Ex Ilva, l’accordo: con quale fiducia?

 

Troppe volte le intese sono svanite nel nulla: ci permettete un po' di scetticismo?
pubblicato il 16 Luglio 2019, 10:53
3 mins

L’ennesimo accordo, l’ennesimo tavolo sul quale gli attori di una vicenda infinita hanno detto la loro. Soprattutto, l’ennesima parata di idee e contributi soltanto dopo, purtroppo, l’ennesima vittima del lavoro.
Un accordo, quello siglato ieri sera al Ministero dello Sviluppo economico, che ha accontentato tutti, stando alle prime impressioni e soprattutto vista la serie di firme poste da chi l’ha approvato. Servirà a qualcosa? In teoria sì, ma la storia dell’ex Ilva, oggi ArcelorMittal, ci insegna ad essere molto ma molto prudenti. Troppe volte, in passato, gli accordi sono stati disarcionati dal comportamento sul campo. Troppe volte le responsabilità evaporate hanno preso il sopravvento sulla richiesta di giustizia vera.
E allora, permetteteci un po’ di scetticismo. Perchè non si può ingoiare facilmente quanto afferma ArcelorMittal che si è “sentita sola” nell’ultima tragica vicenda. Come non si può aver tantissima fiducia nei sindacati che inscenano scioperi e poi li disattivano giusto il tempo di una telefonata. Il Governo? Forse è smarrito, forse è disarmato e non può che mediare: ma basta per renderlo meno responsabile? Certo sta affrontando una vicenda che si trascina da troppi anni (ci fanno sorridere, se non proprio incazzare, i commenti degli ex ministri che di tavoli ne hanno aperti a go go senza risolverne uno: abbiamo la coscienza di zittire), ma un po’ più di coraggio sarebbe lecito aspettarselo.
L’accordo? Qualche fonte interna ci confida che, nel caso delle gru al porto, non vorrebbe più che gli operai salissero su impianti vecchi. E, soprattutto, di sentir parlare di controlli remoti. Sono gru enormi, non certo piccoli semoventi, e il gruista deve avere la visione completa della nave: come può pensarsi di operare con un controller e qualche monitor? E se comincia improvviso lo spolverio del minerale oppure cade qualche pezzo, specie in condizioni meteo avverse, come fai?
Così come sul controllo degli impianti obsoleti: in passato nessuno mai se n’è accorto? Possibile che non si possieda una mappatura della situazione? E quanto tempo ancora bisognerà attendere affinchè si conoscano effettivamente le condizioni di un mostro simile? E davvero ArcelorMittal, che chiede unità d’intenti, ha preso possesso dell’ex Ilva a scatola chiusa, se oggi si firma un accordo per verificare impianto su impianto?
Vabbè, saremo pure profani ma qualche dubbio ce l’abbiamo. Qui siamo a piangere un’altra vittima e a pregare perchè non si compiano altre tragedie. Quella fabbrica cade a pezzi. Inutile girarci troppo intorno.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

2 Commenti a: Ex Ilva, l’accordo: con quale fiducia?

  1. danilo

    Luglio 16th, 2019

    be direi che non servono altre parole finalmente sottoscrivo ”Quella fabbrica cade a pezzi. Inutile girarci troppo intorno”
    E’ ora di cambiae passo tutti stampa compresa …
    grazie

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  2. gico

    Luglio 17th, 2019

    A questo punto non ci resta la speranza che Accelor Mittal si ritiri per davvero, senza minacce; che il governo valuti la possibilità di rilevare la fabbrica statalizzandola ( come Alitalia )parzialmente con partecipate tipo ENEL, ENI e che finalmente i tarantini abbiano l’onore di sedersi intorno ad un tavolo per avere voce in capitolo sulla futura compagnia di bandiera.

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