguali su almeno altri dieci organi di informazione, non ponendo il calcio al centro del nostro interesse mediatico, tutto ciò ci danneggia poco. Il nostro obiettivo è fare opinione, raccontare quello che altri non raccontano restando ancorati alla realtà dei fatti, conservando le dichiarazioni, archiviandole per date. Come già scritto in precedenza nella vita si può cambiare idea, non è un mica un reato ad esempio dichiarare di non aver bisogno di un direttore sportivo e poi ingaggiarne uno dopo un anno, oppure affidarsi ad un allenatore giovane e rampante salvo poi affidarsi ad uno esperto. Sono tutte scelte fatte per migliorare, per carità.

Detto ciò, in controtendenza rispetto ai tanti che chiedevano il ripescaggio a tutti i costi da queste pagine avevamo, invece, appoggiato la decisione del presidente Giove di puntare a vincere la serie D perché i campionati vanno vinti sul campo.

Per cui ora vogliamo credere in questo Taranto che si candida ad essere protagonista di un girone H che si preannuncia sempre più competitivo (Foggia e Casarano new entry). Attendiamo speranzosi di poter raccontare quello che più interessa a tutti: vittorie, gol, bel gioco, tanta gente allo stadio, un settore giovanile finalmente degno del Taranto FC,  senza dover essere distratti dalle vicende extra campo che ormai da almeno dieci anni caratterizzano la storia travagliata della squadra di calcio della nostra città. Ci riusciremo? Il tempo è galantuomo e come dice qualcuno la verità non urla, attende paziente il suo turno, perchè potremmo essere noi  strumentalizzatori a sbagliare……

 

 

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