ARPA, alla Deledda dati ok anche a maggio

 

pubblicato il 22 Giugno 2019, 09:30
11 mins

ARPA Puglia ha pubblicato la seconda relazione sulla campagna di monitoraggio della qualità dell’aria outdoor nell’area della Scuola Deledda nel quartiere Tamburi, in particolare del PM10, inviata al Comune di Taranto nel contesto delle attività previste dalla Ordinanza del Comune di Taranto n. 9 del 02/03/2019 del Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. 

Così come avvenuto per la prima relazione, che comprendeva il periodo di monitoraggio, dal 07/04/2019 al 30/04/2019, non sono emerse criticità in merito al superamento dei limiti di legge previsti per gli inquinanti monitorati, nemmeno nel periodo dal 01/05/2019 al 31/05/2019. Il monitoraggio è avvenuto attraverso l’utilizzo del laboratorio mobile è in dotazione ad Arpa Puglia-CRA.

(leggi la prima relazione di ARPA sulla Deledda https://www.corriereditaranto.it/2019/05/17/2arpa-alla-deledda-medie-nella-norma2/)

Nell’introduzione del documento, ARPA Puglia ricorda ancora una volta come nell’area di Taranto, anche nelle vicinanze del sito di monitoraggio mobile della Qualità Aria, sono già attive 3 centraline fisse di monitoraggio della qualità dell’aria facenti parte della RRQA e rete ex Ilva denominate Via Machiavelli, Via Archimede, Via Orsini, che rilevano i seguenti inquinanti: PM10, PM2,5, CO, NOx O3, benzene e SO2. I dati, lo ricordiamo, sono resi pubblici e consultabili dal portale web di Arpa Puglia (https://www.arpa.puglia.it/web/guest/qariainq) ogni giorno da anni. 

La centralina mobile nella Scuola Deledda dista circa 460 m dalla cabina fissa di Via Orsini-Tamburi, 450 m da quella di Via Archimede e circa 1 Km da Via Machiavelli. Il laboratorio mobile è dotato di analizzatori automatici per il campionamento e la misura in continuo degli inquinanti chimici individuati dalla normativa vigente in materia; nel dettaglio sono stati monitorati: monossido di carbonio (CO), ossidi di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO2), ozono (O3), benzene, PM10 PM2.5, IPA totali, ammoniaca ed idrogeno solforato (H2S). 

Il laboratorio mobile permette anche la misurazione dei seguenti parametri meteorologici: temperatura (°C), Direzione Vento (DV), Velocità Vento (VV, m/s), Umidità relativa (%), Pressione atmosferica (mbar), Radiazione solare globale (W/m2), Pioggia (mm). 

Inoltre, si ricorda che come sempre si fa riferimento al D. Lgs. 155/2010 per SO2, NO2/NOx, PM10, benzene, CO, O3. Tale decreto stabilisce sia valori limite annuali per la protezione della salute umana e degli ecosistemi, sia valori limite giornalieri o orari. Questi ultimi limiti, detti short – term, sono volti a contenere episodi acuti di inquinamento: a essi è infatti associato sia un numero massimo di superamenti da registrare nel corso dell’anno, sia un margine di tolleranza che decresce gradualmente fino al raggiungimento del valore fissato. 

(leggi l’articolo sulla relazione della ASL https://www.corriereditaranto.it/2019/05/06/deledda-relazione-asl-dati-positivi-e-criticita2/)

Cosa dice la seconda relazione di ARPA Puglia

Nella relazione si ricorda che la campagna è stata avviata il 06/04/2019 e il primo giorno di acquisizione di dati validi di PM10 è stato il 07/04/2019; per gli inquinanti gassosi il primo giorno di dati validi è da considerarsi il giorno 11/04/19, e la campagna è durata fino al 31/05/2019. 

Essendo normativamente applicabile a tutti gli effetti il Decreto legislativo 155/2010 al sito di monitoraggio di cui al presente report, si sono confrontati i livelli misurati con i valori limite di legge previsti. 

La stazione mobile ricade in area limitrofa allo stabilimento Ilva ed è classificabile come sito di monitoraggio industriale. Si fa riferimento, dunque, al D. Lgs. 155/2010 e s.m.i. per i seguenti inquinanti: SO2, NO2/NOx, PM10, benzene, CO, O3. Tale decreto stabilisce sia valori limite annuali per la protezione della salute umana e degli ecosistemi, sia valori limite giornalieri o orari. 

Per il PM10, sono stati registrati n. 4 superamenti del valore limite medio giornaliero di 50 μg/m3 (che non deve essere superato per più di 35 volte in un anno), previsto dalla norma di riferimento D.Lgs. 155/10, nei giorni 23, 24, 25 e 27 aprile 2019. I livelli giornalieri di PM10 rilevati nel periodo di monitoraggio, posti a confronto con quelli di altre centraline fisse della rete regionale ed ex Ilva presenti nel quartiere Tamburi, sono risultati fra loro confrontabili.

Nel periodo indagato non sono stati osservati eventi di Wind Day, ma si sono verificati significativi fenomeni di trasporto di polveri sahariane dal 23/04 al 27/04/19, che hanno verosimilmente causato i superamenti registrati in quei giorni in tutti i siti di monitoraggio di Taranto (oltre che in molti altri siti della Regione), ad esclusione di San Vito (fondo), Talsano (fondo) e di Paolo VI, con un generalizzato incremento delle concentrazioni di PM10; anche nei giorni 4 e 5 maggio 2019 si sono verificati significativi fenomeni di trasporto di polveri sahariane, che però non hanno causato superamenti dei limiti per le polveri.

La normativa di riferimento prescrive, inoltre, il valore di 40 μg/m3 come limite annuale per la protezione della salute umana per il PM10. Anche se il periodo di monitoraggio nel sito ha coperto soltanto il periodo dal 7/04/19 al 31/05/19, è possibile effettuare un confronto, seppur relativo, con tale media annuale; la media di tutti i dati acquisiti di PM10 nell’intero periodo di monitoraggio nel cortile della Scuola Deledda è stata pari a 20 μg/m3 quindi inferiore a tale limite annuale. In riferimento allo stesso periodo, le medie delle concentrazioni di PM10 sono risultate pari a 23 μg/m3 in Via Orsini-Tamburi, di 23 μg/m3 in Via Machiavelli e di 19 μg/m3 in Via Archimede; nei siti di fondo a Talsano e San Vito sono risultate più basse e rispettivamente pari a 16 e 19 μg/m3.

I dati di concentrazione di PM10 rilevati a Deledda hanno mostrato un andamento paragonabile con i dati registrati nelle altre centraline fisse limitrofe, presenti nel quartiere Tamburi di Taranto, ed in particolare le concentrazioni nelle 3 centraline fisse ai Tamburi già attive da anni (Orsini, Machiavelli, Archimede) sono in buon accordo con i valori registrati nel sito outdoor presso la Scuola “G. Deledda”. Le correlazioni tra le concentrazioni medie giornaliere di PM10 di Deledda e delle altre cabine sono risultate molto alte.

Relativamente agli altri inquinanti gassosi misurati nel corso della campagna, non si sono registrati valori di concentrazioni superiori ai limiti previsti dalla normativa di riferimento (D.Lgs. 155/2010).

Si è osservato un picco di 40 μg/m3 registrato concentrazione di SO2 nelle prime ore del mattino del giorno 20/04/2019. E nella relazione si fa presente che nelle stesse ore si è osservato un chiaro aumento delle concentrazioni orarie di SO2 anche nella cabina Meteo Parchi della rete Ex Ilva. 

In conclusione ARPA Puglia ricorda ancora una volta “che il rispetto dei limiti di qualità dell’aria previsti dalla normativa italiana (il citato D.Lgs. 155/2010), recepimento di analoga normativa europea, sia per quanto riguarda il limite giornaliero del PM10 (pari a 50 μg/m3, che può essere superato per non più di 35 volte nel corso di un anno solare) che per quello annuale, è riferito esclusivamente alla valutazione di aspetti di carattere ambientale e che la presente relazione non contiene elementi di valutazioni di carattere sanitario, che restano di esclusiva competenza delle Aziende Sanitarie Locali“. 

(leggi la relazione della Asl di Taranto inviata al Sindaco sulla situazione sanitaria https://www.corriereditaranto.it/2019/04/10/relazione-asl-al-comune-dati-e-studi-recenti2/)

Le nostre conclusioni

Questa seconda relazione dovrebbe aiutare il Comune di Taranto a ‘tranquillizzare’ i genitori dei bimbi dei plessi della scuola ‘Deledda’ e ‘De Carolis’, sul fatto che almeno per quanto concerne l’ambito dell’inquinamento atmosferico, la situazione pare essere sotto controllo nonostante la presenza delle ‘collinette ecologiche’ adiacente ai due plessi scolastici. Questi dati dovrebbero dunque aiutare anche il tavolo convocato in Prefettura il prossimo 26 giugno sulla vicenda, per accelerare gli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle collinette, onde evitare lo spolverio degli inquinanti presenti nel sito come dimostrato dalle ultime analisi di ARPA Puglia sui top soil effettuati in quattro punti diversi dei terreni. 

Che è in gestione ad Ilva in Amministrazione Straordinaria, con i commissari che dovranno mettere a punto un piano di intervento che dovrà essere approvato dagli organi competetenti per poi ottenere l’ok dalla Procura che dovrebbe dare il via ai lavori, visto che il sito è ancora sotto sequestro. Il tutto deve avvenire in tempi certi e celeri: è infatti assolutamente giusto dare ai genitori le risposte necessarie non solo in campo ambientale e sanitario, ma anche in campo meramente logistico. Bisogna sapere con certezza se a settembre le scuole potranno riaprire in totale sicurezza o meno. Se così non dovesse essere, le istituzioni dovranno mettere in campo tutte le azioni possibili per evitare quanti più disagi alle famiglie degli oltre 700 alunni interessati dalla vicenda. Il tutto in assoluta serietà, correttezza, informazione, rispetto tra le parti. Che non deve mai mancare. Sperando che i tanti cattivi maestri che abitano in questa città siano almeno in questo messi a tacere. Staremo a vedere. 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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