Arsenale, RSU: “E il Governo del ‘cambiamento’?”

 

Durissima critica al ministro Trenta e ai parlamentari tarantini: "Tempo scaduto"
pubblicato il 12 Giugno 2019, 09:39
5 mins

L’Arsenale di Taranto è strategico e importantissimo per la Marina Militare Italiana, per la difesa del nostro Paese e per tutto il sistema di difesa e controllo del Mediterraneo, all’interno dell’Alleanza Atlantica. Quante volte ci siamo sentiti ripetere da parte di tutti i Governi di tutti i colori politici questo ritornello? E, quante volte, a parole e mai nei fatti, ci siamo sentiti dire che la vertenza della RSU e delle OO.SS. tutte, indistintamente e unitariamente, era perfettamente condivisibile e bisognava agire con urgenza (investimenti per un massiccio turn over, sulla formazione sulle nuove Unità Navali e alle infrastrutture)? Troppe volte e ogni volta quando ormai era evidente che le chiacchiere erano tante ma i fatti stavano a zero, non abbiamo mai lesinato critiche, con tutte le forze sociali del territorio e con le rappresentanze istituzionali (Comune, Provincia, Regione) abbiamo costruito un fronte unitario per salvare un pezzo di economia fondamentale per la nostra città e per le politiche di difesa del Paese”. E’ la considerazione del coordinatore RSU Arsenale Mimmo Bellangino, all’indomani della Giornata della Marina Militare a cui ha partecipato anche il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e – per onor di cronaca – disertato proprio dalla rappresentanze sindacali territoriali.
“Purtroppo oggi ci tocca constatare che, anche questo Governo che si è autodefinito ‘Governo del cambiamento’, di cambiamento ha ben poco se non le persone che siedono sulle comode poltrone, a capo dei Ministeri. Anche questa ministra della Difesa, la ministra Trenta, in perfetto stile di continuità con chi la ha preceduta, non solo non è passata dalle parole ai fatti ma non ha neanche la faccia, il coraggio che il ruolo istituzionale le imporrebbe, di confrontarsi con le parte sociali a livello nazionale e a livello territoriale – prosegue Bellangino -. Gli annunci delle sue visite a Taranto, le cancellazioni, le timide apparizioni, ne sono conferma. E che dire della folta pattuglia dei parlamentari che ci rappresentano in Parlamento? Li abbiamo coinvolti, con loro condiviso un percorso che pensavamo di ‘cambiamento’ e anche loro, come la loro Ministra si sono eclissati, chiusi in un silenzio davvero fastidioso e inaccettabile per un territorio che ha dato loro una opportunità unica e… crediamo irripetibile. I tarantini sapranno ripagare al momento opportuno”.
“Questo territorio è davvero stanco di promesse non mantenute e di accordi disattesi – commenta amaro Bellangino -. Taranto è ormai una polveriera che rischia di esplodere. Sul fronte delle due più importanti e numerose attività produttive stiamo verificando l’inattendibilità del Governo. Sull’accordo ArcerolMittal di settembre, l’Azienda ha annunciato un pesante e pericoloso ricorso alla cassa integrazione, non previsto negli accordi. Sul fronte del sistema Difesa, in una fase in cui, per i prossimi 2 anni , è previsto il più grosso impegno lavorativo dell’Arsenale, con il più imponente tonnellaggio ai lavori, se non si interviene con massicci provvedimenti di urgenza e con leggi speciali, a rischio sono le stesse manutenzioni navali e quindi gli impegni militari del nostro Paese. E’ del tutto evidente che vista la situazione, il tempo per il confronto con la Ministra e con i parlamentari del territorio è scaduto”.
“Richiediamo un immediato confronto con il vice premier ed il Ministro per lo Sviluppo economico e del lavoro nonché un intervento del Capo dello Stato, in qualità di Capo Supremo delle forze armate perché con la grave crisi dell’Arsenale, a rischio è non solo l’economia di questo territorio martoriato ma anche l’operatività della Forza armata. Taranto pretende un’attenzione diversa – conclude il coordinatore -. Qui, con il più grosso centro siderurgico, con la più importante base navale e Arsenale, si giocano le sorti della politica Industriale e militare del Paese. Questo ruolo costa a Taranto un vero patrimonio sociale in termini di salute, sicurezza e occupazione di imponenti aree. Questo ruolo ha imposto alla comunità ionica immani sacrifici, è ormai maturo il tempo per risposte concrete. Ministri o parlamentari che fuggono di fronte alle loro responsabilità, non sono idonei per gestire, nei tempi necessari, le opportune soluzioni per la salvaguardia economica e sociale di questo territorio, coniugata con le esigenze nazionali delle politiche industriali e militari”.

Condividi:
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)