Emissioni a febbraio, fu colpa di una nave

 

Il 9 febbraio forti odori in città. L'ARPA ha stabilito che la responsabilità fu di una nave ormeggiata al Campo Boe Mare dell'Eni
pubblicato il 08 Giugno 2019, 11:54
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ARPA Puglia ha pubblicato una relazione su quanto accaduto lo scorso 9 febbraio 2019, quando pervennero all’Agenzia 33 segnalazioni, di cui 23 validabili, relative alla presenza di sostanze odorigene percepite a Taranto nella fascia oraria compresa prevalentemente tra le ore 10 e le ore 12 e che hanno interessato inizialmente le aree prospicienti il Mar Grande (es. Viale Virgilio) per poi investire anche altre zone più interne (es. via Dante Alighieri, via Zara, etc). 

Le informazioni raccolte circa le condizioni meteo al momento delle segnalazioni, che hanno registrato venti in prevalenza da Ovest e Ovest–Nord-Ovest, ed i luoghi e l’ora di ricezione delle stesse, hanno portato l’Agenzia a ritenere “che l’evento odorigeno sia stato determinato dal rilascio in atmosfera da parte di navi presenti in Mar Grande che trasportavano specie chimiche con potenziale odorigeno“. In particolare, in base alle evidenze raccolte, in concomitanza agli eventi odorigeni, “si è accertato che erano presenti alcune navi cisterna che trasportavano prodotti idrocarburici destinati alla Raffineria di Taranto (Campo BOE ENI e Pontile ENI) o che avevano completato le operazioni di caricazione da detto stabilimento (Pontile ENI) ed erano in attesa di disormeggio.

Nella relazione, per completezza di informazioni, è stato riportato anche quanto riferito dalla Capitaneria di Porto che ha segnalato la presenza, alla fonda, anche di una nave militare successivamente diretta agli ormeggi nella Base navale e di un’altra nave militare in ingresso alle ostruzioni e diretta allo stesso ormeggio. 

L’Agnezia ha condotto alcune simulazioni modellistiche con il modello lagrangiano a particelle SPRAY, “al fine di valutare l’area di impatto dei possibili inquinanti emessi nel corso dell’evento dalle sorgenti emissive ascrivibili alle attività della raffineria ENI nonché la possibile concordanza delle aree di ricadute prodotte dalle suddette emissioni con le segnalazioni pervenute“. L’impatto è stato valutato sia considerando le emissioni “ordinarie” associate alla raffineria (ovvero emissioni convogliate, areali e portuali), sia le emissioni derivanti dalle attività di movimentazione di idrocarburi svolte
da ENI in corrispondenza del Campo Boe Marino (CBM). Il sistema modellistico utilizzato “è incentrato sul modello lagrangiano a particelle, che rappresenta il codice modellistico più adatto a valutare, in condizioni 19 meteorologiche complesse come le aree costiere, l’impatto diretto di sorgenti emissive attraverso la ricostruzione dei meccanismi di dispersione“.

In particolare “la simulazione è stata condotta a partire dalle ore 09 del 9 Febbraio fino alle ore 00 del 10/02/2019. Dato che l’evento odorigeno si è verificato nella fascia oraria compresa tra le ore 10 e le ore 12 del 9 Febbraio 2019, sono state estrapolate le mappe relative alle concentrazioni mediate nel suddetto periodo temporale relative alle emissioni convogliate, areali, portuali, associate alle attività della raffineria ENI in zona industriale, e alle emissioni derivanti dalle attività di movimentazione di idrocarburi, svolte da ENI in corrispondenza del Campo Boe Marino (CBM). Sulle stesse mappe sono state rappresentate le segnalazioni pervenute ritenute valide. Le mappe di concentrazione al suolo prodotte dal modello di dispersione, mediate in tale fascia oraria, evidenziano come la sorgente, la cui area di impatto risulta più compatibile con le segnalazioni pervenute, possa essere la nave ormeggiata al Campo Boe Mare, in quanto tutte le altre sorgenti ordinarie avrebbero prodotto delle ricadute in zone del comune di Taranto (ad esempio quartiere Tamburi), dalle quali non sono pervenute segnalazioni” concludono dall’Agenzia. 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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