L’ISPRA su ex Ilva, Eni, discariche e bonifiche

 

L'audizione in Commissione Industria al Senato si è rilevata densa di dati e informazioni su tutta l'area di Taranto
pubblicato il 14 Giugno 2019, 08:30
25 mins

Si è svolta ieri presso la 10a Commissione Permanente del Senato (Industria, commercio, turismo) l’audizione informale del presidente dell’Ispra Stefano Laporta e dei responsabili tecnici dell’Istituto per i siti contaminati e le aree industriali. Con riferimento alle principali aree di crisi industriale complessa in Italia, Ispra ha presentato un approfondimento particolare su quella di Taranto (Comuni di Taranto, Statte, Montemesola, Massafra e Crispiano).

Un’audizione densa di dati, informazioni, considerazioni non solo sull’ex Ilva, sull’Eni, ma anche sulle bonifiche, sui tanti interventi previsti, sulle discariche, sui dati di inquinamento pregressi e tanto altro ancora. Un’audizione dalla quale abbiamo tratto un articolo che in realtà è più un documento utilissimo e fondamentale per comprendere al meglio la reale situazione dell’area di Taranto.

In primis l’Istituto Superiore per la Protezione e al Ricerca Ambientale (ISPRA) ha chiarito il ruolo nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) nell’area di crisi industriale complessa di Taranto (Comuni di Taranto, Statte, Montemesola, Massafra e Crispiano) che riguarda principalmente: controllo sugli stabilimenti in esercizio in AIA Nazionale soggetti alla direttiva IPPC IED (D.Lgs. 152/06 e s.m.i.); Supporto al MATTM (ministero dell’Ambiente) per la procedura di bonifica del Sito di Interesse nazionale (SIN).

ISPRA ha ricordato alla Commissione che svolge i controlli ispettivi ordinari e straordinari con il supporto di Arpa Puglia sulle prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzativi per l’esercizio degli impianti in AIA (Piano Ambientale) nazionale che insistono nell’area di crisi industriale complessa di Taranto: ovvero Arcelor Mittal Italia S.p.A. (Ex Ilva Spa), ENI Raffineria di Taranto, Arcelor Mittal Italia Energy Spa (Ex Taranto Energia).

Le attività di controllo sugli impianti industriali prevedono il coinvolgimento di Arpa Puglia (ed eventualmente dell’ ISPRA) nelle Commissioni ispettive sui Sistemi di Gestione per la Sicurezza (SGS) previste dal Decreto Legislativo 105/2015 sui controlli negli stabilimenti a Rischio d’incidente Rilevante (RIR).

(leggi tutti gli articoli sull’ISPRA https://www.corriereditaranto.it/?s=ispra&submit=Go)

A questo proposito ISPRA ha istituito nell’ambito della propria struttura una Sezione dedicata alle Valutazioni e Controlli sugli Stabilimenti Strategici di Interesse Nazionale che attualmente si occupa di: svolgere, con il supporto di Arpa Puglia, i controlli ordinari, a cadenza trimestrale, connessi con l’esercizio in AIA Nazionale dello stabilimento Artcelor Mittal Italia SpA di Taranto (Ex Ilva Spa); svolgere, su mandato dell’Osservatorio Permanente sull’ILVA di Taranto, istituito presso la MATTM-DVA, le verifiche di ottemperanza alle prescrizioni di cui al Piano Ambientale Ilva approvato con DPCM 29/09/2017; svolgere attività di vigilanza, con riferimento all’«area a caldo» del siderurgico, sottoposta a sequestro giudiziario, attraverso l’attivazione di uno specifico Coordinamento.

A partire dalla seconda metà del 2017 ISPRA, con particolare riferimento allo stabilimento Arcelor Mittal Italia di Taranto ha svolto le seguenti attività presentate alla Commissione.

Sopralluoghi e Ispezioni

2017-2018-2019– Esecuzione di n. 8 Ispezioni Ordinarie trimestrali ai sensi di legge tra 2017 e 2018 e primo trimestre 2019 con presenza alternata di n. 60 Esperti SNPA, di cui 23 di ISPRA e 37 di ARPA Puglia, tra Ispettori di AIA nazionale, Ispettori Seveso, Professionisti Abilitati, Esperti specifici e Tecnici Specialisti; 

2017-2018-2019 – Predisposizione di 8 rapporti di visita in loco con assegnazione di n. 75 tra condizioni e prescrizioni assegnate al Gestore, di cui 2 diffide; 

2017 – Risoluzione di n. 19 diffide, con prescrizioni e condizioni per il Gestore per il ripristino delle corrette condizioni di esercizio per il rispetto della tutela ambientale; 

2017-2018-2019 – Effettuazione di sopralluoghi in situ in almeno n. 26 aree e reparti produttivi dello stabilimento ArcelorMittal Italia Spa (Ex Ilva Spa) per la individuazione e risoluzione di questioni operative specifiche; 

2017-2018-2019 – Analisi e valutazione di centinaia di dati ed informazioni acquisite nel corso delle ispezioni ordinarie o attraverso specifiche richieste di integrazioni formulate a valle, per la verifica degli autocontrolli del Gestore, tra cui sono stati menzionati gli SME (Sistemi di Monitoraggio in Continuo delle Emissioni) che – per legge – identificano controlli diretti effettivamente validi anche per il rispetto dei valori limite. 

2018-2019  – Esecuzione di n.16 sopralluoghi finalizzati alla verifica di ottemperanza delle prescrizioni di cui al piano al piano ambientale ILVA Ex DPCM 29/09/2017.

2018 – 2019 – Predisposizione di 16 relazioni di sopralluogo preliminari sui riscontri acquisiti nel corso dei 16 sopralluoghi finalizzati alla verifica di ottemperanza delle prescrizioni di cui al piano al piano ambientale ILVA ex DPCM 29/09/2017. 

2019 – Esecuzione di n.12 verifiche di ottemperanza delle prescrizioni di cui al piano ambientale ex DPCM 29/04/2017 in scadenza il 31/12/2018 con redazione di n. 12 relazioni finali contenenti gli esiti e le proposte di prescrizione di cui n. 1 su mandato diretto dell’Osservatorio Permanente Ilva. 

2019 – Esecuzione di 5 sopralluoghi di vigilanza su n.11 interventi di adeguamento ambientale avviati di recente in area cokeria e su n. 4 interventi previsti in area agglomerato con redazione di 4 report di vigilanza e di 1 resoconto di sopralluogo.

Gestione operativa delle situazioni critiche 

2019 – Esecuzione di n. 2 sopralluoghi straordinari rispettivamente in marzo e maggio 2019 in 3 reparti produttivi del siderurgico: Cokeria, Agglomerato e Altoforno, con redazione di n. 2 relazioni di sopralluogo. 

2019 – Partecipazione al tavolo tecnico c/o Prefettura del 6 marzo 2019 sull’emergenza ambientale Taranto. 

2019 – Partecipazione al Tavolo Istituzionale permanente per l’area di Taranto (CIS).

2019 – Partecipazione agli incontri presso la Procura della Repubblica di Taranto e redazione della Nota Informativa sui Controlli 2018 – I trim 2019.  

Osservatori, Tavoli tecnici e GDL 

2019 – Partecipazione al GdL incaricato della validazione degli scenari emissivi in atmosfera attuali e post-adeguamento del siderurgico finalizzati all’analisi predittiva degli effetti connessi con la potenziale variazione del rischio sanitario a valle dall’attuazione del Piano Ambientale ILVA previsto dal DPCM 29/09/2017 e in relazione alla altre fonti di emissioni di inquinanti che insistono sul territorio; 

2019 – Coordinamento Tavolo Tecnico Bio-Monitoraggio secondo la prescrizione n. 93 del Piano di Monitoraggio e Controllo ILVA. 

2018-2019 – Partecipazione alle riunioni periodiche dell’Osservatorio Permanente ILVA e alle Conferenze dei Servizi Speciali ai sensi del DPCM 29/09/2019. 

Reparto Cokeria Esiti controlli (2018 – I trim 2019) 

ISPRA durante l’audizione ha poi ricordato che lo stabilimento è ad oggi autorizzato in AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) nazionale per la produzione al massimo di 6 milioni di tonnellate annue di acciaio, potenzialmente estendibili ad 8 milioni a valle della completa applicazione di quanto previsto dal Piano di Adeguamento Ambientale (2023) e a seguito di opportuna istanza. La produzione nel 2018 è stata di 4,6 milioni di tonnellate. 

La produzione giornaliera di coke nel periodo esaminato (gennaio 2018 – febbraio 2019) è compresa nell’intervallo 2800–3700 tonnellate/giorno. 

Le concentrazioni degli inquinanti nelle emissioni in atmosfera dei camini attivi inerenti al processo di cokefazione (E424, E426, E428) nel periodo gennaio 2018- febbraio 2019 risultano complessivamente al di sotto dei valori limite alle emissioni (VLE) autorizzati in sede di AIA. 

Per quanto riguarda invece le concentrazioni degli inquinanti nelle emissioni dei camini attivi inerenti allo sfornamento coke (E435, E436), le concentrazioni si situano anch’essi al di sotto dei VLE per quanto riguarda Nox, SOx e per le polveri. 

Reparto Agglomerato – Camino E312 Esiti controlli (2018 – I trim 2019) 

La produzione giornaliera di agglomerato nel periodo esaminato (gennaio 2018 – febbraio 2019) è compresa nell’intervallo 10.000–20.000 tonnellate/giorno. 

Le concentrazioni degli inquinanti nelle emissioni in atmosfera del camino inerente al processo di sinterizzazione (E312) nel periodo gennaio 2018-febbraio 2019 risultano al di sotto dei valori limite alle emissioni (VLE) autorizzati in sede di AIA. 

Relativamente alle quantità complessive di emissioni convogliate in atmosfera, sempre raffrontate a quanto autorizzato in AIA statale, dal camino E312 del processo di sinterizzazione le emissioni complessive di polveri ammontano, con riferimento al 2018, a 64 tonnellate/anno, a fronte di un valore autorizzato di 596 tonnellate/anno. 

Le emissioni convogliate di polveri dal Reparto Agglomerato ammontano, con riferimento al 2018, a 116 tonnellate/anno, a fronte di un tetto di emissione autorizzato pari a 1260 tonnellate/anno. 

Criticità riscontrate e questioni ancora aperte… 

Dopo aver elencato tutti questi dati, ISPRA ha dichiarato “che nonostante i controlli effettuati alla fonte nel corso del 2018 e nei primo trimestre del 2019 evidenzino un sostanziale rispetto delle prescrizioni autorizzative per quanto riguarda le concentrazioni e i flussi di massa degli inquinanti emessi in atmosfera, permangono le problematiche sull’area connesse all’ordine di grandezza della massa complessiva di inquinanti provenienti dall’intero siderurgico e al recente incremento della frequenza di apertura delle valvole di emergenza «bleeders» dovuto ad eventi accidentali“. 

C’è poi un passaggio dell’audizione, in cui l’ISPRA sembra delineare e spiegare il perché in alcuni frangenti e in determinati periodi, i deposimetri dell’area di Taranto abbiano registrato improvvisi picchi di inquinamento, diossina in primis. “Talune condizioni, come ad esempio particolari condizioni meteoclimatiche, variazioni nel tempo dell’intensità delle attività produttive nell’adiacente area industriale, movimentazione di materiali in grado di rilasciare microinquinanti organici sottoforma di particelle aerodisperse sedimentabili correlati con una situazione di inquinamento pregresso presente nell’area, possono dare origine a circostanziate singolarità rispetto a quanto normalmente misurato delle reti di controllo della qualità dell’aria esterne allo stabilimento con particolare riferimento alle reti deposimetriche“. 

Infine, l’ISPRA ha ricordato alla Commissione che recentemente il Ministero dell’Ambiente ha disposto, con Decreto Direttoriale del 27 maggio 2019, n. 188, il Riesame dell’autorizzazione integrata ambientale dello stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale Arcelor Mittal Italia S.p.A. diTaranto (ex ILVA S.p.A. in A.S.) subordinato agli esiti delle valutazioni del danno sanitario elaborate sulla base dei due attuali scenari emissivi di riferimento ossia quello riferito alla produzione di 6 milioni tonnellate/anno di acciaio attualmente autorizzata e quello previsto al completamento degli interventi elencati nel DPCM del 29 settembre 2017. 

Gli strumenti di pianificazione per i procedimenti di bonifica 

Si è poi passati ad analizzare la situazione inerente i vari procedimenti di bonifica aperti. L’area elevato rischio ambientale istituita con DPCM 30/11/1990 comprende i comuni di Taranto, Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte, area circa 564 Kmq, estensione costiera circa 35 Km.  Il Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio provincia di Taranto, approvato con DPR 23 aprile 98, con il SIN Taranto istituito L. 426/1998, perimetrato Decreto del 10/01/2000 pari ad un’area 114,9 kmq, aree a terra 41,8 kmq nei  Comuni di Taranto e Statte (di cui 22 kmq di aree private ,10 kmq di aree pubbliche e 9,8 kmq della Salina Grande), 73,1kmq di aree marine( 22 kmq nel Mar Piccolo e 51,1 kmq del Mar Grande), e sviluppo costiero di circa 17 km.

Le aree comprese nel SIN di Taranto  sono: area industriale e portuale di Taranto; area ex Cantieri Navali Tosi; area di foce del Canale d’Aiedda; area Romanelli- Gennarini; aree pubbliche della Salina Grande; aree della Gravina Leucaspide.

I soggetti coinvolti nei procedimenti di bonifica nell’area vasta di Taranto 

Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto (D.L. 17/08/12) a cui spettano interventi individuat inel Protocollo d’intesa de l26.07.2012, riguardano aree pubbliche presenti sia all’interno del perimetro del SIN che all’esterno.  

Tavolo istituzionale permanente per l’area di Taranto (DPCM 11/06/2015): il D.L. 05/01/15, prevede che l’attuazione degli interventi funzionali a risolvere le situazioni di criticità ambientale, socioeconomica e di riqualificazione urbana, riguardante la città e l’area di Taranto, sia disciplinata da uno specifico Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS). La norma prevede Tavolo istituzionale permanente per l’Area di Taranto (TIP),presso PCM al quale partecipano MEF, MATTM, MIT, MIBAC, Difesa, Regione, Provincia, Comuni dell’area Tarantina, il Commissario straordinario alle bonifiche, l’Autorità portuale, il Commissario del Porto, e altri soggetti pubblici coinvolti nello sviluppo dell’area: soggetto unitario programmazione interventi area Taranto; assorbe funzioni di tutti i precedenti tavoli tecnici; coordina le azioni in essere, definisce strategie comuni utili allo sviluppo compatibile e sostenibile del territorio dell’area di Taranto.

Osservatorio Piano ambientale ILVA (DPCM del 29/09/17): l’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione degli interventi previsti dal Piano ambientale ex art. 5, comma 4, del DPCM per l’esercizio dello stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale ILVA S.p.A. in A.S. di Taranto; è presieduto dal D.G. Direzione per le Valutazioni e le autorizzazioni ambientali del MATTM, Ministero coesione territoriale e mezzogiorno, Prefettura e Comune Taranto, Comune Statte, ISPRA, relaziona al Ministro

MATTM (ministero dell’Ambiente): Componente del Tavolo istituzionale per l’area di Taranto; Componente dell’Osservatorio permanente; Titolare, ai sensi dall’articolo 252 del D.Lgs.152/06, della procedura di bonificane dell’area SIN. 

Interventi a cura del commissario straordinario bonifiche e Avanzamento procedure di bonifica nell’area vasta di Taranto 

ISPRA ha ricordato poi gli interventi a cura del commissario straordinario Vera Corbelli: per il Comune di Statte – Nel 2014 è stato realizzato il Piano Caratterizzazione Area Vasta Aree Esterne al SIN di Taranto che comprende tutto il territorio comunale finalizzato a verificare la qualità dello strato di terreno più superficiale, con particolare riferimento ai microinquinanti organici (diossine e PCB). Le indagini sono state eseguite nel corso del 2014. Gli esiti del PdC hanno mostrato il superamento delle CSC per alcuni composti nei terreni a destinazione d’uso verde pubblico/residenziale e per la matrice acque sotterranee.

Nel Comune Taranto invece è a cura del commissario la caratterizzazione di alcune aree pubbliche nel quartiere Tamburi, alcune scuole e il Cimitero di San Brunone sotto il coordinamento del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica. 

(leggi gli articoli sulle bonifiche https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifiche&submit=Go)

ISPRA ha poi relazionato sull’avanzamento delle procedure di bonifica ILVA:

CaratterizzazioniAttività caratterizzazione ambientale (2004-2005, 2014, 2014-2015); 2004-2005: in area ILVA-SANAC e versante est della Gravina Leucaspide; o 2014: Sporgenti n. 2, 3, 4 e 5 in area in concessione a ILVA; 2014-2015: caratterizzazione integrativa Parchi Minerari e Parco Loppa;

Attività per la redazione della Relazione di riferimento ex-D.M. 272/2014 (2016). Indagini centri di pericolo (serbatoi, vasche, depositi materie prime, cabine elettriche, aree delle discariche SEA e delle cave PCA), attuazione prescrizioni riesame dell’AIA.

Risultati delle indagini, validate da ARPA Puglia, evidenziano diffusa contaminazione acque di falda superficiale e profonda, in particolare da metalli e IPA, oltre a PCB in tutti i piezometri localizzati negli Sporgenti.

I procedimenti sono rallentati per contenziosi amministrativi sui provvedimenti MATTM su misure di messa in sicurezza, caratterizzazioni e bonifiche.

L’effetto è che per SIN di Taranto, la cui superficie è costituita per oltre il 50% dallo Stabilimento ILVA, non si dispone di una serie storica adeguata di dati relativi alla qualità delle acque sotterranee profonde e superficiali, validati dall’ARPA.

Inoltre le attività monitoraggio falda condotte periodicamente dal Gestore, in autocontrollo, da pozzi in emungimento e da piezometri ubicati presso discariche i cui esiti vengono trasmessi nell’ambito delle relazioni trimestrali/annuali previste dal provvedimento autorizzativo AIA.

Relazione riferimento ex-D.M. 272/2014 

Nella Relazione del marzo 2017 è stata riportata la valutazione delle indagini effettuate su acquifero superficiale e profondo e una valutazione complessiva delle indagini effettuate su top-soil e terreni (a partire da quelle del 2004) pur con i limiti legati all’utilizzo di differenti set analitici e limiti di rilevabilità. 

Gli esiti delle indagini hanno evidenziato la presenza dei seguenti parametri in concentrazioni superiori alle concentrazioni soglia di contaminazione
nel terreno: metalli e IPA, nella falda superficiale: metalli, altre sostanze inorganiche, IPA, BTEX e solventi clorurati e nella falda profonda: metalli, altre sostanze inorganiche, IPA e solventi clorurati. 

Per quanto riguarda la MISE (Messa in Sicurezza d’Emergenza) della falda è previsto intervento di messa in sicurezza della falda in area parchi denominato pump&treat. Interventi connessi con prescrizioni richiamate sia nel piano ambientale 2014 che nel piano ambientale 2017.

E c’è un progetto approvato prevede la realizzazione di tre tratti di barriera idraulica e di un tratto di barriera fisica, da realizzarsi in quattro fasi distinte e dipendenti dalla verifica o meno dell’efficacia del sistema barriera.

Per quanto riguarda invece il complesso tema delle discariche, ISPRA ha relazionato dichiarando che i rifiuti derivanti dalle attività connesse all’esercizio dello stabilimento sono stati negli anni abbancati, con differenti modalità, in diverse aree sia interne che esterne al perimetro del SIN.

Gran parte delle discariche ricadono all’interno del procedimento AIA. Altri siti adibiti in passato allo stoccaggio di rifiuti non rientrano nella procedura AIA e sono state oggetto di sequestro da parte del GIP del Tribunale di Taranto nell’ottobre 2018.

Esistono inoltre diversi siti nella Provincia di Taranto, in maggioranza ex-cave, in cui, prevalentemente nel corso degli anni 80, è stata abbancata una grande quantità di loppa e scoria tuttora presente. I principali siti sono nella proprietà Italcave e nella ex-cava in località Amastuola, di proprietà ILVA e localizzata nel comune di Martina Franca.

Gli 1,2 milioni di loppa e scoria siderurgica presso Italcave sono ad oggi oggetto di attività di caratterizzazione in vista della ricollocazione sul fondo della cava, già autorizzata come III Lotto di discarica, o per la rimozione in caso di non conformità al recupero del rifiuto.

(leggi gli articoli sulle discariche https://www.corriereditaranto.it/?s=discariche&submit=Go)

L’audizione ISPRA si è poi spostata sull’avanzamento procedure di bonifica ENI Raffineria. 

Nle 2002-2004 è stata effettuata una caratterizzazione ambientale dei suoli e delle acque sotterranee.

A seguito delle risultanze della caratterizzazione sono stati avviati gli interventi di bonifica delle acque di falda del sito e del suolo sottosuolo.

Il Progetto definitivo di bonifica delle acque di falda è stato approvato con Decreto del MATTM n. 5196/TRI/DI/B del 02/09/2004.

Il Progetto definitivo di bonifica suolo e sottosuolo è stato invece approvato con Decreto del MATTM n. 5196/TRI/DI/B del 31/07/2014.

Con cadenza semestrale sono svolte le attività periodiche di monitoraggio idrogeologico e idrochimico della falda superficiale e profonda finalizzate alla verifica dell’efficacia degli interventi di bonifica in ottemperanza al Progetto Bonifica Acque di Falda. 

(leggi gli articoli sulla raffineria ENI https://www.corriereditaranto.it/?s=eni&submit=Go)

ISPRA ha poi evidenziato le criticità emerse nei procedimenti di bonifica nell’area vasta di Taranto.  In primis l’ANALOGIA TRA AREE INTERNE AL SIN E AREE ESTERNE per utilizzo e stato qualitativo delle matrici ambientali. Ci sono poi le problematiche inerenti la contaminazione: procedura interno al SIN a carico MATTM esterne al Commissario e/o comuni possibilità verifichino disallineamenti tecnici, o approcci differenti in aree caratterizzate da un assetto geologico- idrogeologico comune e da modelli concettuali simili (come ad esempio per le discariche ILVA, o la caratterizzazione dell’area industriale di Statte).  

ISPRA ha infine ricorda che Il Tavolo istituzionale permanente per l’area di Taranto è la struttura alla quale fare riferimento per tutte le problematiche dell’area utili allo sviluppo compatibile e sostenibile del territorio e interessa appunto l’intera area tarantina; il Commissario straordinario ha assicurato l’attuazione degli interventi previsti dal Protocollo d’Intesa del 26 luglio 2012 tutti compresi nell’area tarantina; l’Osservatorio monitora dell’attuazione del Piano ambientale dell’ILVA comprendendo l’area oggetto della procedura AIA.

Detto ciò, per l’ISPRA è “auspicabile un’organizzazione e una maggiore condivisione dei dati quantitativi e qualitativi inerenti i terreni e le acque sotterranee (sistema informativo territoriale comune a tutti i soggetti coinvolti nella tematica). La realizzazione di tale strumento faciliterebbe l’aggiornamento del modello concettuale del sito ed il predisporre un piano di monitoraggio della falda profonda e di quella superficiale coordinato tra tutti i soggetti a vario titolo coinvolti.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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