Giornata della Marina, i sindacati disertano

 

Vertenza Difesa: "Troppi problemi sul tappeto che il vertice politico continua a ignorare"
pubblicato il 10 Giugno 2019, 08:34
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FP Cgil, Cisl FP, Uil PA e Confasl Unsa non partecipano alle celebrazioni della Giornata della Marina, in programma questa mattina, nella Stazione Navale Mar Grande, alla presenza del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e dei massimi vertici militari.
“Non possiamo certo nascondere il compiacimento all’indomani della scelta, ricaduta sulla città di Taranto, come sede della festa nazionale della MM – scrivono in una nota congiunta i sindacati -. Il racconto della M.M. nel territorio ionico è, infatti, un intreccio profondo di legami storici ed economici, di emozioni esaltanti ma anche di aspettative tradite. E’ il racconto di un amore, talvolta tormentato, in cui i cittadini partecipano da protagonisti agli eventi che l’illuminata conduzione dell’attuale vertice militare di Marina Sud, ha moltiplicato nel numero e nella qualità, contribuendo a rendere la MM più vicina alla comunità e le sue strutture maggiormente fruibili. Ma il ruolo delle locali rappresentanze sindacali non consente loro di circoscrivere il giudizio a tali aspetti, stante il permanere di elementi di criticità, a cui la politica nazionale non ha mai dato risposte, e in un territorio dove gli insediamenti della Difesa hanno condizionato l’economia rendendola un tempo florida, ma adesso contribuendo a deprimerla”.

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta

“In una comunità, già notoriamente tormentata, le attività produttive del Ministero Difesa e le problematiche da anni irrisolte rischiano, infatti, di assegnarle un altro primato negativo – prosegue la nota -. La mancanza di investimenti nell’area industriale e il mancato ricambio occupazionale rappresentano solo gli aspetti più appariscenti di un sistema in progressivo degrado. Le interlocuzioni degli ultimi mesi con il vertice politico, utili per rappresentare le esigenze più evidenti, non hanno però prodotto alcun risultato concreto, rendendo non percepibile l’auspicato cambiamento”.
Le organizzazioni sindacali rinnovano, dunque, “anche nel nostro territorio, le priorità già rappresentate a livello nazionale e che caratterizzano la complessiva vertenza Difesa, fra cui: il superamento dei vincoli imposti dalla legge 244/2012, con cui sono stati tagliati 10.000 posti di lavoro del personale civile per finanziare carriere e stipendi d’oro; un urgente piano straordinario di assunzioni alla quale vanno destinati investimenti adeguati e in cui realizzare la riapertura delle ex scuole operai; il recupero del divario economico esistente tra la retribuzione accessoria attribuita ai lavoratori civili della difesa e quella percepita dai colleghi impiegati in altri Ministeri e amministrazioni; lo sblocco delle progressioni tra le aree funzionali del personale civile, a partire dal personale della 1^ area. Peraltro, sebbene specifica, la vertenza della Difesa si inserisce nella più generale vertenza del pubblico impiego che è al centro delle attuali iniziative nazionali con cui CGIL CISL e UIL hanno richiesto di ripianare gli organici e di procedere alle assunzioni come atto di responsabilità nei confronti del paese, di chi crede che i servizi pubblici siano un presidio di legalità, di democrazia e di unità nazionale”. Ecco perchè le Federazioni territoriali, “in coerenza con le iniziative di mobilitazione nazionale, e alfine di richiamare l’attenzione sulla condizione di gravità del settore produttivo ed occupazionale del Ministero della Difesa nel nostro territorio, ritengono di non partecipare alle celebrazioni per la Festa della Marina del 10 giugno, non per rimarcare una distanza ma per evidenziare un‘esigenza altrimenti ignorata”.

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