Ex Ilva, la Fiom: “Accordo dopo aspro confronto”. Uilm: “Ora interventi sulla sicurezza”

 

Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia, e Rocco Palombella dopo il vertice di ieri a Roma
pubblicato il 16 Luglio 2019, 07:15
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Dopo l’ennesima tragedia allo stabilimento ex Ilva di Taranto e lo sciopero generale che ha sostanzialmente bloccato gli impianti, si è riunito oggi il tavolo al Mise con la presenza del Ministro Luigi Di Maio, di ArcelorMittal e delle organizzazioni sindacali. A seguito di un lungo e aspro confronto è stato firmato un verbale di accordo, nonostante le resistenze dell’azienda ad assumere provvedimenti urgenti e straordinari. Questo è un primo passo finalizzato a dare risposte in tema di sicurezza degli impianti e di prevenzione degli incidenti”. Lo dichiara in una nota Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia.

Nel verbale, in primo luogo, – spiega Venturi – si prevede la presentazione di Piani di investimenti straordinari legati alle manutenzioni ed attivazione di incontri ad hoc in tutte le aree dello stabilimento di Taranto, da estendere alle società controllate ed agli altri stabilimenti del gruppo, con i delegati di riferimento legati alle manutenzioni ordinarie e straordinarie. All’esito degli incontri di aree saranno fornite alle organizzazioni sindacali le azioni di natura gestionale e gli investimenti utili a far fronte alle necessità emerse nel corso dei medesimi incontri. Il primo incontro è calendarizzato per mercoledì 17lugliopresso il sito di Taranto, a partire dall’area portuale.
Un altro punto riguarda l’istituzione di incontri, area per area, funzionali a verificare l’utilizzo dei lavoratori posti in CIGO, a seguito di una procedura esperita senza accordo, per le attività di manutenzione ordinarie e straordinarie. Il primo incontro è calendarizzato per giovedì 18 luglio presso il sito di Taranto.
Si stabilisce anche l’impegno a un confronto con i delegati a cadenza settimanale, in merito all’esperienza operativa maturata a seguito di infortuni/near miss relativamente ad eventi occorsi e ritenuti significativi dalle parti.
Si è decisa, inoltre, la definizione di un Protocollo con la partecipazione degli enti istituzionalmente preposti al controllo delle condizioni di salute e sicurezza in fabbrica al fine di individuare iniziative che possano significativamente incidere in tali ambiti sulla scorta dell’esperienze analoghe già sviluppate nel settore industriale di Taranto mutuando l’esperienza maturata in ambito GIVI (Gruppo Integrato di Valutazione ed Intervento).
Nel verbale, infine, si disciplina l’adozione di soluzioni tecnico/organizzative, come per esempio il controllo remoto, con studi di fattibilità da avviare immediatamente e di attuazione nel più breve tempo possibile, per tendere a eliminare l’esposizione dei lavoratori operanti in area portuale, ai rischi legati ai fenomeni atmosferici e di straordinaria entità”.

Registriamo la disponibilità del Mise a verificare l’evoluzione e l’attuazione del verbale di accordo. L’azienda, il cui atteggiamento ci è sembrato al di sotto delle disponibilità e responsabilità che il momento richiede, deve sapere che la Fiom vigilerà al rispetto di tutti gli impegni”, conclude Venturi.

L’accordo sulla sicurezza raggiunto ieri sera a Roma tra ArcelorMittal e sindacati al termine di un lungo incontro al MiSE “è stato realizzato in conseguenza della tragica morte di giovedì scorso e introduce una serie di impegni in capo al ministro e all’azienda“. Così il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, in una nota diffusa al termine dell’incontro in cui spiega che rispetto agli impegni che l’azienda ha assunto “è prevista la presentazione di un piano di investimenti straordinari legati alla manutenzione e che a partire da subito si avvieranno incontri con le Rsu delle diverse aree dello stabilimento per effettuare una verifica di interventi manutentivi necessari per mettere in sicurezza gli impianti“. L’accordo prevede anche “una verifica del numero dei lavoratori posti in cassa integrazione al fine di impegnare il maggior numero di lavoratori manutentori in attività di manutenzione“, così come l’istituzione una task force “con l’obiettivo di monitorare lo stabilimento e verificare sicurezza di tutte le aree e un presidio con l’ausilio di enti, organi di vigilanza e ispezione“. Sulle cause che hanno determinato il crollo della gru del 10 luglio, l’azienda “si è impegnata a effettuare uno studio di fattibilità e di realizzazione rispetto all’adozione di soluzioni tecniche e organizzative“, ha continuato Palombella che sugli impegni assunti da governo e ArcelorMittal ha aggiunto: “possono rappresentare un importante contributo alla ricerca di soluzioni affinché non ci siano più tragedie come quella di giovedì scorso e che rendano realmente sicuro i luoghi di lavoro all’interno dello stabilimento di Taranto“.

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