L’Ordine dei Medici di Taranto: “Vittime di ingiustizia ambientale”

 

Il presidente Nume e la pediatra Moschetti, inviano relazione al Ministro della Salute, alla Regione Puglia e ad altre istituzioni
pubblicato il 15 Giugno 2019, 20:55
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Riteniamo inaccettabile che il lavoro, e in particolare questa produzione industriale, possa comportare o addirittura prevedere, sotto forma di inevitabile esternalità negativa, il danno alla vita e alla salute di una parte della popolazione, quale che sia la sua numerosità“. E’ quanto dichiarato dal presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto, Cosimo Nume e dalla presidente della Commissione Ambiente dell’Ordine, la pediatra Annamaria Moschetti, in una relazione indirizzata al Ministro della Salute, al presidente della Regione Puglia e ad altre istituzioni.

L’attività del Siderurgico tarantino – rilevano – che pure ha fornito e fornisce benefici economici a singoli individui e a gruppi di cittadini, non può essere eticamente giustificata se si svolge al prezzo della vita di un’altra parte di popolazione, persone per questa condizione declassate, in violazione della loro dignità umana e in dispregio della unicità della loro vita, a meri strumenti della produzione“. Una simile situazione “si configura come ingiustizia ambientale – sostengono Nume e Moschetti – ed è tanto più grave poiché si svolge per lo più e maggiormente a discapito delle fasce di popolazione che vivono a ridosso degli impianti, che nel tempo si impoveriscono sempre di più sia per i danni alla salute che per la riduzione di opportunità lavorative in un territorio espropriato e reso inutilizzabile a causa della contaminazione“.

Per l’Ordine è poi “prioritario che l’impianto siderurgico di Taranto sia fornito con la massima urgenza di una Valutazione Impatto Sanitario (VIS), possibilmente integrata con l’impatto di ogni altro impianto industriale insistente sul territorio” e che, tra l’altro, “non siano ammessi livelli/tipologie di produzione che comportino un qualsivoglia danno alla salute e alla vita della popolazione, e che sia comunque sospesa la immissione sulla popolazione di sostanze ad effetto neurotossico“. 

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