Aeroporto, si tergiversa ancora

 

Definito dal Ministero Scalo nazionale di Continuità Territoriale. E sui voli suborbitali...
pubblicato il 28 Giugno 2019, 18:23
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La continuità territoriale sarebbe la chiave di volta per l’aeroporto di Taranto-Grottaglie. E’ quanto sostiene il Comitato Pro Aeroporto (che riunisce le associazioni Aeroporto Magna Grecia, Paolo Zaid e Ulim’Ora, rispettivamente rappresentate da Walter Fischetti, Michele Damiano e Franco Conte), il quale ne ha avuto certezza dal Ministero dei Trasporti. Cosa vuol dire? Che l’aeroporto ionico è definito quale Scalo nazionale di Continuità Territoriale e pertanto andrebbe (ma purtroppo non accade) dotato di almeno due voli giornalieri per Roma e Milano. Come dire: anche se apparentemente antieconomico, i voli di linea di servizio per le due città vanno allestiti.
“Il 5 febbraio – affermano in una conferenza stampa i rappresentanti del Comitato – abbiamo diffidato il presidente Emiliano ad avviare entro 30 gg. la Conferenza di servizi ex artt. 16 e 17 Regolamento (CEE) n. 1008 del 24/09/2008 per il bando di Continuità Territoriale voli passeggeri. Ad oggi il presidente Emiliano non ha ancora provveduto a rispondere alle nostre richieste in alcun modo. Pertanto il ministro dei Trasporti Toninelli non ha potuto emanare alcun decreto perchè la Regione non ha indetto la Conferenza di servizi per stabilire le destinazioni e gli oneri di servizio (OSP) da approvare come parte integrante del bando di assegnazione alle Compagnie aeree per il nostro scalo”. Insomma, a Roma sarebbero disposti a riaprire l’Arlotta ma occorre assolutamente l’intervento regionale.
“Ricordiamo ai tarantini che con gli artt. 36 della legge 17 maggio 1999, n. 144 e 52, comma 35, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 il Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti ha la competenza di disporre un bando pubblico con le Compagnie aeree interessate previa imposizione, con proprio decreto, degli oneri di servizio pubblico relativamente ai servizi aerei di linea da effettuarsi negli Aeroporti nazionali aventi diritto alla Continuità Territoriale, in conformità ora del Regolamento (CEE) n. 1008/2008 (che ha abrogato il Regolamento CEE n. 2408/92) e previa Conferenza di servizi indetta dai Governatori regionali – spiegano -; la Regione Puglia ha quindi assunto un comportamento contrario ai principi costituzionali e comunitari nei confronti di Taranto ed il suo aeroporto ritardando per la città l’effettuazione di un Bando di Continuità Territoriale per l’effettiva fruizione di almeno due (2) voli di linea giornalieri per Roma e Milano di interesse generale in regime di compensazione degli oneri di servizio pubblico. Il Ministero dei Trasporti risponde il 31 maggio di quest’anno alla segnalazione del Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie e conferma quello che ipotizzava: Taranto ha l’Aeroporto di Continuità territoriale (art. 82 della legge 27 dicembre 2002 n. 289, finanziaria 2003)”.
L’obiettivo degli Oneri di Servizio Pubblico (OSP) è quello di favorire zone sottosviluppate, obbligando i vettori ad un servizio aereo non condizionato al mercato; l’individuazione di rotte aeree di interesse generale (ad OSP) di regioni in via di sviluppo e per rotte ritenute essenziali per lo sviluppo economico e sociale della regione stessa. E la Direzione Generale del Ministero, allo stato, non ha contezza di fondi destinati ad interventi per la continuità territoriale in favore del bacino d’utenza gravante sullo scalo Taranto-Grottaglie, visto e considerato – va aggiunto – che non c’è mai stata una Conferenza di servizio regionale propedeutica per il sostegno del Ministero stesso.

https://youtu.be/nEA10SajRuA

Infine, per quanto attiene alle altre problematiche relative al gestore aeroportuale, segnalate dal Comitato, “si fa presente che sono stati chiesti chiarimenti all’ENAC – quale autorità tecnica di settore che ha il compito di vigilare sulle società di gestione – e, pertanto, si fa riserva di fornire ulteriori notizie, appena possibile. In sostanza, in base alla Continuità Territoriale accennata sopra, si contesta l’omesso controllo degli aiuti di Stato dal 2005 di Regione Puglia per co-marketing di area pugliese a AMS/Ryanair però invece spesi solo su Bari e Brindisi. Inoltre, l’omesso servizio voli passeggeri di linea del gestore Aeroporti di Puglia Spa (99,40% di Regione Puglia) da Taranto-Grottaglie. Per questo, in pratica, andrebbe revocata ad AdP Spa la concessione per l’Aeroporto di Taranto”.
L’azione di marketing della Regione Puglia per Taranto, nonostante il suo aeroporto nazionale, “si è limitata all’esposizione di cartellonistica (o pubblicità via web) sulle sue bellezze, a Bari e Brindisi, proprio per aumentare solo i passeggeri nei due scali adriatici, in assenza di programmazione concreta nell’Aeroporto di Taranto. Ryanair dal 2005 ha usato le ingenti risorse economiche di bilancio regionale per collegare tutta la Puglia (Assessorato al Turismo), favorendo e concentrando il suo traffico aereo passeggeri (non solo a fini turistici) solo su Bari e Brindisi, in danno di Taranto e del suo territorio (Commercio, Turismo e Industria). Mentre l’oggetto della convenzione o contratto co-marketing prevede all’art. 2: ‘L’attuazione del Progetto di una Campagna di comunicazione e promozione della Regione Puglia da parte della Aeroporti di Puglia Spa relativamente al periodo 01.11.2014-31.10.2019’. L’obiettivo prevede all’art. 3: ‘…. che ogni attività debba promuovere adeguatamente il sistema Puglia, garantendo una forte visibilità attraverso il ricorso a mezzi di comunicazione innovativi e tecnologici orientati al marketing elettronico, previsti nella campagna, allo scopo di favorire l’incremento del flusso di passeggeri sul territorio regionale, mediante un’efficace azione di marketing e di promozione dei collegamenti aerei diretti’. Alla luce dei fatti le risorse economiche di bilancio erogate da Regione Puglia (Assessorato al Turismo) hanno favorito la concentrazione del traffico aereo passeggeri (non solo a fini turistici) nei soli due Aeroporti di Bari e Brindisi, in danno di quello di Taranto e del suo territorio (Commercio, Turismo e Industria). Abbiamo chiesto un’inchiesta ministeriale, anche via ENAC, sul gestore Aeroporti di Puglia Spa e Regione Puglia nel suo assessorato al turismo, per chiarire come mai l’Aeroporto di Taranto-Grottaglie sia stato escluso dai voli Ryanair dal lontano 2005 (con finanziamenti per il ‘turismo incoming passeggeri Puglia’, che solo per il quinquennio 2014-2019 ad AMS/Ryanair ammonterebbero a 63,5 milioni di euro ovvero 12,5 per anno)”.
Insomma, si tergiversa ancora (“Stiamo tallonando Ryanair, che ha mostrato interesse ma chissà perchè c’è sempre qualcosa che non va…”, aggiungono dal Comitato). Giusto un esempio: i manager di ArcelorMittal sono circa 40 e tutte le settimane volano fino a Bari per poi raggiungere Taranto. Non solo: si calcola che sarebbero annualmente oltre 600mila gli utenti che viaggiano in aereo per raggiungere poi la nostra città. Insomma, un bacino d’utenza notevole che provocherebbe effetti benefici per il territorio, anche perchè in presenza di voli gli utenti potrebbero addirittura aumentare.
Michele Damiano lancia però un altro segnale negativo: i voli suborbitali che la Regione ha intenzione, attraverso accordi per l’aerospazio, di stabilire per l’aeroporto ionico: “Non si rendono conto, o non vogliono, che uno spazio-porto non può essere così vicino alla città, in questo caso Grottaglie: i rischi ambientali sono altissimi, perchè quando parte una navicella spaziale scarica sul territorio quantità enormi di gas nocivi. Ecco perchè nelle altre nazioni del mondo siti di questo genere li costruiscono in aree quasi desertiche”. Del resto, noi ci limitiamo a pubblicare un lavoro elaborato dal CESMA (Centro Studi Militari Aeronautici Giulio Douhet) in cui vi accorgerete come, a prescindere da tutte le promesse in questi anni fatti dai nostri rappresentanti regionali, uno spazio-porto non può convivere con i voli passeggeri…

Gruppo di-Lavoro Velivoli Ipersonici
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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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