Ex Ilva, i sindacati fanno chiarezza sullo sciopero

 

"Le comandate non servono a garantire produzione ma salvaguardia alcuni impianti. Serve coesione e partecipazione di tutti"
pubblicato il 03 Luglio 2019, 18:23
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In queste ore stanno circolando una serie di notizie false che cercano di delegittimare l’azione di rivendicazione dei lavoratori che domani sciopereranno per difendersi dalla linea oltranzista di Arcelor Mittal. Infatti, in occasione della prima crisi ha pensato bene di aprire una cigo per 1400 lavoratori senza trovare una sintesi tra azienda e sindacati“: così Fiom, Fim e Uilm in una nota congiunta. “Sbaglia – affermano – chi cerca di delegittimare lo sciopero del 4 luglio e chi lo fa è per scopi indubbiamente diversi dalla piattaforma rivendicativa dei sindacati che hanno organizzato un primo momento di lotta in concomitanza dell’incontro previsto per domani tra Arcerlor Mittalr e il Ministro Di Maio“.

I nostri obiettivi sono chiari e riteniamo inaccettabili le dichiarazioni dei massimi vertici della multinazionale che continuano ad utilizzare gli stessi metodi di chi li ha preceduti – si legge nella nota -. Lo sciopero, infatti, serve a rivendicare quanto sottoscritto al Mise il 6 settembre scorso e chiediamo che venga applicato e monitorato in tutti i suoi aspetti ambientali, occupazionali e industriali. I lavoratori attualmente in Ilva in AS sono e dovranno essere salvaguardati così come previsto dallo stesso accordo e al contempo bisogna chiedere al governo di avviare da subito le bonifiche previste dal DPCM del 29 settembre. Chiediamo inoltre Alle Regione Puglia di partite con celerità con i corsi di formazione regionali“.

Fim, Fiom e Uilm, “così come annunciato, percorreranno tutte le strade per mettere in discussione l’avvio della Cassa integrazione ordinaria guadagni e lo farà con tutti i mezzi a disposizione, a partire dallo  sciopero per poi passare agli aspetti tecnico giuridici previsti dalle vigenti normative” affermano i sindacati metalmeccanici di Taranto.

Vorremo inoltre sfatare il falso mito che quando si sciopera si produce ugualmente perché ci sono le comandate. Niente di più falso! Diffidate da chi sostiene che lo sciopero sia inutile!  Le comandate servono alla salvaguardia di alcuni impianti, non tutti, e non servono a garantire la produzione. Non servono a garantire la produzione! La produzione l’assicurano i lavoratori che non aderiscono allo sciopero!” sostengono con forza Fiom, Fim e Uilm.

Se ad esempio tutti i lavoratori delle acciaierie e colate continue dovessero scioperare, non sarebbe possibile trasformare la ghisa in acciaio e pertanto avremmo un pieno di carri siluro che non riuscirebbero a smaltire in quanto il processo di granulazione è fermo per un’ordinanza sindacale che risale al 2014. Senza impianto di granulazione Arcelor Mittal avrebbe il problema dello smaltimento della ghisa. Lo stesso vale per tutte l’area di laminazione: non si fanno coils se i lavoratori sono in sciopero!” spiegano ancora.

Basta giocare con la pelle dei lavoratori! È in atto un braccio di ferro e serve la mobilitazione di tutti contro Arcelor Mittal per impedire che a pagare siano sempre i lavoratori. E invitiamo infine tutti a smetterla di contrapporre i due diritti costituzionali come il lavoro e la salute, in quanto la divisione tra i due fronti può favorire soltanto la Multinazionale” concludono Fiom, Fim e Uilm.

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