MES: “Ancora una volta il futuro dell’ex-Ilva è una corsa verso il baratro?”

 

pubblicato il 29 Giugno 2019, 17:47
4 mins

Il Movimento Europeo Socialista torna a parlare di ArcelorMittal e dei rapporti dell’amministrazione comunale con il gestore dello stabilimento siderurgico, tenendo conto delle ultime mosse del governo Conte. Ecco il comunicato:
“Ancora una volta il futuro dell’ex-Ilva è una corsa verso il baratro? Come un anno fa, quando l’appena insediato Governo giallo-verde cercava pretesti per annullare la gara vinta da ArcelorMittal, lo spettro della chiusura aleggia sul più grande polo siderurgico d’Europa. Sembra quasi assurdo, solo sei mesi fa si poteva ipotizzare – o forse sarebbe giusto dire “sognare” – un processo che avrebbe portato anche qui un’industria etica e moderna, capace di generare processi virtuosi in un territorio come quello tarantino, protagonista in negativo per troppo tempo, quando produzione ed inquinamento erano stupidamente sinonimi. Ed invece, siamo qui a parlare di chiusura a settembre, ad immaginare Taranto come un “buco nero” dove a sparire saranno posti di lavoro e bonifiche. ArcelorMittal afferma che senza tutele legali nessuno può gestire degli impianti già sotto sequestro, non vuole mandare i propri manager ad essere responsabili penalmente di fatti e situazioni che preesistevano da decenni. Più semplicemente chiede che sia rispettato quanto firmato nel contratto, e a conti fatti non si può non condividere il punto di vista della società, che non ci sta a veder cambiare la carte in tavola a giochi fatti. Ad inizio anno si auspicava che la nuova proprietà portasse ad un vero cambiamento positivo, per quanto concerne la gestione degli impianti del più grande stabilimento d’Europa, ora dopo 6 mesi possiamo affermare che nulla è cambiato. Il siderurgico di Taranto resta l’altare dell’interesse vario e particolare, dove nessuno cerca soluzioni razionali, ma si pensa solo a far “rumore”.
L’atteggiamento del ministro Di Maio resta ambiguo come ai tempi della trattativa, dopo aver presentato la fine della “immunità penale” – termine scorretto ma d’impatto elettorale, che suona come “libertà d’inquinare” – come una vittoria del suo partito politico al governo, ma allo stesso tempo assicura una soluzione e che ArcelorMittal resterà a Taranto. A livello locale, il sindaco Melucci si sente già il primo cittadino di una città post-siderurgico, chiedendo “piani b” che non esistono, invocando revoche delle concessioni portuali, in linea con la sua crociata personale – e personalista – nei confronti della multinazionale. Parliamo di un amministratore che con le sue decisioni, e i suoi atteggiamenti non ha fatto altro che fomentare la sfiducia nei confronti delle istituzioni da parte di vaste fette della cittadinanza. In questa situazione drammatica, non potevano mancare i soliti segnali dal sistema indottuale, uno dei punti deboli del gigante d’acciaio. Diversi politici, non ultimo un senatore di maggioranza, hanno messo l’accento sul fatto che ArcelorMittal non stia tenendo in considerazione le imprese locali. In questo caso è giusto chiedersi, quali società si va a difendere? Le imprese che, effettivamente, hanno requisiti in termini di maestranze, professionalità e solidità economica, all’altezza delle richieste del mercato e delle esigenze produttive della nuova gestione? O i soliti imprenditori protetti dai vecchi muri di gomma, che nel corso dei decenni hanno trasformato l’indotto ex-Ilva in un pantano? Giusto pensare ai lavoratori, interni ed esterni che siano, ma ricordiamoci che spesso queste imprese poco serie sono le prime a non curarsi dei propri dipendenti, sotto ogni punto di vista. L’arrivo di ArcelorMittal doveva essere una vetrina per il territorio tarantino, che avrebbe dovuto aprire le porte ad altri investitori internazionali, purtroppo in questa vetrina si stanno mostrando solo gli aspetti negativi”.

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2 Commenti a: MES: “Ancora una volta il futuro dell’ex-Ilva è una corsa verso il baratro?”

  1. Piero

    1 Luglio, 2019

    Occhio che sullo sfondo potrebbe esseci ancora la Marcegaglia… e allora la fine che farebbe lo stabilimento è chiarissima.

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  2. max

    1 Luglio, 2019

    sparatevi ilva is a killer e va chiusa !!!!

    Rispondi

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