Battista, Corvace e Fornaro a Melucci: “Scuole chiuse, le proteste nascono dall’esasperazione”

 

Dopo il movimentato Consiglio comunale di ieri: "Irrispettoso parlare di strumentalizzazioni"
pubblicato il 18 Giugno 2019, 10:13
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I consiglieri comunali Massimo Battista, Rita Corvace e Vincenzo Fornaro commentano quanto accaduto ieri in Consiglio comunale, chiamando in causa il sindaco Melucci ‘reo’ di “essersi negato ai genitori delle scuole ‘Deledda’ e ‘De Carolis’ per oltre tre mesi”.
Ecco cosa scrivono in una nota congiunta: “Durante il Consiglio Comunale, i genitori delle scuole ‘Deledda’ e ‘De Carolis’ hanno protestato nella speranza di avere un confronto col primo cittadino. Così non è stato, nemmeno questa volta. Sono gli stessi genitori che nei giorni scorsi, per 72 ore ininterrotte, hanno atteso invano nei pressi delle scuole ‘Deledda’ e ‘Vico’ che, chi di competenza, li raggiungesse per dare loro conferme, o meno, sulla eventuale riapertura a settembre delle scuole del quartiere. Sono trascorsi oltre 100 giorni dalla chiusura delle suddette scuole e l’anno scolastico, per oltre 700 bambini del quartiere, si è concluso pochi giorni fa tra immani difficoltà che hanno gravato su intere famiglie. L’assenza di dialogo con la comunità locale e di prospettive credibili ha comportato la richiesta di trasferimento in altre scuole per circa 150 alunni in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico”.

“Come consiglieri comunali di opposizione – proseguono i tre – siamo stati ad ascoltare i genitori in questi giorni sin dalla conferenza stampa che abbiamo tenuto lo scorso 12 giugno al rione ed in cui abbiamo esposto i dati, al di sopra della norma, rilevati da Arpa Puglia presso le ‘collinette ecologiche’ a ridosso delle scuole chiuse con ordinanza sindacale dal 2 marzo scorso. Se il sindaco, ogni volta che svolgiamo i nostri compiti di consiglieri, prestando ascolto ai bisogni della comunità, preferisce additarci come agitatori, faccia pure. Ne prendiamo atto, per l’ennesima volta. Ci pare però grave e irrispettoso che il primo cittadino definisca strumentalizzati i genitori che protestano, come se non avessero capacità di ragionamento e totale libertà nel decidere delle proprie azioni. Chi protesta, legittimamente e per diritti sacrosanti, viene dipinto indirettamente come un burattino in mano a burattinai. Sarebbe opportuno rivolgere delle sentite scuse a queste persone”.

“Volendo rimanere ancorati alla realtà – aggiungono -, risulta chiaro che tutte le proteste sinora avvenute sulla questione scuole del quartiere Tamburi, sono figlie dell’esasperazione derivante dal silenzio dell’Amministrazione. Sempre per amor di verità, riteniamo utile far notare al sindaco che ostenta in ogni nota stampa gli “impegni assunti con le associazioni lo scorso mese di marzo”, che oggi a Palazzo di città, a sostenere la protesta dei genitori, c’erano anche i componenti di tali gruppi e associazioni a cui fa riferimento, come se avesse siglato unilateralmente un patto di non belligeranza con loro. Stando alla realtà dei fatti, occorrerebbero riflessioni ben diverse da quelle che abbiamo avuto modo di conoscere solo a mezzo stampa anche oggi. A proposito degli “impegni assunti con le associazioni lo scorso mese di marzo”, gradiremmo che il primo cittadino ci spiegasse cosa ne è stato dell’ultimatum per l’adozione “di provvedimenti costruiti sul principio di massima precauzione in difesa della salute dei cittadini e avverso una filiera produttiva ormai desueta ed intollerabile”, scaduto alle ore 12 di lunedì 8 aprile scorso”.

Infine, “accogliamo con favore lo “studio della possibilità di dare seguito agli screening sanitari gratuiti per gli alunni delle scuole ‘Deledda’ e ‘De Carolis’ nonché la convocazione da parte del Prefetto del vertice del prossimo 26 giugno per discutere della situazione delle collinette ecologiche del quartiere Tamburi. Speriamo che in quella occasione sarà possibile sapere cosa intende il sindaco quando afferma di “una possibile prospettiva per le scuole” e che i genitori possano conoscere quale soluzione verrà prospettata per i loro figli da settembre. Speriamo, infine, che in un tempo non molto lontano, gli abitanti del quartiere Tamburi possano vivere una vita normale come tutti gli altri cittadini italiani. Fino a quando non sarà così, noi saremo al loro fianco, che al sindaco piaccia o no”.

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