Melucci al tavolo CIS: “Qual è il piano B?”

 

Il Sindaco chiede chiarezza sul futuro, dopo gli annunci di Mittal
pubblicato il 24 Giugno 2019, 20:53
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Forse l’intervento più duro al tavolo CIS di questa mattina è stato quello del sindaco Melucci. Nulla di polemico, sia chiaro, anzi, il sindaco ha mostrato e rivendicato grande sintonia con il Governo nonostante le divergenze politiche, incassando, peraltro, i complimenti di buona parte della delegazione di ministri per il suo lavoro, soprattutto a proposito della candidatura di Taranto a città ospitante dei Giochi del Mediterraneo 2026. E tuttavia, ciò non ha impedito a Melucci di pronunciare delle parole forti.

Ai membri dell’esecutivo, il sindaco di Taranto ha chiesto risposte sulla questione “immunità penale” e sul rischio che Mittal lasci lo stabilimento e ci si ritrovi di nuovo alla casella di partenza, magari con a carico più problemi di prima. Perché, ha notato con una certa amarezza il primo cittadino, alla fine la risposta che i cittadini chiederanno sarà a questa domanda, e tutto ciò che il CIS rappresenta in termini di opportunità per il territorio (e che abbiamo raccontato qui) passerà drammaticamente in secondo piano.

A questo quesito ne segue un altro, più drammatico e profondo: qual è il piano B per Taranto? Ossia, nel caso in cui davvero Mittal decidesse di abbandonare lo stabilimento (e, aggiungiamo noi, dato che il sindaco non lo ha detto, nel caso lo stabilimento chiudesse definitivamente), quale sarà la via da seguire per evitare che Taranto si trasformi in un buco nero dal punto di vista economico e occupazionale? È il CIS la cabina di regia per un futuro diverso, ha chiesto il sindaco, oppure gli interventi che si realizzeranno finiranno per essere solo dei palliativi?

Prima durante il tavolo, poi in conferenza stampa, il ministro Di Maio ha risposto al sindaco che non c’è piano B, ma che la diversificazione economica per la città è da sempre il piano A del governo, e il CIS ne è la strada maestra.

Lo speriamo anche noi e, a dirla tutta, ce lo auguriamo, perché un miliardo di euro non si vede tutti i giorni e questa, come spesso abbiamo scritto, può essere un’occasione irripetibile per questa generazione di tarantini e, forse, per le prossime a venire. Dunque, ben venga il pianificato ritorno, ancora una volta, della riunione del tavolo in città (il ministro Di Maio ha annunciato come data orientativa il 20 settembre), nella speranza che i grandi risultati che si spera di ottenere ci facciano dimenticare i tanti ritardi che la città sta ancora scontando.

 

 

Per la cronaca della giornata in Prefettura, leggi https://www.corriereditaranto.it/2019/06/24/cis-i-ministri-ancora-a-taranto-per-fare-il-punto/

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