Discarica Grottaglie, tutto può ancora succedere

 

Dalla riunione a Roma si torna senza una decisione definitiva. Rimpallo di decisioni tra isisutizioni con il rischio del Consiglio di Stato
pubblicato il 17 Luglio 2019, 19:36
11 mins

Lo avevamo facilmente previsto giorni addietro. E i fatti ci hanno dato ancora una volta, ahinoi, ragione. La vicenda riguardante il progetto di ampliamento in verticale (il famoso ‘sopralzo’) della discarica ex Ecolevante oggi Linea Ambiente di Grottaglie, è tutt’altro che chiuso. Se n’è avuta una nuova e paradossale dimostrazione quest’oggi a Roma, dove si è svolta la riunione di coordinamento presso il Dipartimento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, convocata nelle scorse settimane.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/12/discarica-grottaglie-no-della-provincia-non-basta2/)

Presenti all’incontro il sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, il sindaco di San Marzano di San Giuseppe, il presidente della Provincia Giovanni Gugliotti, i rappresentanti della Regione Puglia, di ARPA Puglia e ASL Taranto. Motivo della riunione odierna, come risaputo, quello di discutere dell’istanza di rimessione alla deliberazione del Consiglio dei Ministri (ai sensi dell’art. 14-quater, comma 3, della legge 241/90), presentata dalla Provincia di Taranto a seguito della sentenza del TAR di Lecce (Sez II, n. 143 del 28 gennaio 2019), in merito al procedimento concernente il rilascio del provvedimento di compatibilità ambientale, autorizzazione integrata ambientale e accertamento di compatibilità paesaggistica, per il progetto di modifica sostanziale della discarica in Località “Torre Caprarica” di Grottaglie, proposto dalla società Linea Ambiente Srl.

Chamati in causa dal presidente del Dipartimento, tutti gli enti presenti, senza alcuna eccezione, hanno manifestato il proprio parere contrario alla realizzazione del progetto. Il che ha di fatto prodotto un certo straniamento e perplessità da parte di chi ha convocato la riunione odierna, che ha ‘ingenuamente‘ chiesto il motivo della presenza di una serie di enti tutti concordi nell’essere contrari all’ampliamento della discarica di Grottaglie.

A quel punto, stante così le cose, il Dipartimento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiesto alla Regione Puglia di produrre un atto scritto all’interno del quale venga motivato il diniego al progetto.

Dopo di che è stato chiesto al presidente della Provincia il perché l’ente abbia cambiato idea, a fronte dell’autorizzazione e approvazione del progetto concessa il 5 aprile del 2018 alla società Linea Ambiente (procedura poi com’è noto al centro dell’inchiesta ‘T-Rex’ che ha portato all’arresto dell’ex presidente della Provincia Martino Tamburrano e del dirigente del settore Ambiente dell’ente Lorenzo Natile che firmò l’ok al progetto). Il presidente Gugliotti ha dichiarato che il cambio di parere è dovuto alla volontà politica dell’attuale amministrazione provinciale e del consiglio provinciale, che venerdì scorso ha votato l’atto di indirizzo politico contrario al progetto in questione.

A quel punto il presidente della Commissione ha chiesto alla Provincia perché, se contraria, non ritira gli atti inviati alla presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso febbraio. Come si ricorderà, lo scorso 22 febbraio fu proprio il dirigente Natile a provvedere alla trasmissione di tutti i documenti a Roma: il dirigente, spiegò il presidente della Provincia Gugliotti in una conferenza stampa lo scorso mese di marzo, aveva ottemperato “semplicemente al suo dovere istituzionale“, precisando inoltre come “in tutto questo passaggio amministrativo, la parte politica della Provincia non avesse avuto alcun ruolo“. 

E’ su questa mossa della Provincia che al momento si poggia tutta la questione. E forse non è un caso che lo scorso febbraio sia stato adottato un provvedimento del genere. La sentenza del Tar di Lecce dello scorso 28 gennaio annullò non solo la dleibera della Provincia dello scorso aprile 2018, ma anche il parere favorevole del Comitato Tecnico Provinciale. Per i giudici amministrativi infatti, vi fu nella decisione finale un difetto di attribuzione, in quanto l’organo competente ad esprimersi in via definitiva sulla vicenda doveva essere il Consiglio dei Ministri. Ma i giudici del Tar nella sentenza spiegavano che l’invio dei documenti a Roma sarebbe dovuto avvenire nel momento in cui la Provincia prese atto dei pareri contrari di tutti gli enti coinvolti (ovvero i comuni di Grottaglie e San Marzano, l’ARPA, l’ASL, la Regione), tranne il proprio. Era lì che l’iter si doveva interrompere e che l’intero incartamento andava spedito a Roma, visto il parere discordante degli enti coinvolti: mentre secondo la versione di Gugliotti dello scorso marzo, l’ex dirigente Natila aveva deciso di inviare le carte a Roma dopo aver letto la sentenza del Tar.

Insomma, un’interpretazione sbagliata della sentenza del Tar e un’operazione rinviata a lungo, troppo a lungo.

Ma ciò che lascia interdetti, è la risposta che il presidente Gugliotti ha fornito al presidente della Commissione. Ovvero che la Provincia non può ritirare l’atto con cui il dirigente Natile trasmise a Roma l’intero incartamento, perché l’ente sarebbe sprovvisto di dirigenti che possano firmare un’atto del genere. Il che è davvero paradossale, visto che la Provincia ha tutti i dirigenti al suo posto, nonché l’ultimo nominato proprio poco tempo fa e proprio nel settore Ambiente, ovvero il dott. Roberto Carucci che tra l’altro già guida come drigente il settore Economico Finanziaro e Personale. Gugliotti ha fatto inoltre presente di aver chiesto da tempo alla Regione di inviargli da tempo un altro dirigente, in modo tale che Provincia e Regione possano agire insieme su questa ed altre questioni complesse che riguardano il territorio tarantino.

Molto probabilmente e più semplicemente, essendo la questione alquanto scottante e muovendo interessi economici e politici di non poco conto, al momento nessuno vorrebbe prendersi la responsabilità di un atto del genere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/02/discarica-grottaglie-riunione-alla-presidenza-consiglio-dei-ministri/)

Probabilmente la sentenza del Tar non è stata letta con attenzione da molti partecipanti del tavolo odierno – ha commentato sarcasticamente ma anche con amarezza il sindaco di Grottaglie D’Alò al termine dell’incontro -. I giudici del Tar infatti non hanno detto alla Provincia di essere obbligata ad inviare gli atti a Roma, ma che la determina del dirigente Natile è nulla, in quanto non è stata rispettata procedura. Perché se tutti gli enti dicono no ad un progetto, tu Provincia ti devi fermare e trasmettere atti al Consiglio dei Ministri. Cosa che non è stata fatta“.

Quello che adesso può accadere si apre agli scenari più diversi. Perchè la riunione si è conclusa con un prossimo impegno ad aggiornarsi in attesa degli eventi. Di fatto, il Consiglio dei Ministri potrebbe attendere che la Provincia ritiri l’atto inviato a Roma lo scorso febbraio, non prendendo a sua volta nessuna decisione definitiva. A sua volta però, la Provincia potrebbe continuare ad aspettare il ‘nuovo’ dirigente chiesto alla Regione Puglia, che si prenda la responsabilità di firmare e annullare l’azione dell’ente dello scorso febbraio.

Il problema è che su tutto questo tergiversare pende come una spada di Damocle il prossimo parere del Consiglio di Stato.

Lo scorso 23 maggio, si tenne l’udienza presso il Consiglio di Stato, che decise di andare avanti nel procedimento ed emettere quindi una sentenza definitiva, dopo aver rigettato la richiesta di sospensiva avanzata dalla società Linea Ambiente. Negli atti del fascicolo al Consiglio di Stato che i legali del comune di Grottaglie visionarono, era stata inoltre allegata anche una nota prodotta da Linea Ambiente con la quale la società motivava la richiesta di sospensione del processo, per consentire al Consiglio dei Ministri di esprimersi sulla vicenda in quanto, sempre a detta della società, vi sarebbero motivi che lasciano pensare che il governo possa autorizzare il progetto di ‘sopralzo’.

In realtà dalla riunione odierna questa volontà non è trapelata. Ma nemmeno quella di chiudere per sempre il procedimento. Quanto più quella di attendere il corso degli eventi lasciando la responsabilità alla Provincia, che non era obbligata a trasmettere gli atti a Roma. Che a sua volta potrebbe fare lo stesso, ovvero attendere. Il problema è che il Consiglio di Stato, pur a fronte della sentenza del TAR di Lecce, dell’inchiesta ‘T-Rex’, dei ‘no’ di tutti gli enti coinvolti, potrebbe comunque ritenere la procedura conclusarsi nell’aprile 2018 regolare e quindi dare l’ok definitivo al progetto.

A quel punto, non ci sarebbe più nulla da fare. Ecco perchè i comuni di Grottaglie e San Marzano e i cittadini e le associazioni da sempre impegnate in questa battaglia (come Vigiliamo la discarica e Sud in Movimento), sperano in atto ufficiale o del Consiglio dei Ministri o della Provincia, che potrebbe finalmente scrivere la parola fine all’intera vicenda. E considerare concluso il ciclo vitale della discarica di Grottaglie aperta dal 1999. Ma qualora così non fosse, più di qualcuno si dovrà prendere le sue responsabilità politiche. E morali, soprattutto. 

(leggi gli articoli sulla discarica di Grottaglie https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+Grottaglie&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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