Palude La Vela interdetta oppure no?

 

Dal 2017 pesa un'ordinanza sindacale che vieta l'accesso al sito perchè inquinato: eppure, ci sono scolaresche che si recano
pubblicato il 22 Giugno 2019, 12:22
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Sembra aprirsi un nuovo fronte ambientale a Taranto. Parliamo della Palude La Vela. A sollevare la vicenda, ricordando contaminazioni da inquinanti tanto che da dicembre 2017 ne è interdetto l’accesso, sono i consiglieri comunali Battista, Corvace e Fornaro.

Ecco cosa scrivono in una nota, chiedendo al Comune di Taranto eventualmente di intervenire: “Con l’ordinanza numero 28/2017 del 10 luglio 2017 il Sindaco, in seguito all’incendio verificatosi all’interno della Palude La Vela il 5 luglio 2017, vietava l’accesso all’area in questione per la presenza di numerosi alberi pericolanti. Successivamente con ordinanza sindacale numero 47/2017 del 21 dicembre 2017, dopo essere stati effettuati 4 indagini preliminari sullo strato superficiale del terreno, i cui esiti hanno evidenziato il superamento delle soglie di concentrazioni di contaminazione (CSC) per i parametri IPA ed idrocarburi pesanti con riferimento ai limiti posti dal Testo Unico Ambientale, si faceva assoluto divieto di accesso fino a nuova comunicazione. Da allora la Riserva naturale regionale orientata Palude La Vela, istituita con Legge Regionale del 15.5.2006 n. 11, ricadente su terreni di proprietà comunale ed in parte all’interno del Sito di Interesse Nazionale di Taranto, è ancora interdetta e chiusa ad ogni forma di visita e accesso. Nonostante questo, ad oggi, risulterebbero ancora in essere alcuni progetti che coinvolgono le scuole e di conseguenza prevedono l’accesso di scolaresche all’area per visite e escursioni didattiche. Sarebbe opportuno chiarire, da parte del Comune di Taranto, come sia possibile autorizzare e lasciare accedere all’interno del Sito di Interesse Nazionale, con le criticità ambientali rilevate e succitate, escursioni di scolaresche, o di ogni altra tipologia di gruppi organizzati, in piena violazione delle ordinanze sindacali. Non esiste solo il problema delle scuole chiuse sul quartiere Tamburi, dove proprio per tutelare la salute dei più piccoli si chiudono due plessi. Contemporaneamente si portano altre scolaresche su un’area potenzialmente a rischio, dimenticando che a Taranto il problema inquinamento non è solo relativo al quartiere adiacente la fabbrica. Le fonti inquinanti sono tante e sarebbe opportuno tutelare i nostri figli in ogni ambito ed in ogni occasione. Vogliamo, quindi, conoscere ed avere risposte dagli organi competenti in merito ad eventuali violazioni ed inoltre vorremmo sapere se i genitori delle scolaresche, che hanno visitato la Palude la Vela, siano stati informati in maniera preventiva circa gli eventuali rischi per la salute che i rilievi ambientali effettuati rappresenterebbero”.

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