Lonoce (PD): “Perché non è stato ordinato agli operai di mettersi al riparo?”

 

pubblicato il 11 Luglio 2019, 18:00
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Alle numerose reazioni all’incidente mortale avvenuto ieri al porto di Taranto, si è aggiunta quella del Presidente del COnsiglio Comunale, Lucio Lonoce. “Nell’ora del dolore e dell’indignazione – scrive Lonoce – è difficile aggiungere qualcosa alle parole che inevitabilmente si stanno spendendo per l’ennesima tragedia sul lavoro. Oltre a esprimere il mio cordoglio personale e quello dell’intero Consiglio comunale, intendo però richiamare l’attenzione di tutti, ancora una volta, sul tema della sicurezza. Perché ritengo davvero scandaloso che un incidente come quello di mercoledì si sia potuto ripetere con le identiche modalità di quello accaduto sette anni fa e che costò la vita a un altro giovane operaio. Da allora, evidentemente, nulla è stato fatto per evitare episodi analoghi. Bisognerà accertare se l’ultimo incidente sia stato causato da un’insufficiente manutenzione della gru o dal suo stato di deterioramento. E occorrerà capire come sia possibile che, all’arrivo di una violenta perturbazione (ben visibile dal mare, avendo le caratteristiche di un tornado/tromba d’aria), nessuno abbia dato l’ordine agli operai al lavoro di mettersi al riparo al più presto, memori di quanto accaduto nel novembre del 2012.

Tutto ciò è inconcepibile!

Lavorazioni e produzione devono comunque andare avanti, anche in presenza di un  evidente pericolo per l’incolumità degli operai? Io dico: assolutamente no!

Leggo, in questi drammatici frangenti, commenti riguardanti la chiusura dello stabilimento, i decreti “salva Ilva”, le responsabilità della politica ecc. E so che alcuni commenteranno con tali argomentazioni anche questa mia riflessione. Ma il punto, a mio avviso, è un altro: in questo caso le responsabilità di quanto accaduto sono da ricercare in ambito aziendale. Perché sa da un lato si invoca il mantenimento dell’immunità penale, perché – si sostiene – non si può pagare per colpe attribuibili alle precedenti gestioni dello stabilimento siderurgico,  è vero anche che un incidente come quello del 10 luglio non può essere addebitato a chi ha operato in passato.

Ognuno si assuma le proprie responsabilità, senza rifugiarsi nel solito “scaricabarile”.

E, naturalmente, si faccia in modo che in ogni ambiente di lavoro la sicurezza non sia affrontata con superficialità  o relegata all’ultima voce del bilancio aziendale”.

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