San Cataldo, lavori affidati in via definitiva

 

Notizia data durante i lavori del CIS e confermata da Invitalia che ha pubblicato il provvedimento di aggiudicazione dei lavori
pubblicato il 27 Giugno 2019, 20:49
11 mins

La conferma è arrivata durante la riunione tecnica di lunedì in Prefettura da parte del rappresentante di Invitalia e dell’ing. Raniero Fabrizi, coordinatore della Struttura di Missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione e sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, interventi di sviluppo nell’area di Taranto e Autorità di gestione del POin Attrattori culturali, naturali e turismo. La procedura di affidamento per i lavori della costruzione dell’ospedale San Cataldo di Taranto si è conclusa e l’esecuzione dei lavori partirà a breve.

La conferma arriva anche dal portale Gare e Appalti di Invitalia (che ricordiamo funge da Centrale di Committtenza dei lavori per la Regione Puglia e al Asl di Taranto), dove è stato pubblicato il provvedimento di aggiudicazione dei lavori alla RTI costituendo tra DEBAR COSTRUZIONI SPA (mandataria) e CONSORZIO STABILE COM SCARL (con CIT SRL, EMC SRL, MAN.IN. SRL, SUD MONTAGGI SRL consorziate esecutrici), C.N. COSTRUZIONI GENERALI SPA, EDIL.CO. SRL (mandanti), ING ORFEO MAZZITELLI SRL, ICOSER SERVIZI INGEGNERIA INTEGRATA SRL (cooptate), risultato primo nella graduatoria provvisoria di cui alla presente procedura. Avendo ottenuto il miglior punteggio tecnico-economico pari a 66,07, dato dalla sommatoria del punteggio tecnico (36,07), del punteggio relativo all’offerta tempo (10,00) e del punteggio relativo all’offerta economica (20,00) il cui corrispettivo contrattuale di aggiudicazione è pari ad € 122.398.294,86, al netto di IVA, di cui € 119.725.961,12 per l’esecuzione dei lavori (ribasso offerto pari a 24,74700%) ed € 2.672.333,74 per oneri d ella sicurezza aziendali non soggetti a ribasso.

Nel provvedimento di Invitalia si legge inoltre che in data 27 maggio 2019, con prot. n.0066042 è pervenuta da parte della Commissione giudicatrice la “Relazione della commissione giudicatrice a supporto della verifica di anomalia dell’offerta” che come meglio dettagliato nella Relazione del 28 maggio 2019 il RUP della Centrale di Committenza ha ritenuto congrua e attendibile nel suo complesso l’offerta presentata dall’Operatore Economico e che, conseguentemente, con la stessa Relazione il RUP ha proposto l’aggiudicazione in favore del predetto RTI.

Come riportammo lo scorso primo marzo, ricordiamo il raggruppamento temporaneo di imprese che si è classificato primo aveva presentato un’offerta ritenuta dalla commissione“anormalmente bassa“, rispetto alla quale fu subito aperto il “procedimento di verifica dell’anomalia”. Nello specifico, l’eccesso di ribasso era relativo in primis all’offerta temporale: era stata infatti proposta la realizzazione dell’opera in 846 giorni, decisamente meno rispetto ai tempi di esecuzione previsti dal bando (1245)Eccesso di ribasso anche per quanto riguardava l’offerta economica: meno del 24.74% sull’importo di gara, pari a 120 milioni rispetto ai 160 previsti dal bando.

(leggi anche https://www.corriereditaranto.it/2019/06/10/san-cataldo-aggiudicati-provvisoriamente-i-lavori-al-via-gara-per-il-collaudo/)

Pertanto, ai sensi dell’articolo 33, co. 1, del Codice dei Contratti, è stata approvata la proposta di aggiudicazione in favore del RTI costituendo tra DEBAR COSTRUZIONI SPA (mandataria) e CONSORZIO STABILE COM SCARL (con CIT SRL, EMC SRL, MAN.IN. SRL, SUD MONTAGGI SRL consorziate esecutrici), C.N. COSTRUZIONI GENERALI SPA, EDIL.CO. SRL (mandanti), ING ORFEO MAZZITELLI SRL, ICOSER SERVIZI INGEGNERIA INTEGRATA SRL (cooptate).

A cui è stato affidato l’appalto di AFFIDAMENTO DEI LAVORI DI REALIZZAZIONE DEL NUOVO OSPEDALE “SAN CA TALDO” DI TARANTO a RTI costituendo così composto: DEBAR COSTRUZIONI SPA (mandataria) e CONSORZIO STABILE COM SCARL (con CIT SRL, EMC SRL, MAN.IN. SRL, SUD MONTAGGI SRL consorziate esecutrici), C.N. COSTRUZIONI GENERALI SPA, EDIL.CO. SRL (mandanti), ING ORFEO MAZZITELLI SRL, ICOSER SERVIZI INGEGNERIA INTEGRATA SRL (cooptate), che ha offerto un prezzo pari a € 119.725.961,12 (che corrisponde a un ribasso pari a 24,74700%) oltre IVA, per un corrispettivo contrattuale pari a € 122.398.294,86 al netto di IVA, di cui € 119.725.961,12 per l’esecuzione dei lavori ed € 2.672.333,74 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. 

Inoltre nel provvedimento viene stabilito che “si dia avvio alle verifiche del possesso, da parte di RTI costituendo tra DEBAR COSTRUZIONI SPA (mandataria) e CONSORZIO STABILE COM SCARL (con CIT SRL, EMC SRL, MAN.IN. SRL, SUD MONTAGGI SRL consorziate esecutrici), C.N. COSTRUZIONI GENERALI SPA, EDIL.CO. SRL (mandanti), ING ORFEO MAZZITELLI SRL, ICOSER SERVIZI INGEGNERIA INTEGRATA SRL (cooptate), dei requisiti prescritti ex lege e dalla lex specialis ai fini della partecipazione alla procedura di gara e che si provveda ai sensi e per gli effetti degli articoli 29 e 76, co. 5, del succitato del Codice dei Contratti“.

Ai sensi dell’articolo 3, co. 4, della L. 7 agosto 1990, n. 241, viene ricordato che il provvedimento può essere impugnato dinanzi al T.A.R. territorialmente competente entro il termine di 30 giorni dalla sua conoscenza ai sensi degli articoli 119, co. 1, e 120, co. 5, del D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104. Da più parti infatti, c’è il timore che le società classificatesi dal secondo posto in poi, possano presentare ricorso al Tar al momento dell’eventuale assegnazione definitiva.

La questione ambientale riguardante l’inquinamento dei terreni della Salina Grande

Lo scorso maggio pubblicammo un articolo che fece non poco rumore, in merito alla possibilità che l’ospedale San Cataldo venisse realizzato in un’area a rischio. La struttura sorgerà infatti a poche centinaia di metri dalla Salina Grande, ‘colpita’ lo scorso 1 marzo dall’ordinanza del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, passata in secondo piano (su queste colonne puntualmente riportata) perché si era nel pieno caos generato dall’ennesima querelle sul caso Ilva. Eppure, il suo contenuto, “Misure di prevenzione per l’area del SIN della Salina Grande di Taranto“, era di grande interesse soprattutto per il progetto del nuovo ospedale.

Nell’ordinanza si leggeva che il 25 febbraio, quindi pochi giorni prima, il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vera Corbelli, aveva trasmesso, nell’ambito delle azioni  connesse al “Progrnmma di Misure a medio lungo termine” (Decreto Legge n. 1/2015), una nota riportante gli esiti delle analisi in merito ai campioni di terreno prelevati nell’area della Salina Grande, totalmente ricadente nel SIN di Taranto, mostrando il superamento delle Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) (di cui alla tab. 1 colonna A, Allegato 5 alla parte IV del D.Lgs. 152/2006) dei parametri relativi ad Arsenico, Berillio, CH >12, Stagno, Tullio, Vanadio e Cobalto, chiedendo di provvedere ad “eventuali misure straorclinnrìe di prevenzione per la salute pubblica“.

Tre giorni dopo, il 28 febbraio, il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Taranto, con una nota comunicava che “Considerato che ai sensi della normativa vigente e nell’interesse delia popolazione sarà con ogni probabilità necessario svolgere specifici approfondimenti di caratterizzazionedell’area e di anaiisi del rischio sanitario ambientale del sito, nelle more dello svolgimento delle articolate attività di cui sopra, risulta imprescindibile applicare il principio di massima precauzione e adottare ogni misura tesa alla prevenzione del potenziale rischio sanitario connesso alla possibile contaminazione dei luoghi oggetto delle indagini. Pertanto, al fine di tutelare la salute della collettività, si ritiene utile e necessario proporre a codesta Amministrazione Comunale, di emanare un apposito provvedimento volto a impedire: Ia svolgimento di attività che comportino il contatto dermico con il terreno, e I’inalazione di polveri da esso provenienti; la produzione primaria di alimenti e mangimi di qualsiasi natura (compreso il pascolo), salvo deroghe documentate e subordinate alla garanzia analitica di salubrità del prodotto; I’asportazione e lo scavo di terreno, nonché il sollevamento di polveri e la formazione di aerosol durante la fruizione dei luoghi a scopo professionale o ricreativo. Tali misure andrebbero precauzionalmente applicate a tutta l’area SIN della Salina Grande di Taranto, almeno sino al completamento delle valutazioni imposte dal caso di specie, al termine delle quali sarà possibile procedere ad una opportuna ridefinizione degli inlerventi di prevenzione, bonifica e ripristino da porre in essere“.

Pertanto il sindaco, ritenendo di dover adottare apposite misure di prevenzione, ai sensi del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 03 aprile 2006, n.152) e all’art. 50 del T.U.E.L. (Testo Unico delgi Enti Locali approvato con D.Lgs. 267/2000), ordinava l’applicazione delle disposizioni previste dalla ASL, “fino a nuovo e diverso provvedimento, sull’intera area del SIN della Salina Grande di Taranto“. Ovvero il terreno sul quale dovrà sorgere il nuovo ospedale.

Dalla Asl ci hanno però rassicurato che l’area dove verranno effettuati i lavori non entrerranno in conflitto con il perimetro inquinato e che comunque la presenza degli inquinanti è di lieve entità. La speranza dunque è che tutto proceda con la massima attenzione e regolarità da parte di tutti gli enti in campo. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/05/23/la-realizzazione-del-san-cataldo-e-a-rischio/)

Condividi:
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)