Cambiamenti climatici: come un tumore invisibile

 

pubblicato il 05 Giugno 2019, 14:23
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Il mondo è malato, ha un tumore che si chiama cambiamenti climatici, di matrice antropogenica, causati da noi umani. Abbiamo il dovere di discuterne con le giovani generazioni e agire”. Queste le dure dichiarazioni del professor Michele Carducci, ordinario di Diritto costituzionale comparato e Diritto climatico all’Università del Salento, intervenuto al convegno “Cambiamenti climatici: consapevolezze e prospettive” organizzato a Taranto dall’ISDE. Un appuntamento ormai consueto che i Medici per l’ambiente jonici guidati dalla dottoressa Maria Grazia Serra assicurano con una cadenza fissa per contribuire fattivamente alla diffusione dei dati nella popolazione.

Non solo medici e docenti universitari, ma anche avvocati e studenti si sono alternati tra i relatori nel corso della mattinata presso il salone di rappresentanza della Provincia. Il presidente dell’Ente Giovanni Gugliotti ha rivolto un plauso all’iniziativa unitamente al presidente dell’Ordine dei Medici Cosimo Nume, al neo presidente dell’Ordine degli Avvocati Fedele Moretti e al dirigente scolastico del Liceo “Battaglini” Patrizia Arzeni. “È il nostro cavallo di battaglia, da anni insistiamo sui cambiamenti climatici, se ne parla poco ma è fondamentale farlo, sopratutto con gli studenti – ha detto nell’introduzione la presidente Serra – Abbiamo deciso questa volta di dare un taglio diverso e regionale coinvolgendo le università di Bari e del Salento, presentando anche i corsi di laurea in Scienze ambientali a Taranto con la ricercatrice Roberta Ragni. Vogliamo stimolare nei ragazzi oltre all’attenzione su questi temi anche l’attaccamento al proprio territorio. Qui l’offerta c’è, basta conoscerla, non è necessario andare fuori per studiare. La presa di coscienza è necessaria per un cambio di rotta anche economico, oggi dobbiamo puntare al verde”.

“Ci sono due profili da considerare: è un problema del quale non c’è una percezione immediata della gravità, accade perché i cambiamenti climatici si proiettano su una dimensione temporale di lungo periodo – ha spiegato nella sua relazione il prof. Carducci – Accanto a questa cecità sistemica si proietta il fenomeno intellettuale del negazionismo che non è un insieme di confutazioni scientifiche che sono fisiologiche nel dibattito scientifico, ma è la negazione dell’esistenza stessa del problema. Come a dire: non lo vedo quindi non esiste e di conseguenza non è meritevole di analisi scientifica”.

Il professor Domenico Capolongo, associato di Geografia fisica e Geomorfologia oltre che rappresentante dell’Ateneo barese nell’ambito RUS per il gruppo cambiamenti climatici ha invece sottolineato come “oggi i disastri causati dai cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, i dati ci sono quindi è un problema di comunicazione. Anche se eventi come questi contribuiscono a cambiare le cose in meglio. Il problema vero è che si tratta di un trend in aumento, dobbiamo preoccuparci non solo di quello che sta accadendo oggi ma sopratutto di ciò che accadrà nei prossimi 10 anni, oggi ne avvertiamo solo una piccola parte. Dobbiamo agire subito”.

Di salute e agricoltura ai tempi dei cambiamenti climatici ha parlato la vicepreside di ISDE Taranto Maria Filomena Valentino. Gli studenti del “Battaglini”, reduci dalle lezioni in classe con la dottoressa Serra nell’ambito del progetto nazionale ISDE “Ambiente e salute: parliamone a scuola”, hanno focalizzato l’attenzione su ecosistemi marini, insetticidi e altri elementi legati al futuro da rigenerare. Il convegno ha costituito anche l’occasione per presentare una importante novità: i medici ISDE offrono gratuitamente il loro aiuto ai tarantini grazie agli innovativi Sportelli informativi già attivi presso alcune farmacie della città che presto aumenteranno.

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