Natuzzi, rinnovato accordo con i sindacati

 

Per quanto riguarda lo stabilimento di Altamura: si sposteranno 448 lavoratori. In attesa della firma dell'accordo tra azienda e Invitalia
pubblicato il 08 Luglio 2019, 19:01
18 mins

Importante riunione giovedì scorso a Bari nella sede Task Force sul Lavoro della Regione Puglia presso la “Sala di Jeso”, in merito alla vertenza Natuzzi. All’incontro erano presenti ii componenti del Comitato Sepac Stefano Basile e Rocco Santochirico, la Dirigente Angela Di Domenico e della Po Angela Pallotta del Servizio Politiche attive per il lavoro, della Dirigente Elisabetta Biancolillo e Francesco Maiellaro della Sezione Aree di Crisi industriali. La Natuzzi S.p.A. era invece rappresentata dal dott. Michele Onorato e Patrizia Ragazzo, assistiti dall’avv. E.C. Schiavone e i rappresentanti di Confindustria Bari -BAT, oltre alle rganizzazioni indacali del Legno e del Commercio, unitamente alle RRSSUU.

Preliminarmente si dà atto che su richiesta dei sindacati l’esame congiunto viene effettuato senza i Cobas con la cui organizzazione sindacale verrà attivato un tavolo separato nella stessa giornata.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/24/natuzzi-giunta-regione-approva-secondo-addendum-20132/)

Il riepilogo dell’ultimo anno della vertenza

In premessa alla sottoscrizione del verbela della riunione, viene ricordato che la Natuzzi S.p.A con nota del 20.06.2019, ha avviato l’esame congiunto ai sensi dell’art. 24 d.lgs n. 148/2015, per la modifica ed implementazione del programma di intervento degli ammortizzatori sociali a sostegno deI Piano Italia (presentato il 28 giugno 2018).

Attualmente alla Natuzzi, la maggiore azienda italiana nel settore dell’arredamento, lavorano 2.039 persone (esclusi i dirigenti): nel ruolo quadri vi sono 93 unità; gli impiegati sono 478, mentre gli operai sono 1.468. Tutto l’organico è suddiviso nelle unità produttive di Matera Iesce, Santeramo in Colle Iesce, Laterza, Matera La Martella, Santeramo in Colle, Ginosa e Altamura.

Nel verbale dell’incontro viene inoltre ricordato che la Società ha posto in essere iniziative “volte all’incremento della competitività a garanzia della permanenza sul mercato ed alla conseguente salvaguardia dei livelli occupazionali anche attraverso un complesso intervento di riconversione industriale“; funzionale a tale obiettivo “è la specializzazione e verticalizzazione delle produzioni e la progressiva cessazione delle attività produttive non remunerative, alla luce dei costi dei fattori della produzione italiana”; a sostegno commerciale di tale obiettivo “il Gruppo Natuzzi ha dichiarato che intende proseguire nella politica di rafforzamento del marchio nel mondo, sviluppando una rete commerciale utile ad incrementare i volumi di vendita a vantaggio delle produzioni italiane e, nello specifico, del Brand Natuzzi Italia“.

Ciò detto, il 20 aprile 2018 la società convocò presso la sede di Federlegno le organizzazioni sindacali per comunicare i dati dell’anno fiscale 2017, attestanti una perdita operativa di 29 milioni di euro ed informare le Parti Sociali che, l’allora assetto produttivo ed organizzativo avrebbe determinato un esubero strutturale di circa 1.000 unità lavorative, tra produzione/logistica ed uffici.

Su esplicita richiesta delle OO.SS. fu fissata con urgenza un incontro presso la “Cabina di Regia“, svoltosi l’11 maggio 2018 presso il MISE, con l‘avvio dei confronti tecnici tra Azienda e Parti Sociali, volto a scongiurare l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo; in tale scenario, le organizzazioni sindacali dichiaravano come prioritari gli obiettivi di difesa dei livelli occupazionali, richiedendo la presentazione di un piano industriale che non prevedesse esuberi, da realizzare mediante: la re-internalizzazione delle produzioni di tutta la filiera; la diversificazione produttiva; la valorizzazione del know-how aziendale. In Cabina di Regia l‘azienda si impegnava ad elaborare un piano per il riassetto industriale Italia e approntare strumenti condivisi per tentare di riassorbire l’esubero previsto a valle dell‘intervento degli ammortizzatori.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/12/vertenza-natuzzi-sindacati-chiedono-convocazione-cabina-di-regia/)

A seguito dell’incontro presso la Cabina di Regia e degli impegni assunti, il 30 maggio 2018 presso la sede di Confindustria Bari, l‘Azienda presentava alle organizzazioni sindacali nazionali, regionali, strutture Territoriali ed al coordinamento delle RSU/RSA, il nuovo Piano Industriale Italia orientato al recupero di competitività e qualità del prodotto; all’internalizzazione dei processi di lavorazione dei semilavorati; alla riqualificazione e ricollocazione degli esuberi.

A valle delle trattative, il 28.06.2018 presso il Ministero dello Sviluppo Economico veniva illustrato il Piano Industriale volto al recupero di produttività ed efficienza e, al contempo, alla salvaguardia delle professionalità esistenti in azienda, anche attraverso la diversificazione ed internalizzazione dei cicli produttivi, con la previsione – al verificarsi di tutti i presupposti convenuti – di complessi ed onerosi interventi di riorganizzazione ed investimenti industriali e riqualificazione del personale. In sede Ministeriale, con la stipula dell’Accordo del 28.06.2018 è stato altresì convenuto un percorso condiviso, diretto a ricollocare previa riqualificazione, le unità lavorative in esubero strutturale scaturito per effetto della riorganizzazione e razionalizzazione dei siti produttivi eserciti.

Al contempo, anche in esecuzione delle successive intese, nell’ambito del più generale processo di riorganizzazione e dell‘accordo di programma di sviluppo definito con Invitalia, sono stati previsti investimenti sia nei siti destinati al perimetro salotto (Matera Iesce, Santeramo Iesce, Laterza, Santeramo in Colle Laboratorio di metodologia industriale e il sito logistico di Matera La Martella), sia per la reindustrializzazione del sito di Ginosa (TA) le cui attività produttive sono state sospese il 31 dicembre 2018, e Altamura Graviscella (BA).

Quanto innanzi, per dare esecuzione all’adeguamento dei siti destinati alle lavorazioni del semilavorato legno e gomma.

Con l’accordo sottoscritto il 13.11.2018 presso la Cabina di Regia del Ministero dello Sviluppo Economico, venne confermato il contenuto del Piano Industriale della sopra citata intesa del 28.06.2018, con alcune varianti tra cui la migrazione delle attività internalizzate dei Semilavorati Gomma e Legno verso gli stabilimenti di Altamura – Graviscella (BA) e di Ginosa (TA).

In esecuzione del Piano Industriale le Parti concordarono, quindi, un iter formativo per la riqualificazione del personale già in esubero strutturale; il percorso di formazione, per le Unità Lavorative interessate dal processo di riqualificazione, si svilupperà per n. 32 ore mensili e sarà necessariamente sostenuto, fra l’altro, dalla richiesta di intervento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per riorganizzazione della durata di 24 mesi.

Allo stato attuale, tutti i lavoratori individuati nel processo di Riqualificazione sulla base delle graduatorie stilate dalla Società sono destinatarie dal 1° gennaio 2019 di un provvedimento di proroga della solidarietà ex art. 22 bis del D.Lgs. n.148 del 2015; tutti i lavoratori coinvolti in tale percorso di riqualificazione manterranno il rapporto di lavoro in essere con Natuzzi SpA senza soluzione di continuità, conservando l’anzianità aziendale.

Per effetto della riorganizzazione prevista dal Piano Italia, ferme le esigenze tecnicoorganizzative aziendali, sono stati programmati interventi per l’incentivazione all’esodo attraverso procedura di licenziamento collettivo sulla scorta dell’unico criterio della non opposizione per un numero complessivo massimo, da ultimo, di 100 Unità Lavorative; mentre è in essere presso il sito di Altamura Graviscella il ricorso all’ammortizzatore sociale di Cassa Integrazione per Riorganizzazione Aziendale e presso le Unità Produttive di Santeramo Iazzitielio (BA), Santeramo Iesce (BA), Matera Iesce (MT), Laterza (TA), Ginosa (TA) e Matera La Martella (MT) sono attualmente destinatarie di Contratto di Solidarietà.

In ragione dei trasferimenti del personale già in esubero e da riqualificare presso il sito di Altamura Graviscella in esecuzione del Piano Italia ricorrono, altresì, i presupposti per la richiesta di integrazione numerica dell’attuale provvedimento di CIGS per riorganizzazione a far data dal 05/07/2019 con riduzione oraria nei limiti massimi di legge.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/05/08/vertenza-natuzzi-cabina-di-regia-a-roma-passi-in-avanti-nella-vertenza/)

L’aggironamento dell’accordo sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali e il trasferimento delle unità lavorative

Tutto ciò premesso, nel verbale viene inoltre ricordato che “gli investimenti previsti, nonché il complessivo e coordinato intervento degli ammortizzatori sociali e l’adesione al Piano di Riqualificazione da parte dei lavoratori costituiscono presupposto essenziale per l’esecuzione degli Accordi Ministeriali e delle intese sopra citati, nonché condizione per affrontare la complessiva riorganizzazione, preservando l’equilibrio dei fattori produttivi ed occupazionali“; che “la ristrutturazione organizzativa di cui al Piano Italia consentirà la piena riallocazione degli esuberi, tramite l’accesso a ingenti investimenti previsti nel Contratto di Sviluppo che Azienda e Invitalia si apprestano a firmare e l’attuazione del piano Formativo in approvazione della Regione Puglia“.

Pertanto per l’attuazione degli impegni sottoscritti di cui ai precedenti Accordi del 14 dicembre 2018 e 18 dicembre 2018, si darà luogo, con decorrenza contestuale alla modifica del programma di CIGS, al trasferimento presso la sede di Altamura Graviscella di n. 448 Unità Lavorative e comunicati alle Parti Sociali condizionatamente all’adesione individuale formalizzata in sede assistita. Tali unità si andranno ad aggiungere alle 35 Unità Lavorative (ex Newcomfort S.r.l.) già oggetto di trasferimento a gennaio 2019 presso la sede di Altamura Graviscella e alle 4 Unità Lavorative già presenti da giugno 2018 presso tale sito. Contestualmente ed in modo numericamente ed oggettivamente correlato, la Natuzzi ridurrà il numero dei lavoratori oggetto del Contratto di Solidarietà delle singole Unità Produttive Santeramo Iazzitielio, Santeramo Iesce, Matera Iesce, Laterza, Ginosa e Matera Martella. Le 448 unità saranno trasferite alla sede di Altamura Graviscella in attuazione dell’avviato programma di investimento ed in esecuzione dell’Accordo Ministeriale del giugno 2018.

Circa l’impossibilità di ricorrere all‘alternativa strumento del Contratto di Solidarietà “in proroga ad oggi in essere, perché non idoneo rispetto agli obiettivi gestionali ed alle esigenze di sospensione derivanti dall’attuazione dei programmi di investimento rispetto alla platea costituita dai lavoratori in organico e alle percentuali di sospensione previste dalla normativa”, si decide di dover ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per Riorganizzazione a far data dal 5 luglio 2019 e sino al prossimo 31 dicembre 2020 come strumento di sostegno ai rilevanti investimenti programmati e al complesso programma di investimenti, riorganizzazione, trasformazione e riqualificazione.

Inoltre, è stato deciso di mantenere, per l’effetto, immutato il saldo del numero massimo complessivo del personale contestualmente interessato dall’intervento degli ammortizzatori sociali, fatta salva l’integrazione e la verifica per la rimodulazione dei programmi in ragione del progressivo stato di attuazione del piano; il numero massimo di Unità lavorative interessate dal provvedimento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, a seguito della necessaria razionalizzazione dei siti produttivi, logistici e uffici dedicati al “perimetro salotto”, è determinato in n. 487 comprensive delle 35 unità già oggetto di trasferimento a gennaio 2019 ed ad oggi non coinvolte nell’applicazione di alcun ammortizzatore sociale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/11/14/282223/)

Per il sito di Altamura Graviscella, oggetto della richiesta di integrazione dell’intervento CIGS per riorganizzazione ai sensi degli artt. 4 e 21 del D.Lgs. n. 148/2019 la domanda sarà proposta in relazione al programma di durata dal 05.07.2019 e fino al 31 dicembre 2020; la riduzione dell’orario di lavoro, per i lavoratori interessati di cui all’elenco allegato, sarà mediamente pari all’80%, nel rispetto della normativa vigente, per l’intero periodo interessato dalla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per Riorganizzazione da considerarsi su base ultrasettimanale e avendo a riferimento l’intero periodo di valenza della CIGS sino al 31 dicembre 2020.

Sarà inoltre effettuata la rotazione del personale in CIGS “nell’ipotesi di compresenza di personale fungibile e fatte salve le esigenze tecnico produttive e di sicurezza, anche secondo le modalità di cui al progetto formativo allegato al presente Accordo di cui è parte integrante”.

Le parti hanno concordato inoltre che tenuto conto delle specifiche esigenze dei singoli comparti e delle figure infungibili, potranno essere richieste soluzioni diversificate per le diverse mansioni anche all’interno del medesimo reparto sempre nel rispetto della media aziendale di riduzione dell’80% sia in forma verticale (singole giornate) e/o orizzontale. Le parti si sono date atto del fatto che stante l’organizzazione del lavoro, il sistema adottato di riduzione dell’orario di lavoro è l’unico tecnicamente possibile e che la riduzione dell’orario di lavoro così attuata consente di contenere gli esuberi di personale e di utilizzare più proficuamente il personale stesso. Negli incontri di verifica con le Parti Sociali sarà valutata la distribuzione della riduzione dell’orario di lavoro in funzione e nel rispetto delle esigenze tecnico-organizzative e produttive, nonché della specificità degli interventi richiesti dal processo di riorganizzazione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/06/22/natuzzi-il-nuovo-piano-industriale-lascia-ben-sperare-sindacati-e-lavoratori/)

La percentuale complessiva di riduzione dell’orario di lavoro sopra determinata è coerente con quanto previsto dall’attuale normativa di cui al Decreto Legislativo n. 148 del 2015; per l’integrazione del trattamento retributivo perso a seguito della predetta riduzione di orario verrà richiesto il trattamento di integrazione salariale di cui all’art. 3 del D.lgs n. 148 del 2015; inoltre per effetto della riduzione di orario di cui sopra, la retribuzione risultante dall’applicazione degli accordi sottoscritti con riferimento all’orario svolto, sarà commisurata all’orario effettivo svolto mediante deduzione delle ore non lavorate con l’applicazione del divisore mensile stabilito dai CCNL applicati; la riduzione dell’orario di lavoro compor’erà in ogni caso per la Società il riproporzionamento di tutti gli Istituti contrattuali diretti ed indiretti come previsto per legge. Per quanto attiene il TFR troverà applicazione quanto previsto dall’art. 21 comma 5 del D. Lgs 148/2015.

Infine, la Società si è impegnata ad anticipare la quota a carico dell’Istituto Previdenziale ed individuato secondo le disposizioni impartite dall’INPS che sarà pari al trattamento di integrazione salariale determinato dalle disposizioni di Legge connesso alla percentuale del trattamento retributivo perso a seguito della riduzione dell’orario di lavoro conguagliando quanto anticipato a valle della autorizzazione da parte delle Autorità Competenti e da parte dell’Istituto Previdenziale. Così come è fatto salvo il diritto della Società di assumere quelle specifiche figure professionali non reperibili all’interno dell’azienda che si dovessero rendere necessarie per l’espletamento dell’attività societaria e per il funzionamento della stessa.

Infine, con riferimento a quanto previsto al comma 5 dell’art. 21 del Dlgs n. 148/2015 le parti hanno convenuto espressamente che in caso di temporanee esigenze di maggior lavoro sostitutive potrà essere aumentato l’orario di lavoro e potrà essere modificata l’entità della riduzione di orario o sospesa temporaneamente l’applicazione dell’ammortizzatore sociale, dando preventiva informativa di tale variazione alle RSU/RSA.

Nella speranza che questa lunga vertenza possa prima o poi chiudersi positivamente per tutti i lavoratori. 

(leggi le notizie sulla Natuzzi https://www.corriereditaranto.it/?s=natuzzi&submit=Go)

Condividi:
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)