Furti di rame, sei arresti: operazione dei Carabinieri di Matera

 

La banda di rumeni operava tra Matera e il tarantino. In manette anche un massafrese, accusato di ricettazione
pubblicato il 05 Giugno 2019, 17:44
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Uno scontrino lasciato su uno dei luoghi dei furti di rame, l’elemento a dare la svolta alle indagini dei Carabinieri di Matera. E’ chiuso il caso Alta tensione, con otto misure restrittive, tra Castellaneta, Massafra e Palagiano. Sei le persone finite in carcere e due sono latitanti. Rubavano l’oro rosso per rivenderlo. Nella mira, l’Italcementi di Matera e le Ferrrovie Sud Est, danneggiate complessivamente per oltre un milione di euro. Causati inoltre gravi disservizi alle ferrovie, tra Noci, Putignano, Alberobello, Crispiano e Martina Franca. Il gruppo, ben organizzato, ha messo a segno 16 furti in un anno, rubando 12mila metri di cavi, per un peso di 18mila kg ed un valore di mercato di 100mila euro. E’ quanto descrive dettagliatamente il sito www.trmtv.it.

A gestire il tutto, George Bujor, 30enne rumeno. Suoi concittadini gli altri: Marian Popa, 28 anni, braccio destro di Bujor, già arrestato il 13 marzo 2017 per possesso di rame, rubato alla ex Miroglio di Castellaneta; ancora, Silviu Dorin Lazorec, 30 anni; Cristi Marian Ciupala, 28 anni; Petre Paun, 48enne. Ed il massafrese Francesco Fiorente, 41 anni, con il ruolo di ricettatore, titolare di una attività sulla via Appia nel comune pugliese. Luogo dello smercio del rame recuperato. Agivano con un sistema collaudato, da professionisti del settore.

I colpi erano organizzati in tre fasi, spiega il Procuratore di Matera, Pietro Argentino: una fase preparatoria, durante la quale sceglievano il luogo del furto, acquistavano gli attrezzi e li nascondevano sul posto dopo accurato sopralluogo. Una seconda fase operativa, in cui tagliavano i cavi. Raggiungevano posti fuori mano con l’aiuto di un quad, col quale trasportavano i cavi fino a un furgoncino. Ed infine, la consegna a Fiorente e la suddivisione del derivato. Dovranno rispondere di associazione a delinquere, furto e ricettazione. Le indagini sono scattate subito dopo il primo furto le indagini, alla Italcementi, nel novembre del 2017. A coordinarle, con il Procuratore Argentino, il pm Maria Cristina De Tommasi. I provvedimenti sono stati firmati dal gip Rosa Angela Nettis. Oltre alle prove lasciate sul posto, come lo scontrino che portato ai filmati delle telecamere dell’esercizio commerciale che lo ha emesso, anche le intercettazioni sono state schiaccianti. In rumeno, ma esplicite e dettagliate, conclude la testata giornalistica.

Arrestati  i “signori del rame”: il plauso di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi)

«Esprimiamo il nostro plauso ai Carabinieri per l’ultima brillante operazione che, nei territori di Castellaneta-Massafra-Palagiano, ha portato ad assicurare alla giustizia un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti e ricettazione di rame». È quanto dichiara il presidente provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), Pietro De Padova.

«Siamo grati alle donne e agli uomini dell’Arma – ha aggiunto Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari – perché la loro operazione pone fine a una lunga serie di furti di rame che ha creato enormi danni alle aziende agricole della zona, a causa dei ripetuti guasti alle linee elettriche».

Una questione che la declinazione provinciale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia ha più volte sollevato, mettendola al centro di denunce, iniziative, proposte per aumentare il livello di sicurezza nelle campagne contro le agromafie e la criminalità organizzata.

Nell’operazione sono stati eseguiti 6 provvedimenti restrittivi per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti e ricettazione di rame; le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera.

L’esecuzione ha portato alla luce le modalità e gli autori di numerosi furti, commessi dal novembre 2017 al dicembre 2018, in cui sono stati trafugati circa 12mila metri di cavi di rame del peso equivalente a circa 18mila kg e del valore di mercato di 100mila euro, con danni per oltre il milione di euro. Lo scorso gennaio, fu proprio CIA Due Mari a chiedere l’intervento del Prefetto di Taranto dopo l’ennesima interruzione di corrente elettrica dovuta al furto di cavi nella zona di Montecamplo, a Castellaneta. Abitazioni, aziende agricole e allevamenti restarono senza energia elettrica. Proprio in quella occasione, i dirigenti di CIA Due Mari richiamarono l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di fornire alle forze dell’ordine maggiori risorse di uomini e mezzi.

«Un territorio così esteso ha esigenza di essere presidiato continuamente in tutte le ore del giorno. Peraltro va dato atto che le forze dell’ordine presenti con la loro azione repressiva frequentemente arrestano individui sorpresi a sottrarre prodotti e mezzi agricoli», ha dichiarato Pietro De Padova.

«Ovviamente spesso accade che, nonostante l’impegno profuso, l’attuale legislazione consenta l’immediata scarcerazione, e così gli stessi individui tornano a delinquere. Occorre garantire la certezza della pena e l’inasprimento della condanna per simili reati, oltre che per gli autori materiali dell’azione anche per i ricettatori che rivendono sul mercato il materiale sottratto» ha aggiunto Vito Rubino.

«Purtroppo il furto di cavi elettrici non si configura come reato grave, ma provoca notevoli disagi. Sarebbe inoltre necessario da parte di Enel mettere in atto accorgimenti utili a ridurre al minimo il rischio di furti, utilizzando nuove tecnologie specialmente nei territori agricoli. Ai parlamentari del territorio chiediamo un impegno per le problematiche evidenziate e per far si che le aziende agricole siano maggiormente tutelate anche dal punto di vista legislativo per questo tipo di reati subiti» hanno concluso i dirigenti CIA Due Mari.

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