Al MiSE nuovo tavolo sul futuro lavoratori gruppo Auchan

 

Il Vice Capo Gabinetto Sorial: "L’operazione di acquisizione della Conad deve poggiare su delle basi chiare, solide e sostenibili"
pubblicato il 21 Giugno 2019, 18:38
5 mins

Si è svolto ieri al Ministero dello Sviluppo Economico un nuovo tavolo, il secondo, presieduto dal Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial, per monitorare l’operazione di possibile acquisizione di Auchan Retail Italia da parte di Conad, che porterebbe alla nascita del primo gruppo italiano nel settore della distribuzione. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti della Conad, di Auchan Italia e i sindacati.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/03/al-mise-tavolo-sulla-cessione-di-auchan/)

L’operazione, ad oggi ancora nella fase di pre-closing, prevederebbe l’acquisizione da parte di Conad della quasi totalità delle attività in Italia di Auchan Retail Italia con 1.309 punti vendita, tra diretti ed indiretti, tra cui anche il sito di Taranto. Non sarebbero compresi nell’accordo i 50 drugstore Lillapois ed i 33 supermercati Auchan in Sicilia, su cui l’azienda è in trattativa con un altro operatore economico.

Nel corso della riunione di ieri, i rappresentanti della Conad hanno illustrato i prossimi passi dell’operazione, che prevederebbero l’acquisizione delle quote Auchan da parte di Conad e, successivamente, l’adozione del modello cooperativo Conad, attraverso un processo di recupero dei requisiti minimi di sostenibilità economica ed operativa, eseguito all’insegna della continuità aziendale.

“L’operazione di possibile acquisizione di Auchan da parte di Conad – ha dichiarato Sorialdeve poggiare su delle basi chiare, solide e sostenibili non solo a breve, ma anche a medio e lungo termine, che tengano conto dei vincoli e delle garanzie sul numero di punti vendita e sui lavoratori coinvolti. L’intera implementazione del modello di business Conad sulla rete Auchan deve, infatti, avvenire all’interno di un percorso che deve garantire i livelli occupazionali”.

A Taranto negli ultimi mesi la situazione è stata tutt’altro che semplice. Proprio ad inizi aprile infatti, i lavoratori del centro commerciale Auchan di Taranto, hanno espresso il loro pensiero nel referendum sull’ipotesi d’accordo raggiunta nelle precedenti settimane dall’azienda e dai sindacati di categoria Fisascat, Filcams e Uiltucs di Taranto. Ricordiamo che l’accordo prevede il passaggio ai contratti di solidarietà per 180 lavoratori sui 203 totali con una riduzione dell’orario di lavoro con punte al 22%, prestazioni lavorative domenicali anche per i lavoratori il cui contratto non prevedeva quest’obbligo, ed infine la possibilità di trasferimenti in altri siti aziendali o esodi incentivati(peraltro già proposta tempo addietro dalla società). Ha prevalso il sì, come era scontato che fosse purtroppo, con 128 schede a favore su 168 lavoratori che hanno votato su 180 aventi diritto. I no sono stati 39, una la scheda nulla. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/05/14/il-gruppo-conad-si-mangia-la-francece-auchan-antitrust-permettendo/)

Un’intesa fortemente criticata e respinta in particolar modo da quei lavoratori che saranno tra i più penalizzati, ovvero coloro che hanno contratti a 20 ore, mentre dall’accordo sono stati esclusi i capireparto, capisettore e e addetti alla farmacia. Ben 69 lavoratori, che avevano scelto di non lavorare la domenica accettando una minore retribuzione in busta paga, di fatto saranno costrette ad accettare di lavorare la domenica, che in tutto l’anno saranno 29. In attesa di capire cosa accadrà con i 39 lavoratori che hanno votato no. Questo perché ogni singolo lavoratore del centro commerciale sarebbe stato chiamato dall’azienda per accettare la domenica lavorativa: qualora ciò non fosse stato accettato, si sarebbe potuta aprire nell’ipermercato una crisi molto lunga. La solidarietà di un anno, nelle intenzioni dell’azienda, doveva partire entro maggio, accettata dai sindacati di categoria per evitare la riduzione collettiva di personale per 44 lavoratori risultati eccedenti presso l’ipermercato di Taranto.

Ora con un nuovo proprietario resta da capire cosa accadrà ai lavoratori di Taranto e che centralità avrà l’ipermercato tarantino. 

(leggi gli articoli sull’Auchan di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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