Associazioni a Di Maio: “Legge Speciale per Taranto e chiusura fonti inquinanti”

 

Lettera di LiberiAmo Taranto al vicepremier. Piano Taranto lunedì terrà una conferenza stampa-sit in all'esterno della Direzione Ilva
pubblicato il 21 Giugno 2019, 09:27
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Lunedì sarà a Taranto il vicepremier Luigi Di Maio, per il Tavolo Istituzionale (CIS). Alcune associazioni tarantine hanno così inviato al ministro una lettera in cui chiedono che alle parole si passi ai fatti, promulgando una Legge Speciale per Taranto: “Per l’incontro da Lei previsto a Taranto in data 24 giugno p.v., se confermato, le scriventi associazioni intendono chiederLe una diversa modalità di confronto che preveda da parte Sua, e degli eventuali altri ministri presenti, risposte immediate al termine di ogni intervento. Ciò al fine di assicurare un puntuale contraddittorio tra le parti, nel rispetto dei ruoli. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con sentenza emanata in data 24 gennaio u.s., ha ritenuto lo Stato italiano colpevole di non aver tutelato la vita dei cittadini di Taranto e il loro diritto di rivalersi presso un tribunale interno, condannando lo stesso a porre rimedio alla ancora attuale gravissima ed insostenibile situazione creata dai numerosi decreti legge emanati dai Governi precedenti e dall’attuale Governo sostenuti, per i quali si chiede immediata cancellazione perchè violano, come accertato dalla sentenza CEDU, i diritti umani dei tarantini. Le scriventi Associazioni intendono ribadire la necessità primaria e non più procrastinabile di chiudere definitivamente le numerose fonti inquinanti insistenti sul territorio tarantino. Con questa lettera le associazioni firmatarie, intendono altresì avanzare, a titolo risarcitorio per gli ingenti ed incalcolabili danni subiti negli anni da Taranto e dai tarantini, e soprattutto al fine di colmare il gap sanitario, sociale, culturale ed economico che questa città subisce a causa di scelte politiche scellerate, la richiesta di immediati ed importanti interventi attraverso una LEGGE SPECIALE per Taranto che preveda investimenti in:

A) SANITA’: realizzazione di un POLO ONCOLOGICO e di un IRCCS autonomo a Taranto.

B) INFRASTRUTTURE: investimenti per il potenziamento della rete intermodale dei trasporti sull’intero territorio provinciale: strade, autostrade, ferrovie (alta velocità), porto (inserimento nella Via della Seta, ampliamento e piano nuove assunzioni), aeroporto (apertura immediata ai voli commerciali passeggeri dello scalo di Taranto-Grottaglie) .

Il Presidente della Repubblica ha più volte richiamato il valore sociale della MOBILITÀ. Taranto non va lasciata indietro, non si può continuare ad emarginare una intera popolazione col suo territorio. Al fine realizzare la costruzione delle infrastrutture strategiche mancanti, chiediamo l’intervento del governo affinché vengano demoliti i vecchi impianti industriali posti ancora all’interno del perimetro urbano, specie quelli dismessi e non più utilizzati all’ingresso della città, con particolare riferimento al cementificio e al primo nastro trasportatore della ex-ILVA. Inoltre, al fine di tutelare le condizioni di abitabilità, di sicurezza e di integrità del paesaggio urbano, cosí come al fine di favorire le nuove e promettenti forme di lavoro, chiediamo che le aree strategiche per l’industria dei trasporti passeggeri e merci situate nelle aree retroportuali vengano liberate e restituite alla piena fruizione della cittadinanza e mai più destinate alle attività delle industrie pesanti inquinanti.

C) ISTRUZIONE: istituzione di una Università degli Studi autonoma di Taranto e ripristino in loco, della sede della Soprintendenza Archeologica;

D) MARINA MILITARE: richiesta di restituzione a titolo gratuito alla città di Taranto delle aree della Marina Militare e di edifici appartenenti ad enti statali (es. Banca d’Italia) che possono essere recuperati per scopi importanti per la Comunità jonica;

E) SVILUPPO: istituzione di una NO TAX area per aziende innovative ed ecologiche (incentivi alle imprese specializzate in bonifiche ambientali).

In merito alla modifica del DM 2013 volta a introdurre la Valutazione predittiva del Danno Sanitario, recentemente annunciata dai Ministri Costa e Grillo, le Associazioni firmatarie chiedono di allargare il procedimento anche a esperti tecnici in rappresentanza delle Associazioni, ovvero medici che conoscono profondamente le criticità sanitarie del territorio. Tutta la Comunità tarantina non vuole più ascoltare parole. Quella stessa comunità che ora pretende, con urgenza e nel pieno rispetto della Costituzione italiana, solo azioni a tutela della salute e dell’ambiente e per una crescita eco-compatibile del territorio tarantino.

Le associazioni: LiberiAmo Taranto, Neopolites, Comitato donne e futuro per Taranto Libera, Genitori Tarantini, Movimento Associazioni e cittadini pro aeroporto Taranto-Grottaglie, Comitato Quartiere Tamburi, Comitato art. 32 Diritto alla Salute – Statte”

In occasione del Tavolo Istituzionale Permanente per la riconversione economica della città di Taranto,  previsto per lunedì 24 Giugno e a cui dovrebbero partecipare i Ministri Di Maio, Costa e Grillo, è convocata alle ore 11.00  una conferenza stampa – sit in presso la direzione dello stabilimento ArcelorMittal” rendono noto da Piano Taranto (in cui confluiscono Assemblea permanente Taranto Libera, Comitato Niobe, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Flm Uniti Cub, Giorgio Forever, Giustizia per Taranto, Tamburi Combattenti, Taranto Respira, TuttaMiaLaCittà, Singole e singoli cittadini).

Sarà questa occasione, a maggior ragione dopo i continui ricatti esercitati sulla pelle della nostra città e di tutti i lavoratori dai nuovi inaffidabili gestori dello stabilimento, per ribadire con forza che: vengano annunciati pubblicamente i tempi e le modalità della chiusura progressiva delle fonti inquinanti per lo stabilimento ex Ilva, così come stabilito dal “contratto di governo” tra Lega e Movimento 5 stelle; nessuna bonifica e processo di riconversione reale saranno mai possibili fino a quando le fonti inquinanti saranno attive e le nostre vite e di tutto l’ecosistema saranno messe in pericolo e fino a quando i diritti fondamentali, previsti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, saranno quotidianamente violati nel nostro territorio in nome del profitto (salute, istruzione, lavoro, ambiente, uguaglianza di fronte alla legge, gioco, etc)” si legge nel documento redatto da Piano Taranto.

Invitiamo la cittadinanza ad intervenire, sarà occasione per affrontare insieme le ultime vicende, la chiusura delle scuole al quartiere Tamburi, l’immunità penale per i gestori dello stabilimento, l’annunciata cassa integrazione per altri 1400 operai, la costante criminalizzazione di ogni manifestazione di dissenso e rivendicazione popolare praticata dall’amministrazione locale, sempre più distante da ogni esigenza espressa dalla comunità. La vertenza ex Ilva non è e non può essere gestita come una battaglia isolata, è piuttosto il cappio attraverso il quale si perpetra ai nostri danni la violenza del disastro sociale, culturale e ambientale che quotidianamente viviamo. Il tempo delle finte interlocuzioni è abbondantemente scaduto, riconosciamo come  interlocutori affidabili tutte e tutti coloro che quotidianamente cercano di esistere e resistere ad ogni  tentativo di sopraffazione – concludono da Piano Taranto -. Siamo ormai consapevoli che le lotte contro ogni forma di sfruttamento sui territori e sugli individui vogliono dire schierarsi in modo compatto contro la devastazione ambientale come nelle lotte con i genitori dei quartieri più compromessi, come con gli studenti e le studentesse che pretendono un’università indipendente e più in generale con tutte e tutti coloro che  partecipano in prima persona alla  difesa dei propri corpi e della propria terra per un futuro migliore. Il tempo è scaduto! Chiusura delle fonti inquinanti, bonifica e riconversione!“.

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