Storie: Mauro Pulpito e quel memorabile “Fantastico 6” con Pippo Baudo

 

Il presentatore tv, nostro concittadino, ripercorre la sua carriera cominciata con le imitazioni dei radiocronisti di "Tutto il calcio minuto per minuto".
pubblicato il 07 Luglio 2019, 02:03
12 mins

Metà degli anni ottanta: il sabato sera degli italiani era monopolizzato dallo show di Rai Uno “Fantastico” condotto dal mitico Pippo Baudo, una macchina da spettacolo  perfetta, che viaggiava a mille e che faceva registrare dati d’ascolto che oggi sono impensabili.

Sabato 12 ottobre del 1985, un’intera città – grazie al passaparola o a qualche articolo sui quotidiani locali o ad alcuni annunci radiofonici delle fiorenti radio private tarantine- si diede appuntamento davanti ad un televisore perché nella trasmissione Fantastico 6-condotta dal numero uno dei presentatori , ossia il Pippo Nazionale- era prevista la presenza di un imitatore tarantino che in quegli anni si stava facendo largo nelle emittenti televisive, prima locali e successivamente nazionali. Quel nostro concittadino era Mauro Pulpito, ora apprezzato conduttore della regina delle emittenti televisive private locali, Telenorba.

Fui contattato telefonicamente a casa qualche giorno prima dello show. Ricordo benissimo che appena risposi sentii una voce che mi diceva ”Pronto Mauro, sono Pippo Baudo, ti voglio a Fantastico” – non lo feci nemmeno terminare che, pensando a uno scherzo di qualche amico, dissi subito: seeeeeeeee e io sono Mike Bongiorno –  riattaccai”– racconta divertito Mauro Pulpito che poi scende nei particolari: Fui contattato subito dopo da un dirigente Rai che mi disse che non era uno scherzo e che era tutto vero. Mi aspettavano a Roma per la puntata di Fantastico 6 che registrò il debutto assoluto di Lorella Cuccarini. Ovviamente ero ultra emozionato. Sentivo che nella mia Taranto questa apparizione nel programma era attesa, anche perché la media auditel in quegli anni si attestava sui venti milioni di spettatori che a pensarci ancora adesso mi vengono i brividi. Insomma per non dilungarmi troppo feci le mie imitazioni e poi subito dopo presi il treno da Roma che mi avrebbe portato a Taranto. Nel tragitto fui riconosciuto da tantissime persone ed io, persona schiva, non ero abituato a tutte quelle attenzioni nei miei confronti e ad un certo punto decisi di scendere a Pescara per andare a dormire da un’amica”.

Mauro, come è nata la tua passione per l’imitazione in un periodo storico – gli anni ottanta – in cui gli imitatori erano in quasi tutte le trasmissioni di successo? 

“Premesso che avevo una grande passione per i varietà e tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta la Rai ne sfornava tantissimi e tutti con conduttori e ospiti di grande livello. Me li registravo tutti, mi mettevo con il registratore a cassette vicino al televisore e premevo il tasto rec. Quello era il mio mondo. In realtà io ho sempre voluto fare il conduttore però cominciai per gioco ad imitare i radiocronisti sportivi dello storico programma di Radio Rai “Tutto il calcio minuto per minuto”. In realtà ricordo che una delle mie prime imitazioni davanti ad un pubblico fu nel periodo dell’occupazione studentesca, credo tra il 1977 e il 1978, tra l’altro ero anche rappresentante d’istituto al Pitagora. Imitai Berlinguer nell’aula magna dell’Istituto Tecnico per Ragionieri in via Pupino prendendo spunto dall’imitazione tv del leader del Partito Comunista che faceva il grande Enrico Montensano”.

Da quel Fantastico sei stato successivamente in altre trasmissioni di successo, ce le ricordi?

“Con Pippo Baudo ho fatto un altro programma molto seguito dal titolo Serata d’Onore, poi sempre sulle reti Rai, Stasera mi Butto prima con Gigi Sabani e poi con Pippo Franco nello stesso periodo in cui come imitatori emergevano personaggi del calibro di Neri Marcorè e Giorgio Panariello”.

Però tu miravi a fare il conduttore. Chi era il tuo modello di ispirazione?

“Non poteva che essere Pippo Baudo per la grande professionalità, il rispetto assoluto dello spettatore e per il modo, da padrone di casa, di condurre le sue trasmissioni. Ho imparato tanto vedendolo all’opera. Invece per quanto riguarda il modo di intrattenere l’ospite con quel piacevole velo di ironia che non guasta mai, il mio modello è sempre stato Raimondo Vianello”.

In seguito hai avuto modo di lavorare a Tele Norba con dei personaggi che sono diventati degli autentici fuoriclasse e mi riferisco ad Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi ,per tutti noi pugliesi gli indimenticabili Toti &Tata ed a Gennaro Nunziante che è poi diventato il regista dei film di Checco Zalone.

“Quello è stato un periodo molto divertente per me tra il 1992 ed il 1997. Che dire… I personaggi che hai citato tu meritano tutto il successo che hanno ottenuto, in particolare Gennaro Nunziante che era il nostro ispiratore, una persona lungimirante, un vero fenomeno, che ci disse già quando registrammo il programma “Televiscion” che la televisione da li  a poco, per come era stata concepita sino ad allora,  era destinata a morire. Il successo ottenuto nel Sud Italia con gli Oesais ( la parodia del gruppo di punta del Brit Pop Inglese degli anni ’90,ndc) ad esempio, credo che sia irripetibile, eravamo arrivati a fare concerti davanti a 5- 6 mila spettatori“. I programmi con Toti e Tata vivono ancora nella memoria dei quarantenni di oggi che mi mandano messaggi in privato sui social per ringraziarmi del buonumore che siamo riusciti a regalare ad un’intere generazione.

Mauro guardandoti indietro c’è qualche rimpianto? C’è un treno che ti è passato davanti e sul quale avresti voluto salire?

“Nel 2000 su Rai Tre feci un programma dal titolo Zero a Zero. Andò bene, piacque ai dirigenti Rai e mi fu proposto per la stagione televisiva successiva di rifarlo in un contesto più ambizioso, nel senso che il programma sarebbe cresciuto in tutti i sensi. Nel frattempo mi arrivò un’offerta allettante da Mediaset e precisamente dall’autore delle Iene Davide Parenti, per vestire i panni dell’inviato e come primo servizio avrei dovuto punzecchiare il primo ministro britannico Tony Blair in vacanza in Versilia. Non accettai questa proposta perché il programma Zero a Zero pensavo realmente potesse darmi grandi soddisfazioni. Solo che da li a poco cambiarono i vertici Rai ed il dirigente che ci caldeggiava fu fatto fuori ed io rimasi, come si dice da noi, come la zita di Pulsano”.

Nella tv odierna c’è spazio ancora per chi come te ha fatto la gavetta, quella vera?

Se mi fossi dovuto ispirare alla televisione di oggi avrei fatto un altro mestiere. Ho fatto questo mestiere perché mi sono ispirato ad una televisione diversa, quella dei varietà di cui ho parlato prima, la tv dei Walter Chiari, dei Raimondo Vianello, ad esempio. Sono contento che di spazio per me ce ne sia a Tele Norba.”

Parliamo di una delle tue grandi passioni, Taranto, una città, la tua città che non hai mai abbandonato che nei tuoi programmi televisivi hai sempre cercato di ritagliarle uno spazio. Pensi che sia finito il momento di piangersi addosso, alla luce anche di questo fermento nel mondo del turismo e questa apertura ad una serie di iniziative culturali legate ai cartelloni teatrali del Fusco e dell’Orfeo o a festival come Medimex?

“Taranto purtroppo non può smettere di piangere le tante morti legate all’industria dell’acciaio. E non vorrei mai che tutto questo fermento servisse solo per nascondere i problemi legati all’Ilva che non possiamo ignorare. E’ pur vero che noi l’alternativa al gigante d’acciaio ce l’abbiamo avuta sempre sotto mano, non dobbiamo cercarla ma dobbiamo solo fare in modo che essa sia in grado di essere produttiva così come lo è l’industria dell’acciaio. Abbiamo il mare più bello d’Italia, tanti amici forestieri mi dicono che è così bello da essere paragonato a quello delle Maldive. Questa risorsa naturale che abbiamo la fortuna di avere a disposizione, la sfruttiamo pienamente?”

Un’altra delle tue passioni è il calcio ed a Taranto è notorio che sia un fenomeno sociale che ha pochi eguali in Italia. Parliamo di campanilismo. Tu conduci a TeleNorba il programma “Bordo Campo” che in questi anni ha raccontato le imprese sportive di “nemiche” storiche del Taranto, come Bari, Lecce e Foggia. Non provi un senso di frustrazione nel sapere che Taranto non riesce ad uscire dall’inferno del Campionato Dilettanti?

Che vi devo dire? Che mi sento impazzire dentro quando commento le gesta del Bari o del Lecce? Sono un tifoso del Taranto, ne sono stato un giovanissimo, avevo 16 anni, radiocronista nel 1980 per la storica Radio Taranto Stereo. Purtroppo sulle nostre spalle sembra che abbiamo questa maledizione della serie D: ha fatto più play-off il Taranto negli ultimi anni che secondi posti Toto Cutugno a Sanremo …. (ride amaro, ndc). La ripresa della città deve partire anche dal calcio perché molto spesso questo sport ne rispecchia l’andamento socio-economico”.

Dimenticavamo. Mauro Pulpito, persona gradevole e dalla grande ironia, che ringraziamo per averci concesso questa chiacchierata, ci tiene a citare altre sue due passioni: il Milan (un temerario in questo momento storico, ndc) e Totò, il suo comico preferito del quale ricorda a memoria le scene e le controscene di tutti i film.

 

 

**le foto sono state prese dal profilo facebook di Mauro Pulpito, dietro sua autorizzazione

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