Genitori Tamburi: protesta sospesa, ora si attendono decisioni politica

 

Dopo protesta durata 72 ore ininterrotte. Chiedono screening sanitario per i figli e risposte certe per il prossimo anno scolastico
pubblicato il 15 Giugno 2019, 13:45
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Questa mattina, i genitori delle scuole Deledda e De Carolis in presidio, hanno comunicato davanti alla scuola Vico la sospensione della protesta durata 72 ore ininterrotte.

Intendiamo trasmettere il senso di responsabilità che ci spinge a lottare per i nostri diritti senza calpestare quelli altrui. Ieri sera intorno alle 20, infatti, abbiamo lasciato spontaneamente l’occupazione per permettere il regolare svolgimento degli esami di Stato – hanno affermato i rappresentanti dei genitori -. Le istituzioni, da quattro mesi a questa parte, non hanno certamente dimostrato lo stesso senso di responsabilità nei nostri confronti fregandosene dei diritti dei nostri figli“. 

Le richieste poste dai noi genitori, e finora rimaste inascoltate, riguardano la tutela del diritto allo studio e del diritto alla salute che sono garantiti dalla Costituzione. Noi genitori pretendiamo di essere partecipi delle decisioni che riguardano il futuro dei nostri figli. Non sappiamo a tutt’oggi cosa ci aspetta per settembre con l’inizio del nuovo anno scolastico. Tardare ulteriormente nel dare queste comunicazioni significherebbe continuare a calpestare la vita di centinaia di famiglie – hanno detto ancora in conferenza stampa -. Pretendiamo che i bambini esposti sinora agli inquinanti, rilevati da ultimo da Arpa Puglia, vengano sottoposti ad uno screening sanitario gratuito per verificare possibili danni legati alla salute“. 

Pretendiamo altresì di conoscere, a seguito anche degli ultimi accadimenti, la destinazione dei 3,5 milioni di euro impegnati per le opere di ventilazione forzata e riqualificazione delle aree esterne delle scuole del quartiere Tamburi. Sarebbe opportuno evitare di sprecare ulteriori soldi pubblici in bonifiche non risolutive e in ristrutturazioni milionarie di scuole che ad oggi sono chiuse per inquinamento e che non sappiamo se riapriranno – hanno concluso -. La nostra lotta non si arresta e proseguirà con altri metodi di protesta“.

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