Palazzo Frisini, nove milioni per il progetto

 

È questa la cifra fissata dallo studio di fattibilità approvato dalla Provincia
pubblicato il 15 Luglio 2019, 16:45
4 mins

Prosegue l’iter per la riqualificazione di Palazzo Frisini, luogo noto ai più per essere stato a lungo la sede del Liceo Ferraris. Come abbiamo più volte raccontato, il Palazzo è stato proposto dalla Provincia di Taranto (insieme ad altri otto progetti) per ottenere un finanziamento nell’ambito del CIS, il Contratto Istituzionale di Sviluppo, con l’obiettivo di trasformarlo in sede di un ente di alta formazione post-universitaria. La proposta era stata molto apprezzata a Roma, tanto da approdare direttamente sul tavolo del vertice del 24 giugno. In quell’occasione, il vice-ministro all’istruzione, Fioramonti, fornì anche alcuni dettagli importanti sulla natura del “Tecnopolo”: a Taranto si studierà lo sviluppo sostenibile, ovvero come conciliare le nostre sempre crescenti esigenze tecniche e tecnologiche con la tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo. Il progetto, secondo la tabella di marcia illustrata allora, dovrebbe prendere il via entro il mese di ottobre e andare a regime in diciotto mesi.

A questa storia si aggiunge ora un nuovo tassello: l’approvazione dello studio di fattibilità tecnica per il progetto di ristrutturazione del palazzo.

Per prima cosa, un po’ di numeri.

Il progetto approvato dal presidente della Provincia (in fondo il testo del decreto) prevede un costo di € 8.633.457,00, così suddivisi:

  • € 5.930.000,00 di lavori a base d’asta (soggetti a ribasso in base alle offerte presentate nella gara di affidamento dei lavori)
  • € 180.000,00 di oneri della sicurezza
  • € 2.523.457,00 di somme a disposizione dell’Amministrazione

Dal punto di vista architettonico, il progetto è ambizioso. Per garantire l’efficienza energetica dell’edificio ristrutturato, e quindi la compatibilità ambientale del nuovo polo, si mirerà ad ottenere la certificazione LEED (sostenibilità ambientale – Historic Buildings), grazie all’apporto del CIRIAF (Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento e sull’Ambiente “Mauro Felli”, che sarà anche uno dei partner fondatori del tecnopolo). La certificazione LEED, come si legge sul sito dell’ente certificatore, riconosce «le prestazioni degli edifici in settori chiave, quali il risparmio energetico ed idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse impiegati, il progetto e la scelta del sito». D’altro canto, per un’istituzione che si occuperà di studiare lo sviluppo sostenibile, una sede che rispetti questi requisiti è quantomeno opportuna…

Oltre, ovviamente, alle facciate, sarà oggetto di intervento anche la planimetria dell’edificio, che, nelle intenzioni dei tecnici, sarà riportata all’origine, rimuovendo alcune «manomissioni» introdotte all’epoca in cui l’edificio era sede scolastica. «Dal punto di vista strutturale – si legge nella relazione tecnica – di recente si verificato il crollo di parte del solaio del primo piano, circostanza che ha portato al massimo degrado l’intera struttura portante soprattutto orizzontale, mentre intatte, nella loro sostanza, sono quelle costituite dalle murature portanti verticali e di fondazione».

L’intervento, si ribadisce nel decreto del Presidente Gugliotti, sarà finanziato con i fondi del CIS. A breve, quindi, speriamo di vedere le prime gru in questo, come in altri angoli di una città che sta davvero avendo un’occasione da non farsi sfuggire.

 

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