Bollo auto: la nuova normativa

 

pubblicato il 09 Giugno 2019, 11:40
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Il bollo auto è un’imposta che ogni proprietario di autovettura deve pagare. Pare che a breve le cose, però, potrebbero presto cambiare, e purtroppo in peggio. Ricorderete che, già a partire dal mese di marzo scorso, il governo era intervenuto con la famosa ecotassa per penalizzare l’acquisto di auto particolarmente inquinanti, premiando al contempo l’acquisto di auto elettriche o, comunque, a bassa emissione, mediante quello che stato ribattezzato l’ecobonus.
Adesso, si sta discutendo di un ulteriore cambiamento: collegare direttamente l’importo del bollo auto all’emissione di CO2, non solo per le nuove auto, ma anche per quelle che già circolano. Sarebbe la diretta applicazione del noto principio europeo “più inquini, più paghi”.
Si tratterebbe di un pericoloso aumento che rischia di colpire praticamente chiunque, ma soprattutto coloro che, non potendosi permettere un nuovo veicolo, circolano con la loro vecchia vettura.
Un breve refresh sul bollo: il bollo deve essere pagato annualmente da chi risulta proprietario di una o più automobili, indipendentemente dal fatto che il veicolo circoli o meno. Per diverso tempo, erroneamente il bollo è stato qualificato come una tassa di circolazione, oggi, definitivamente, possiamo qualificarlo in modo corretto come una tassa sulla proprietà.
Si tratta di un tributo regionale e ogni Regione ha la possibilità di prevedere una normativa diversa per il bollo auto; sostanzialmente, però, la disciplina è analoga sull’intero territorio nazionale.

L’importo del bollo auto è sempre stato calcolato in base alla potenza del veicolo, espressa in chilowatt (kw) oppure in cavalli, e solo in parte sulla base del suo impatto ambientale (classe di inquinamento).
Se la riforma andrà in porto, il sistema di calcolo del bollo da pagare passerà proprio per i criteri di quantificazione: maggiore sarà l’impatto ambientale del veicolo, maggiore sarà l’importo del bollo auto.
Il cambiamento si deve alla sottoscrizione, operata dal governo italiano, del protocollo «Aria pulita», firmato Torino dal premier Giuseppe Conte con sei ministri (Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti, Politiche agricole, Salute), Regioni e Province autonome.
Detto protocollo trova la sua genesi nelle due procedure d’infrazione che l’Unione Europea ha avanzato contro l’Italia per il mancato rispetto della normativa rispetto alle emissioni inquinanti. Per dirla tutta, servono misure per soddisfare l’Europa e soldi per coprire il debito pubblico. Aumentando il bollo auto in base alle emissioni, si soddisfano entrambe le esigenze.
Si badi al fatto che le modifiche al bollo auto -da proporzionarsi all’impatto ambientale del veicolo- non sono ancora legge in quanto il richiamato protocollo di Torino, sottoscritto dal Governo, afferma che il ministero dell’Economia e delle Finanze devono formulare, entro 180 giorni, una proposta legislativa vera e propria, individuando criteri più specifici di determinazione dell’importo del bollo. In tal caso, inutile negarlo, ci dobbiamo aspettare un aumento significativo del bollo auto per quasi tutti gli automobilisti.
Il criterio sarà assai semplice: il bollo auto verrà commisurato alle emissioni di anidride carbonica: si baserà, cioè, sui consumi di combustibile, proporzionali alle emissioni di co2. A differenza dell’ecotassa, però, il nuovo bollo auto colpirà chiunque, cioè anche i proprietari di auto già in circolazione; l’effetto sarà dirompente perché coloro che, non potendosi permettere un’autovettura di ultima generazione e, pertanto, meno inquinante, saranno costretti a viaggiare con la propria vecchia auto a benzina, riceveranno un bollo salatissimo.
Infatti, le auto alimentate a benzina saranno le più colpite. Ciò pare chiaro se solo si pensi che il diesel seppur maggiormente inquinante in termini di emissioni di biossido di azoto e particolato, non lo è in termini di anidride carbonica.
Se si tiene conto di uno studio della società inglese di analisi Emissions Analytics, le vetture diesel maggiormente inquinanti in Italia sono:
la Fiat 500X;
la Hyundai i30 (Euro 5);
la Bmw X3 (Euro 5);
l’Audi A8 (Euro 6);
la Jaguar XF (Euro 5);
le Nissan Juke e Qashqai (Euro 6);
la Volvo V60 (Euro 5);
la Renault Megane (Euro 6);
la Range Rover (Euro 5);
la Peugeot 308 (Euro 5).

Se siete proprietari di una di queste auto, preparatevi perché, probabilmente, sarete quelli a subire un sostanzioso aumento del bollo auto.

avv. Massimiliano Madio

www.studiolegalemadio.it
[email protected]

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