Corno d’Africa, grande gioco

 

Troppo importante, e per tutti, questa regione, al centro di forti attenzioni geopolitiche
pubblicato il 12 Giugno 2019, 09:53
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Incastonato tra Asia e Africa e avamposto verso il Mar Rosso e l’Oceano Indiano, il Corno d’Africa è una penisola diventata nell’ultimo quindicennio protagonista di fenomeni e dinamiche politico-economiche rilevanti a livello globale, tali da renderla estremamente importante.
Il Corno d’Africa comprende 170 milioni di persone, centinaia di gruppi etnici, decine di zone climatiche differenti e diversi livelli di sviluppo umano, organizzazione economica, passato coloniale e influenze politiche moderne, il tutto in circa 3,6 milioni di km2. La vicinanza a diversi scenari di crisi (tra tutti lo Yemen e recentemente il Sudan) mantiene una sua preminenza geopolitica. La posizione geografica altamente strategica ha favorito una corsa verso la regione da parte di attori esterni impegnati ad aumentare la propria presenza e influenza attraverso l’installazione di strutture militari, la costruzione di hub logistico-portuali per il controllo delle rotte marittime commerciali del quadrante sub-continentale afro-asiatico-indiano. Una concentrazione di medie e grandi potenze, regionali e internazionali, ben presenti in forma più o meno evidente nell’area e pronte ad intervenire in loco per far valere i propri interessi strategici, contribuendo ad aumentare la competizione primariamente commerciale-infrastrutturale e in alcuni casi partecipando a trasferire tensioni politiche estranee alla regione.
La regione si contraddistingue inoltre per una rinnovata valenza geopolitica e strategica, anche in termini di sicurezza, come dimostrano le missioni internazionali e l’elevato numero di basi militari straniere impegnate nel contrasto ai fenomeni destabilizzanti come il terrorismo internazionale e i fenomeni pirateschi. Ragion per cui da alcuni anni si sta assistendo ad una penetrazione di attori interessati a sfruttare la centralità strategica dell’area per definire processi di influenza.

Tra i paesi particolarmente interessati a espandere la propria presenza nel Corno d’Africa vi sono diverse realtà quali Turchia, monarchie del Golfo, Iran, Israele ed Egitto, tutte interessate a proteggere il proprio interesse nazionale attraverso un’espansione della propria agenda politica nei territori dell’Africa orientale. La regione è, inoltre, teatro di frequenti crisi umanitarie e ambientali ed è al centro delle dinamiche migratorie che si riflettono sull’intero centro e nord Africa e sul continente europeo.
Il Corno d’Africa è collocato tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden, a ridosso dello stretto di Bab al-Mandeb, arteria chiave del commercio internazionale tra l’Europa e l’Asia. Attraverso il Canale di Suez, il Mar Rosso e lo stretto di Bab al-Mandeb – che rappresentano la rotta marittima più rapida e trafficata per raggiungere l’Asia dall’Europa e viceversa – transita il 10% di tutto il traffico merci marittimo mondiale, comprese le nuove Vie della seta cinese e ora anche giapponese. La rilevanza della regione dipende inoltre anche dalla sua prossimità allo Yemen, teatro emergente della rivalità tra le superpotenze regionali Arabia Saudita, Iran e Qatar, ma anche dall’accesso che offre ai mercati ancora poco esplorati dell’Africa subsahariana.
Del “grande gioco” fanno parte oltre a paesi mediorientali, anche la Russia, l’India, la Cina, gli USA e diversi paesi europei. Fin dall’antichità, la costa del Corno d’Africa è stata ambita dalle potenze marittime straniere – fatto che ha consentito di sviluppare profondi legami geopolitici. Recentemente si è aggiunto un nuovo fattore alla rivalità tra Golfo arabo e Iran, ovvero la tensione tutta interna al mondo arabo e specialmente alle monarchie del Golfo, rappresentata dalla frattura tra Qatar e il cosiddetto “quartetto arabo” (Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Emirati) a causa del presunto sostegno di Doha a gruppi terroristi e della sua vicinanza all’Iran. Dettata dal tentativo soprattutto di Arabia Saudita ed EAU di consolidare la propria posizione nel Medio Oriente allargato, questa crisi diplomatica ha scatenato un riallineamento delle alleanze con i paesi del Corno, da quel momento invitati a schierarsi con uno dei due blocchi, e ha spinto altre potenze esterne a incrementare a loro volta la propria presenza per contrastare l’influenza dei paesi rivalI.
Gli attori internazionali presenti nella regione hanno agende diverse ma caratterizzate da alcuni elementi comuni, sia di natura politico-militare sia di carattere economico-commerciale. Posizionarsi lungo le coste del Corno significa anzitutto assicurarsi una posizione favorevole lungo le rotte chiave del commercio internazionale – di importanza crescente, visto che da lì passa la rotta marittima della nuova Via della seta cinese – o in prossimità di importanti teatri di conflitto come lo Yemen.
Vi è dunque una componente di sicurezza economica che, visto il passaggio di numerosi porta-container e petroliere tra il Mar Mediterraneo e l’Oceano Indiano, intende salvaguardare interessi commerciali ed energetici da fattori di insicurezza come la presenza di pirati, movimenti jihadisti e gruppi insorgenti dotati di sviluppate capacità missilistiche come gli Houthi – la cui minaccia missilistica ha spinto i sauditi ad interrompere per un breve periodo il transito di petrolio per lo stretto di Bab al-Mandeb. A questo si aggiunge l’interesse ad assicurarsi contratti per l’acquisizione di terreni agricoli e industrie agro-alimentari locali necessari per soddisfare le esigenze di sicurezza alimentare di alcune potenze esterne, ma anche concessioni per l’estrazione di minerali e petrolio e opportunità offerte dai mercati africani (e dalla classe media in espansione) in un’ottica di diversificazione delle proprie economie (soprattutto per quanto riguarda i paesi produttori di petrolio). La componente economica dell’agenda degli attori internazionali rivela in realtà quanto sia forte il suo legame con interessi politici e di espansione della propria sfera di influenza, spesso provocando ulteriori miserie e versamenti di sangue di vittime civili.
Vi propongo un vecchio viedeo della regione del Corno d’Africa per descrivervi la vita in queste regioni, senza parole ma con commento musicale.

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