Mittal: “Senza novità a settembre ci fermiamo”

 

Ad Eurofer l'ad Poelvoorde avvisa il governo: "Pronti al dialogo, ma solo con tutele certe". La società: "Speriamo in conclusione positiva"
pubblicato il 26 Giugno 2019, 19:22
4 mins

A margine dei lavori dell’European Steel Day di Eurofer, il sito specializzato Siderweb ha registrato la presa di posizione dell’amministratore delegato di ArcelorMittal Flat Products Europe Geert Van Poelvoorde riguardo la situazione che si è venuta a creare a Taranto dopo la decisione del governo italiano di riscrivere la norma sulla così detta immunità penale in materia ambientale per ArcelorMittal Italia, nuovo titolare del sito ex ILVA.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/25/ex-ilva-limmunita-resta-decadra-nel-tempo/)

La nostra posizione era chiara nella nota sul tema inviata nelle scorse settimane – ha spiegato Poelvoorde all’inviato Davide Lorenzini del sito Siderwebed ora l’unica certezza che abbiamo è che, se da oggi al 6 settembre non interverranno novità di rilievo, sulle quali siamo certamente aperti al dialogo con il governo, l’impianto di Taranto si fermerà in quanto non esisteranno più le condizioni di tutela per garantirne la regolare attività“. Soprattutto perché “non possiamo esporre i nostri manager a rischi gravi a causa di situazioni pregresse e delle quali non sono certo responsabili. Ci sono due mesi di tempo e, pur sorpresi da quanto accaduto, ribadiamo la nostra volontà di discutere nel merito e cercare di trovare una soluzione. Nel frattempo proseguiremo con il nostro piano di investimenti. Le strette tempistiche di intervento non consentono esitazioni o pause. Altrimenti anche se la soluzione si risolvesse come speriamo, non riusciremmo più a rispettare la tabella concordata con il governo” ha concluso Poelvoorde.

Dunque è quasi certi che i prossimi due mesi serviranno a trovare una soluzione sulla vicenda. La norma riscritta dall’art. 46 del Decreto Crescita, prevede infatti che dal 7 settembre l’esimente penale venga rimodellata e rimodulata sulla scadenza temporale di ogni singolo intervento. ArcelorMittal vorrebbe invece che tutto restasse come concordato prima della firma dell’accordo dello scorso settembre, ovvero che le operazioni di risanamento previste dal Piano Ambientale (che comunque quasi certamente vedrà una rivisitazione dopo l’apertura del Riesame dell’AIA stabilito dal ministero dell’Ambiente) vengano realizzate entro il dicembre del 2023 senza l’intervento esterno della magistratura. Del resto bisogna ricordare che la multinazionale opera su impianti, quelli dell’area a caldo, ancora sotto sequestro giudiziario. Staremo a vedere.

In serata è poi arrivata una nota di ArcelorMittal Italia che precisa: “ArcelorMittal Italia precisa che non sarebbe possibile per nessuna società gestire lo stabilimento di Taranto senza identificare una soluzione costruttiva all’attuale contesto, come comunicato la settimana scorsa da ArcelorMittal SA. Le ragioni alla base di questa affermazione sono illustrate nelle dichiarazioni delle ultime settimane e si riferiscono al periodo necessario per l’attuazione del piano ambientale durante il quale sono richieste e sono attualmente in vigore le tutele legali. L’entrata in vigore del Decreto Crescita non consentirebbe ad alcuna società di gestire l’impianto oltre il 6 settembre, una data che è stata fissata dal Governo, a meno che non sia garantita la necessaria tutela ambientale. ArcelorMittal è aperta al dialogo con il Governo e continua a sperare in una conclusione soddisfacente che consenta all’Azienda di continuare a investire in modo significativo nell’industria siderurgica italiana“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/20/il-riesame-dellaia-passato-sotto-silenzio2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: Mittal: “Senza novità a settembre ci fermiamo”

  1. Piero

    Giugno 26th, 2019

    Mi sembra giusto.Non e che questi possono stare ai giochetti e ricattini politici che Di Maio e Salvini si fanno trea di loro. Che una citta di duecentomila vada avanti pure con le cozze e l’inesistente turismo. Tanto tutti poi a mangiare a casa dei 5stelle, di bonelli e degli altri verdi.
    E non si creda che qualcuno paghera’ niente per bonifiche o altro: l’UE sta gia’ per esplodere e lo stato italiano non ha una lira in cassa

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  2. Lorenzo Barnaba

    Giugno 27th, 2019

    Squallido teatrino per ridare credibilità alle promesse non mantenute dei cinque stelle. Sceneggiatura ad uso e consumo di menti semplici.

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