Un altro segno di ripresa della città: riapre il Gran Caffè Bernardi

 

pubblicato il 15 Giugno 2019, 15:13
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Mancavano molto ai tarantini quelle luci su corso Due Mari, spente dal mese di febbraio, con i gazebo desolatamente vuoti. Ma da giovedì scorso non è più così. In un altro piccolo segno di rinascita della vita cittadina, ha infatti riaperto i battenti il Gran Caffè Bernardi, che all’inaugurazione del 2010 fu definito “la nuova Sem”, l’indimenticato ritrovo di via D’Aquino angolo via Giovinazzi. Si tratta infatti di uno dei locali più caratteristici della città, soprattutto per il bellissimo affaccio sul canale navigabile, muto spettatore di tanti avvenimenti che hanno interessato la marineria tarantina: dal passaggio delle navi militari alle processioni a mare fino alle spettacolari riprese del film “Six Underground” dello scorso autunno, di prossima uscita su Netflix.

La conduzione dell’attività sarà curata direttamente da uno dei titolari della rinomata cioccolateria grottagliese, Ciro Bernardi. “Da alcune settimane siamo stati al lavoro per rigenerare in ogni aspetto questo esercizio, dotandolo di nuovi macchinari e attrezzature. Il “Gran Caffè” ritornerà a essere il fiore all’occhiello del Borgo, dove continueranno a ritrovarsi tarantini e turisti per assaporare, al fresco del canale, le nostre specialità: tutte preparate con ricette originali ed esclusive, servite da personale altamente qualificato” – spiega Ciro Bernardi.

“La nostra abituale clientela sta pian piano ritornando e contiamo sul passaparola dell’utenza soddisfatta – continua – Proprio stamane, sabato, ci ha contattato l’autorità portuale per accertare la nostra disponibilità ad accogliere un congruo numero di turisti giunti a Taranto con la grande nave da crociera, ormeggiata al porto mercantile. Contiamo inoltre di poter presto tornare a ospitare nella nostra saletta, come da consuetudine consolidata, le conferenze stampa”.

Infine, Il Gran Caffè Bernardi ha intenzione di stipulare un accordo con la Marina Militare per il castello aragonese, alle cui opere di valorizzazioni sarà devoluto l’un per cento dell’utile aziendale.

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