Ubik: “Io, avvocato di strada”

 

pubblicato il 23 Giugno 2019, 12:49
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“Solo in quattro momenti e stati mentali della vita diciamo sempre la verità. Quando siamo bambini, prima di iniziare a imitare gli adulti. Quando il vino seduce la nostra razionalità, e poi l’abbandona per andare a letto con l’irrazionalità. Quando avvertiamo che  stiamo per morire e non ci importa nulla di quello che gli altri pensano di noi, che è la forma più nobile di distacco dalla considerazione altrui e dai beni materiali a cui siamo attaccati. Quando non abbiamo nulla da preservare con bramosia o nulla da perdere.
Quelli che vivono in strada hanno una propensione naturale a dire la verità, dal momento che racchiudono in sé quei quattro stati dell’anima e della mente in cui si dice sempre la verità: tornano bambini, bevono per fare uno sgambetto al freddo, sanno che la loro vita vale un nonnulla, non hanno nessuna cosa da preservare e che qualcuno possa loro rubare.
È per questo che molti di loro non riescono a tradire la strada per una casa. Perché in strada sono veri, quindi sono liberi.
Ogni volta che racconto a qualcuno della mia esperienza di avvocato di strada, mi sento chiedere inevitabilmente quale storia mi abbia più colpito.
Per me, tutte sono importanti.”

E’ l’introduzione di “Io, avvocato di strada”, per i tipi Baldini+Castoldi, che verrà presentato nella libreria Ubik dall’autore Massimiliano Arena mercoledì 26 giugno, alle ore 18.30.
Intervengono gli avvocati Palma Varsavia e Rosario Orlando.
Modera la docente Nuccia Lentini.

Viviamo in un mondo in cui il mestiere di avvocato è universalmente associato a cinismo, avidità, difesa dei potenti a discapito degli umili. Quando il giovane pugliese Massimiliano Arena inizia a studiare giurisprudenza, rimane sconvolto per il clima di competizione e arrivismo e pensa, come molti, che il suo traguardo sarà lavorare in una multinazionale e guadagnare un sacco di soldi. Poi, però, scopre il mondo del volontariato e delle missioni nei Paesi del terzo mondo. Si innamora della Bolivia e della Guinea Bissau, aiuta comunità agricole e orfanotrofi e nei suoi numerosi viaggi capisce che il soccorso legale può essere tanto utile quanto quello medico. È la svolta della sua vita. Si laurea con un ardore impensabile e decide di fondare il primo sportello di Avvocati di Strada nella sua città, Foggia. Da allora, era il 2005, assieme a tanti altri giovani colleghi, presta assistenza legale gratuita a migliaia di esclusi dalla società, immigrati senza documenti o sfruttati come schiavi delle campagne, persone che hanno passati di umiliazione e dolore a cui ridare un futuro di dignità.
Il suo ufficio alla stazione ferroviaria diventa un osservatorio di biografie meravigliose, storie di uomini traditi dall’amore sbagliato che ritrovano se stessi grazie all’amore della carità; di clandestini sballottati per mezza Europa che diventano angeli custodi degli ultimi arrivati; di uomini senza dimora e senza nome che scompaiono lasciando esempi di vita memorabili.
Così, riflettendo sulla nobiltà della sua professione, sul valore della terra come futuro per i giovani, e sul matrimonio fra educazione e integrazione, l’avvocato di strada ci offre una visione rincuorante di un’Italia migliore che noi tutti, in ogni angolo e paese, possiamo costruire.

Massimiliano Arena, avvocato divorzista di Foggia, è fondatore e responsabile dal 2005 del locale sportello degli Avvocati di Strada, che offre assistenza legale a senza tetto e immigrati. Per più di quindici anni ha seguito progetti di volontariato nel terzo mondo. Ha vissuto in Bolivia nel 2010, come responsabile in un progetto di avviamento al lavoro di giovani poveri dell’altopiano boliviano. E nel 2011 in Guinea Bissau ha curato l’apertura di una casa per l’accoglienza di orfani. È direttore della rivista «Diritto minorile». È stato giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, 2005/2007, e garante della Provincia di Foggia per l’Infanzia e l’Adolescenza, 2008.

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