Paisiello, per il Cda la convenzione con la Provincia non va

 

Il Cda dell'Istituto esprime dubbi sulla delibera e sullo schema di convenzione: venerdì conferenza stampa per spiegarne i motivi
pubblicato il 19 Giugno 2019, 20:31
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Nuove nubi all’orizzonte per l’Istituto Musicale Giovanni Paisiello di Taranto. Proprio quando sembrava essere stata inmboccata la strada giusta, con la Regione Puglia a far da garante e la Provincia pronta ad anticipare le somme necessarie al pagamento degli stipendi degli ultimi quattro mesi del personale, si rischia di tornare punto e a capo.

Ad annunciare il nuovo intoppo, è lo stesso istituto attraverso un comunicato stampa nel quale, annunciando una conferenza stampa chiarificatrice per venerdì mattina, pone l’accento sulla delibera e sullo schema di convenzione approvata lo scorso 10 giugno dal Consiglio provinciale. Che ha riscontrato diversi dubbi nel Cda e nel Collegio Docenti che ha espresso all’unanimità la sua approvazione per le decisioni del consiglio d’amministrazione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/11/paisiello-convenzione-con-la-provincia-per-gli-stipendi2/)

Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto – si legge nella nota – nella seduta di martedì ha preso in esame la Deliberazione del Consiglio Provinciale di Taranto n. 27/2019 e lo schema di convenzione unilateralmente predisposto dagli uffici della Provincia e approvato dal Consiglio Provinciale in data 10 Giugno 2019, pervenuti in mattinata alle ore 11.28, con la richiesta di approvazione da parte del C.d.A. stesso. Il C.d.A., già ad un primo esame necessariamente sommario data la ristrettezza dei tempi, ha preso atto di tali e tanti elementi fra di loro contrastanti e alcuni contestabili per merito e rito da imporre un’attenta riflessione congiuntamente ad un esame, che il C.d.A. sollecita a breve, del Miur (ed eventualmente dell’Avvocatura dello Stato) nonchè della Regione Puglia. Tali elementi di criticità sono ritenuti capaci di invalidare il funzionamento stesso dell’accordo, vanificandone le finalità. Pertanto “l’I.S.S.M. Giovanni Paisiello convocherà per venerdì 21 Giugno alle 10.30 una conferenza stampa per spiegare nel dettaglio le motivazioni e gli elementi di criticità rilevati, con documentazione degli atti del Consiglio Provinciale che hanno dato causa alle decisioni del C.d.A. e del Collegio dei Docenti del Conservatorio“.

Ma cosa dice la delibera approvata lo scorso 10 giugno?

Approvata all’unanimità dal Consiglio, nel testo si legge di voler “porre in essere possibili azioni finalizzate a consentire la statizzazione ed evitare il collocamento in disponibilità del personale comandato presso l’Istituto Musicale Paisiello”; di approvare a tal fine uno schema di convenzione che potrà essere utilizzato dagli uffici individuati dal Presidente al fine di limitare i ritardi nei pagamenti degli stipendi e nei versamenti dei contributi delle 43 unità di personale che risultano attualmente comandate presso l’Istituto; di dare atto che la presente deliberazione e gli atti posti in essere non costituiscono accollo di situazione debitoria dell’Istituto e che la Provincia di Taranto non è ente finanziatore del predetto Istituto Musicale in quanto l’Afam non rientra tra le funzioni fondamentali dell’ente che, peraltro, non ha le capacità finanziarie; di esprimere indirizzo di adottare atti coerenti con la procedura di statizzazione in corso e nel rispetto dei requisiti richiesti per l’ottenimento della statizzazione; di riservarsi di adottare le necessarie variazioni di bilancio in presenza dei presupposti delineati nel presente atto; di trasmettere la presente deliberazione all’Istituto Musicale Paisiello per l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione“. Di fatto una delibera che conferma quanto già conosciuto dagli attori in campo da diverso tempo.

Nello schema di convenzione invece, si legge all’art. 1 che “la Provincia si impegna a versare all’Istituto le somme da utilizzare per pagare gli stipendi ed i relativi oneri del personale comandato nel limite massimo risultante da decreto di assegnazione del Miur per effettuare i pagamenti in questione, nelle more dell’accreditamento degli importi da parte del Ministero“. Mentre all’art. 2 che “l’Istituto si impegna ad utilizzare le somme in questione per il pagamento degli stipendi e dei relativi oneri del personale comandato. Le somme accreditate dalla Provincia devono essere prioritariamente utilizzate per il pagamento di eventuali oneri previdenziali non ancora versati. L’Istituto provvede al rimborso alla Provincia delle somme ricevute entro e non oltre 10 giorni dall’avvenuto incasso del finanziamento statale sulla base del quale è stato richiesto il versamento alla Provincia“. 

L’art. 3 (Richiesta e documentazioneprevede tutta una serie di documenti che l’Istituto deve fornire alla Provincia, mentre l’art. 4 (Rendicontazione delle somme ricevute) prevede che “l’Istituto si impegna a rendicontare le somme ricevute per dimostrare che sono state utilizzate per le finalità richieste e ad inoltrare tale documentazione entro 30 giorni dai pagamenti effettuati e comunque non oltre il termine previsto per la restituzione delle somme alla Provincia. La mancata rendicontazione non consente di richiedere eventuali ulteriori somme che rientrano nella fattispecie disciplinata dal presente accordo. La mancata restituzione delle somme anticipate dalla Provincia, oltre a determinare l’impossibilità di ulteriori somministrazioni è presupposto per l’azione di responsabilità nei confronti dei soggetti che la determinano. Ad avvenuta restituzione, qualora l’Istituto non intenda chiedere ulteriori somme per il pagamento del personale comandato potrà chiedere lo svincolo della polizza fideiussoria che la Provincia si impegna ad effettuare entro 5 giorni dalla richiesta“.

Infine, l’art. 5 (Disposizioni finali) prevede che “le parti si danno reciprocamente atto che la presente convenzione non costituisce in nessun modo accollo da parte della Provincia di eventuali situazioni debitorie dell’Istituto, contratte dallo stesso Istituto e per le quali si applica la disciplina di cui all’art. 2, comma 6, del decreto del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca n. 121 del 22 febbraio 2019. La presente convenzione potrà essere modificata ed adeguata nel caso di intervento di altri enti locali, amministrazioni pubbliche o soggetti privati che intendano concretamente contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della statizzazione dell’Istituto“. 

In effetti per un Istituto in così grandi difficoltà, è una convenzione forse troppo rigida. D’altro canto la Provincia, non essendo più ente finanziatore del Paisiello dal 2017, si vuole tutelare onde evitare problemi di bilancio. L’azione di garante da parte della Regione al momento risulta ancora poco chiara. Mentre dal Miur al momento non arrivano segnali, nè nuove tranche di finanziamento.

(leggi gli articoli sul Paisiello https://www.corriereditaranto.it/?s=paisiello&submit=Go)

 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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