Week end di musica, danza e teatro

 

pubblicato il 14 Giugno 2019, 09:48
9 mins

Dopo aver trionfato lo scorso anno a Sangemini, e in precedenza a Roma, il concorso internazionale “International Music Competition for Youth “Dinu Lipatti” sbarca sulle sponde della città dei due mari, anche per onorare il suo storico direttore artistico, il M° Cosimo Damiano Lanza, pianista e clavicembalista di fama internazionale, originario di Leporano, dove tuttora vive, quando non è in giro per il mondo, e dirige l’Accademia Musicale Mediterranea. L’evento è prodotto da PiccoloMaestro con la partnership del PTHM (Prioratus Templi Hierosolimitano Mikaelis) che da diversi anni accompagna e sostiene l’iniziativa nel solco delle finalità statutarie dell’organizzazione neo templare, guidata dal dott. Raffaele Sepe, che si occupa di cultura e solidarietà.

Nato a Bucarest in una famiglia di musicisti, Dinu Lipatti, era un pianista e compositore di fama internazionale. Colpito dal linfoma di Hodgkin tenne l’ultimo concerto a Besançon. Morì il 2 dicembre 1950 all’età di soli 33 anni a Ginevra. Nel suo nome si svolge ogni anno un concorso per giovani talenti.

Il “Dinu Lipatti” è nato a Roma per volontà dell’Ambasciata di Romania e si è svolto per 7 anni presso l’Accademia di Romania a Roma. Dallo scorso anno il concorso è diventato un evento itinerante pertanto ogni anno si terrà in una città differente. Lo scorso anno a Sangemini e quest’anno a Taranto. Chiuse le iscrizioni lo scorso 25 maggio nei prossimi giorni saranno avviate le audizioni valide per il concorso. Nella serata del 14 con inizio alle ore 19:00 è prevista la serata di gala con la premiazione aperta al pubblico. 62 gli iscritti provenienti dalla Malesia, Cina, Inghilterra, Germania, Romania, dalla Corea e da tutta Italia.

 

 

 

 

Per la rassegna “Il dono degli dei”, inserita nel progetto “Heroes”, sabato 15 giugno, alle ore 18 nel chiostro del MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto va in scena “Trittico. Lasciare andare con grazia” di e con Amalia Franco, testi tratti dall’opera di Rainer Maria Rilke, marionette Amalia Franco, luci Anna Moscatelli, costumi Antonia Matichecchia, oggetto scenografico Emilio Porchetti, creazione sostenuta dal progetto di Residenza Artistica del MiBACT 2016/2017, con il supporto di La Terra Galleggiante, Settimo Cielo, Laboratori Permanenti, Officine Caos. Durata 20 minuti. A causa del numero limitato di posti, per accedere allo spettacolo (senza costi aggiuntivi rispetto al biglietto d’ingresso al Museo), è necessaria la prenotazione: 099.4538639 o [email protected]

Un’opera per corpi danzanti e corpi inanimati ispirata alla Medusa. I testi tratti da Rainer Maria Rilke e le particolari marionette di Amalia Franco accompagnano la performance di danza della stessa Franco, dando corpo a tre vivide rappresentazioni di Medusa e agli effetti che i suoi capelli formati da serpenti producono: gli uomini si fanno pietra dinnanzi al suo sguardo.

“A flower is not a flower”. Nasce come apparizione e si crea nel connubio buio/luce, visibile/invisibile. Tableaux vivant in cui s’invera l’esercizio alla sparizione che attinge alla natura del mito per restituirlo in immagini e movimento attraverso il linguaggio poetico.

“L’urlo di Medusa”. Qui la chioma serpentina è divenuta corona di aghi: lo spasmo è lo stesso, quello nel volto della Gorgone, quello degli uomini che si fanno pietra dinnanzi al suo sguardo. Fino a che punto un corpo solido può sostenere la deformazione prima di rompersi?

“Vividezza della Medusa”. L’utopia del corpo è il raggiungimento e mantenimento di una forma stabile, la sua forma perfetta. Gli stati di transizione e trasformazione, come la testa appena recisa di Medusa, corrispondono allo stato amoroso del corpo, ovvero allo slancio fuori, verso altro da sé, e riversandosi il sangue della Medusa sull’erba dà vita ai coralli.

La rassegna “Il dono degli dei” è parte di “Heroes”, progetto artistico triennale 2017/19 del Crest in ATS con l’associazione culturale “Tra il dire e il fare” di Ruvo di Puglia (BA), in ordine all’avviso pubblico per iniziative progettuali riguardanti lo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche – Patto per la Puglia – FSC 2014/2020 – Area di intervento “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali”.

Amalia Franco è un’artista indipendente la cui ricerca verte sulle contaminazioni tra danza, marionette ibride e maschere espressive che realizza lei stessa. Consegue il diploma d’attore e aiuto regista all’Accademia Internazionale di Teatro di Roma (2013). Coautrice di “Lembos” (2014), lavoro che fonde danza e figura, produzione Tessuto Corporeo (vincitore premio Confine Corpo, Festival Voci dell’Anima 2015, e premio della critica del Fringe Festival di Andria 2015). Performer per il Teatro del Lavoro nella realizzazione e relazione tra danza e marionette a filo. Manipolatrice e danzatrice per la compagnia internazionale La barca dei matti, diretta da Natacha Belova, Ifoperator Production. Partecipa al GD’A (Giovane Danza d’Autore) 2015 all’interno del percorso Nuove Traiettorie dedicato ai giovani coreografi. Cura il progetto “Tillandsie, drammaturgia urbana dei crolli” (Politiche Giovanili Regione Puglia). Autrice e performer in “Trittico. Cantillazioni”, ricerca sugli innesti tra particolari forme musicali classiche indiane, marionette ibride e danza (in collaborazione con Anna Moscatelli e Renata Frana), e in “Trittico. Lasciare andare con grazia”, opera per corpi danzanti e corpi inanimati ispirata alla Medusa, figura della mitologia greca.

Foto: Roberto Buresta

 

 

Il cartellone estivo predisposto dalla Compagnia Teatrale “Massimo Troisi” continua a riservare nuovi spettacoli, il gruppo di attori guidato dal fondatore e regista Raffaele Boccuni si cimenta in una rivisitazione del teatro di Carlo Goldoni.“La locandiera” arriva in versione riveduta e corretta sul palcoscenico ormai consueto dell’Auditorium Tarentum: l’appuntamento è in calendario domenica 16 giugno con inizio alle ore 20.

“La Locandiera”si trasforma in “Al cuor non si comanda”: il testo, scritto da Goldoni nel lontano 1751 dimostra, per la materia trattata, di essere attualissimo ancora oggi.
Il tutto si incentra sulle vicende dell’attraente Mirandolina, donna che possiede e gestisce con astuzia e gentilezza la locanda ereditata dal padre; di lei per modi, comportamenti e bellezza tutti finiscono per innamorarsi.
Tutti eccetto uno, il Cavaliere di Ripafratta:al contrario degli altri l’uomo la tratta con distacco e disprezzo. Mirandolina allora, ferita nell’orgoglio, decide di passare al contrattacco giurando di farlo innamorare.

Tanti sono i personaggi che animano la locanda e che non passano inosservati: a iniziare dalla coppia Gertrude-Ottavio con il loro figliolo Luigino, passando poi ai nobili Conte e Marchese, per finire alle attrici Ortensia e Dejanira le cui vicende, allegre e impertinenti permetteranno al pubblico di tornare a casa col sorriso sulle labbra e un messaggio importante in fondo al cuore.

Protagonisti sul palco saranno Mirandolina (Doriana Bonetti), Clarice (Marzia Panarelli), Fabrizio (Gianni Albertucci), Marchese (Antonio Lumaca), Cavaliere (Pino Capolupo), Conte (Francesco Bergami), Gertrude (Pina Aprea), Ottavio (Pino Calcagni), Luigino (Ivan Mellone), Ortensia (Carmela Pernisco), Dejanira (Eloisa Bracelli). La regia e il riadattamento del testo è curato da Raffaele Boccuni, giunto felicemente assieme alla sua compagnia al trentunesimo anno di attività teatrale.

Il costo dei biglietti è di 10 euro, che potranno essere acquistati in prevendita presso il Box Office di via Nitti 106 o direttamente presso il botteghino dell’Auditorium Tarentum la sera dello spettacolo: per informazioni sono a disposizione i numeri telefonici 0994540763 e 3389740544.

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