Ex Ilva, diventano 9 gli indagati per morte gruista

 

Arrivano gli avvisi di garanzia, oggi effettuato l'esame autoptico. Contestati i reti di omissione cautele infortuni e omicidio colposo
pubblicato il 14 Luglio 2019, 19:50
4 mins

L’esame autoptico sul corpo dell’operaio Cosimo Massaro deceduto mercoledì scorso e recuperato soltanto sabato pomeriggio dai sommozzatori dei Carabinieri di Pescara, verrà eseguito oggi pomeriggio. Intanto la procura di Taranto, potrebbe aprire una ulteriore inchiesta sull’incidente che si è verificato oggi nel reparto Laf dell’ex Ilva, dove, secondo quanto denunciato dall’Usb e dalla Fim Cisl, una pinza e un bozzello sono precipitati al suolo senza provocare feriti. La procura è in attesa della relazione sull’accaduto dei tecnici dello Spesal. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/15/ex-ilva-nuovo-incidente-nel-reparto-laf3/)

Sono ufficialmente otto, al momento, gli indagati per la morte dell’operaio Cosimo Massaro, il 40enne che mercoledì scorso ha perso la vita precipiando in mare con la sua gru, mentre provava a lasciare il mezzo meccanico presso il IV sporgente del porto di Taranto in concessione all’ex Ilva ora ArcelorMittal Italia, durante il violentissimo nubifragio che ha colpito la città nella serata di mercoledì.

In serata si è diffusa la notizia di un nono indagato, Teodoro Zezza, capo del turno precedente rispetto al momento dell’incidente.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/13/2quel-che-resta-di-una-gru-e-della-sua-fabbrica/)

La convalida del sequestro dell’area del IV sporgente porta la firma dei pubblici ministeri Raffaele Graziano e Filomena Di Tursi (coordinati dal procuratore capo Capristo), che coordinano le indagini di Guardia Costiera, Carabinieri e Spesal, con l’obiettivo di chiarire la dinamica dell’incidente e le responsabilità penali a vari livelli.

Questi i nomi iscritti al momento nel registro degli indagati: l’ing. Stefan Michel Van Campe, datore di lavoro e gestore dell’unità produttiva per ArcelorMittal Italia dello stabilimento siderurgico di Taranto, Vincenzo De Gioia capo Divisione Sbarco Materie Prime Parchi Primari e Rifornimenti, Carmelo Lucca capo Area Sbarco Materie Prime dello stabilimento, Giuseppe Dinoi capo Reparto di esercizio, Domenico Blandamura capoturno di esercizio del IV sporgente, Stefano Perrone membro della squadra di esercizio del IV sporgente, Mauro Guitto capo del Reparto manutenzione meccanica di ArcelorMittal, Andrea Dinoi capo del Reparto di manutenzione elettrica della fabbrica.

Al momento due i reati contestati dai pm Graziano e Di Tursi: omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e lesioni gravissime che con il recupero del corpo della vittima si trasforma in omicidio colposo. Nominato come custode giudiziario dell’intera area l’ing, Pasquale Todaro, Capo area Parchi Primari dello stabilimento ArcelorMittal.

Secondo l’accusa presente nel capo di imputazione, gli indagati avrebbero a vario titolo consentito che i lavoratori utilizzassero apparecchiature si sollevamento come le gru di banchina, non idonee all’uso previsto, avendo peraltro omesso di installare sugli stessi meccanismi tali da prevenire eventuali infrortuni sul lavoro. 

Come riportato ieri, quasi certamente l’elenco degli indagati è destinato ad aumentare. Nella lente d’ingrandimento della Procura sono finiti anche gli eventuali lavori di collaudo e manutenzioni delle gru del IV sporgente, con le conseguenti certificazioni di sicurezza che hanno allungato di fatto gli anni di vita delle gru, che come abbiamo riportato ieri avrebbero in realtà terminato il loro ciclo vitale. Inoltre gli inquirenti indagano anche la gestione della diffusione dei bollettini meteo diramati dalla Protezione Civile, per capire se tutto sia stato fatto seconde le procedure, o se invece possa essere stato o meno omessa qualche informazione.

Nell’area del IV sporgente, quasi certamente il sequestro durerà diversi giorni se non settimane: gli inquirenti hanno infatti l’assoluta necessità di accertare il reale stato delle gru, attraverso accertamenti tecnici che svolgerà un consulente prontamente nominato, con la possibilità di effettuare anche un eventuale incidente probatorio.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/13/ex-ilva-gru-in-mare-ritrovato-corpo-operaio2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

4 Commenti a: Ex Ilva, diventano 9 gli indagati per morte gruista

  1. Piero

    Luglio 15th, 2019

    Certo che a volte non capisco: una industria che fattura quello che fattura e non si spendono 20000 euro per un semplice radar metereologico che ti avvisa 5 minuti prima dell’arrivo di venti pericolosi e rende inutile i bollettini (inutili perchè non puo’ prevedere un giorno prima la forza dei temporali ) della protezione civile

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    • Antonio

      Luglio 16th, 2019

      Hai ragione su quello che dici ma su tutte le gru esterne sono installate a bordo macchina anemometri in grado di segnalare in tempo reale le condizioni della velocità del vento impostando due soglie di allarme la prima avvisa l’operatore con segnale acustico e la seconda blocca il movimento del ponte consentendo al gruista di poter con la cabina arrivare in zona parcheggio e scendere dalla gru in totale sicurezza.
      Non si conoscono le dinamiche dell’incidente qualcosa non ha funzionato sulla gru che non ha consentito il corretto funzionamento della cabina.
      Unica cosa che posso dirti che le gru sono abbastanza complesse e molta elettronica a bordo e come succede nelle nostre case che quando fà temporale basta poco perché ci saltino o il modem o apparecchiature elettroniche per una scarica elettrostatica, anche li può capitare lo stesso evento bloccando il funzionamento.
      In questo caso un consiglio che io mi sento di dare e che di solito dò a i gruisti che conosco, il buon senso mai affidarsi di un segnale acustico che potrebbe non arrivare ma la vista di condizione climatica avversa fermare subito e svendere quanto prima del verificarsi dell’evento.

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  2. Antonella

    Luglio 16th, 2019

    Il povero Mimmo Massaro aveva solo 31 anni e non 40 come avete detto voi, erroneamente.

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    • redazioneonline

      Luglio 16th, 2019

      Sì, è stato purtroppo un banale errore, e ce ne scusiamo. Grazie della segnalazione

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