CIS, i Ministri ancora a Taranto per fare il punto

 

Tecnopolo all’ex-Ferraris, sale del MarTa a Palazzo degli Uffici e perfino un’idea di musealizzazione della stazione Torpediniere fra i temi del tavolo CIS.
pubblicato il 24 Giugno 2019, 20:23
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Ancora a Taranto, due mesi dopo. Tornano i ministri del Governo (ben sei, Costa, Lezzi, Grillo, Bonisoli, Trenta, guidati ovviamente da Di Maio) per riunire il tavolo del Contratto Istituzionale di Sviluppo, la cornice normativa nata nel 2015 per dare fondi (e una cabina di regia) agli interventi di risanamento per la città e non solo.

A tenere banco è, ovviamente, la questione “immunità penale”, ma dato che i destini del siderurgico monopolizzano già troppo spesso l’attenzione nostra e di tutta la città, ce li teniamo per la fine dell’articolo, e prima parliamo degli altri fatti rilevanti evidenziati al tavolo durante la giornata.

Nuovi attrattori culturali per la città

Una succursale del MarTa a Palazzo degli Uffici

Uno degli interventi potenzialmente di maggiore impatto sulla cittadinanza sarà la riqualificazione del Palazzo degli Uffici. Resta, però, aperto il dibattito su cosa dovrebbe riempire le sale dello storico edificio quando finalmente sarà ristrutturato. Il ministro ai Beni Culturali, Bonisoli, ha aperto uno squarcio su un futuro possibile, dicendo che un’ala del Palazzo potrebbe essere dedicata ad ospitare parte delle collezioni del MarTa che oggi giacciono nei magazzini per insufficienza di sale nella sede storica dell’ex-convento di San Pasquale. Non è dato sapere, allo stato attuale, se e quando questa suggestiva ipotesi diverrà esecutiva e, soprattutto, quanto essa impatterà sulle altre destinazioni d’uso a cui il Palazzo è candidato, in primis il ritorno del Liceo Archita (chiesto a gran voce anche dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio d’Istituto della scuola, in una seduta dello scorso 29 aprile).

Torna il sogno di una nave museo?

Le stesse considerazioni valgono per un altro futuribile scenario prospettato dal ministro Bonisoli: la cessione, da parte della Marina Militare, della ex-stazione Torpediniere, e la possibilità di utilizzarla per musealizzare anche unità navali, aggiungendo, poi, che si stanno tenendo d’occhio quelle che nei prossimi anni saranno avviate al disarmo. Che si tratti di un tentativo, del Governo ma anche della Marina Militare, di rimediare all’ultradecennale fallimento della musealizzazione di nave Vittorio Veneto, che a breve lascerà definitivamente la “Torpediniere” per essere avviata a demolizione?

Firmato il protocollo per un polo museale in Arsenale

A questi scenari futuribili, si aggiunge un passo in avanti concreto, per la precisione un accordo firmato in favore di telecamere dai ministri Di Maio, Trenta e Bonisoli, per l’istituzione di un polo museale in Arsenale. Nulla che, per ora, metta in discussione la funzione produttiva dello stabilimento, ma un primo passo per rendere fruibile alla città questo spazio. In concreto, saranno musealizzate alcune storiche officine, esempio di vera e propria archeologia industriale.

All’ex-Ferraris un Tecnopolo per lo sviluppo sostenibile

Come già reso noto alcuni giorni fa, Palazzo Frisini, già sede storica di un altro liceo tarantino, il Ferraris, sarà sede di un Tecnopolo. Istituzione di alta ricerca, l’oggetto di indagine del tecnopolo sarà lo sviluppo sostenibile, ovvero come conciliare le nostre sempre crescenti esigenze tecniche e tecnologiche con la tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo. In pratica, la quadratura del cerchio che proprio a Taranto sembra a molti una vera e propria chimera. Il progetto, illustrato dal vice-ministro all’Istruzione Fioramonti, dovrebbe prendere il via entro il mese di ottobre e andare a regime in diciotto mesi, appoggiandosi alle sedi tarantine di Università e Politecnico di Bari nel frattempo che si realizza la ristrutturazione di Palazzo Frisini, che ospiterà laboratori di ricerca finanziati da grandi imprese.

Dati epidemiologici: in calo le situazioni di rischio, ma le criticità restano

Finita la parte “gioiosa” del nostro resoconto, arriviamo alle note dolenti. Il Commissario Straordinario dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha illustrato i dati dell’Osservatorio sulla situazione epidemiologica della città di Taranto (che coinvolge ISS, Ministeri Salute e Ambiente, ISPRA, ARESS, ASL, ARPA e Commissario per le bonifiche). Rinviando l’approfondimento, per chi lo volesse, alle diapositive che riportiamo più sotto, sottolineiamo quanto segue: i dati degli inquinanti (in particolare il benzo(a)pirene) sono in calo, al calo della produzione industriale, sia nell’aria che nel latte materno, che negli alimenti. Persistono eccessi di mortalità, pur in un calo generalizzato dei dati, per cause come mesotelioma della pleura e malattie respiratorie croniche. Insomma, un quadro in chiaroscuro, che ha spinto il presidente della Regione Emiliano a parlare di un «nesso causale schiacciante» fra produzione e danni sanitari. Ci sentiamo di sottolineare e fare nostre le parole del prof. Brusaferro: «Il gruppo di lavoro che prima ho cercato di illustrare in maniera sintetica sta lavorando su ulteriori dati e sta validando sistematicamente i dati secondo standard internazionali. Questo è un dato importante, perché se non abbiamo dati validati scientificamente, confrontati secondo parametri ben definiti, le decisioni che possiamo prendere o che possiamo suggerire possono creare dei fattori confondenti che possono non aiutarci a fare le migliori decisioni possibili». Chi ha orecchi per intendere…

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Costa: si sta lavorando a valutazione anticipata del rischio sanitario

Una delle notizie più importanti è quella comunicata dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che si sta lavorando per introdurre nella logica dell’AIA una valutazione predittiva del rischio sanitario in base ai livelli produttivi stimati. Un provvedimento che, qualora varato, farebbe di Taranto un modello per tutte le situazioni analoghe in giro per l’Italia.

Corbelli, siglato protocollo con comuni Area Vasta per smaltimento acque bianche

Nel corso del suo intervento, il Commissario Straordinario alla Bonifica di Taranto, Vera Corbelli, ha reso noto che questa mattina è stato siglato, con i quattro comuni dell’Area Vasta di Taranto, un accordo da dodici milioni di euro per interventi di smaltimento delle acque bianche.

Gugliotti: la Soprintendenza torni a Taranto

Il presidente della Provincia, Giovanni Gugliotti, ha invece colto l’occasione del suo intervento per fare due appelli: uno per accelerare la statizzazione dell’Istituto Paisiello (della cui annosa vicenda vi abbiamo puntualmente reso conto, leggi, ad esempio, qui), l’altro per chiedere il ritorno a Taranto della Soprintendenza ai Beni Archeologici e Culturali, recentemente accorpata a quella di Lecce.

Di Maio: l’immunità penale non era nel contratto

Chiudiamo sul leit-motiv di giornata: l’immunità penale. Intanto, una ennesima precisazione: fintanto che essa resta in vigore (sia prima che dopo le modifiche decise dall’attuale esecutivo) l’immunità non garantisce una licenza di uccidere di fleminghiana memoria. Semplicemente, tutela, per un periodo di transizione, i gestori dell’impianto per i danni prodotti fintanto che essi ottemperano alle prescrizioni previste dal piano ambientale. Il governo non ha abolito questa tutela, ma ne ha semplicemente rimodulato i tempi di scadenza: se prima l’immunità scadeva “in blocco” per tutto lo stabilimento, ora essa scade “impianto per impianto” man mano che scadono i termini per i singoli interventi di ambientalizzazione (leggi qui per approfondire). Dinanzi al rischio che Mittal abbandoni lo stabilimento a causa della revisione dell’immunità, Di Maio si è limitato a dichiarare che essa non era nel contratto di cessione dell’ex-Ilva. Tuttavia, è innegabile che essa facesse parte, agli occhi del gestore, delle precondizioni per operare.

Il ministro, sia prima che dopo il tavolo, dinanzi alla stampa ha anche rivendicato che oggi del miliardo di euro che costituisce i fondi del CIS (stanziati dai governi Renzi e Gentiloni) oltre settecento milioni sono stati ufficialmente vincolati e che, prima del prossimo tavolo, che si terrà attorno al 20 settembre sempre in città, saranno già operativi progetti per circa 500 milioni. Ovviamente vogliamo sperare che l’attenzione sul tema non cali, sia da parte del Governo che da parte della cittadinanza. Perché, forse è il caso di ricordarlo, mentre tutti continuavano a dibattere di una chiusura che era ormai impossibile, per quasi un anno il tavolo CIS non è stato convocato, e quei fondi si stavano quasi per perdere. Cose che succedono, alle volte, quando si guarda il dito invece della Luna…

 

P.S: Per chi avesse tre ore di tempo, di seguito riportiamo il video della riunione del tavolo:

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