Dedicato al Maestro. Concerto in omaggio al grande Giovanni Paisiello

 

pubblicato il 04 Giugno 2019, 12:11
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Un appuntamento per ricordare uno dei più grandi personaggi tarantini di sempre: Giovanni Paisiello. E’ ciò che ha voluto organizzare, tra le tante iniziative di valorizzazione della storia di Taranto, l’associazione Nobilissima Taranto per il prossimo 6 giugno, nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città, con un concerto delle Donne InCanto, tre eccellenze musicali nate nel prestigioso Conservatorio che porta il suo nome e che hanno saputo in altri eventi essere protagoniste di assoluto livello strappando applausi sinceri al pubblico.

Da sinistra Paola Vania, Valentina Colleoni e Sara Lacarbonara

Il soprano Valentina Colleoni, il maestro di pianoforte Sara Lacarbonara e il maestro di violino Paola Vania intratterranno il pubblico con alcune tra le più belle ed allegre arie tratte dalle più famose composizioni del mitico artista.
Giovanni Gregorio Cataldo Paisiello nacque a Taranto il 9 maggio del 1740 e morì a Napoli il 5 giugno del 1816. E’ stato uno dei più grandi compositori italiani, tra i più importanti e influenti del Classicismo.

Esponente di primissima fila nelle vicende musicali d’Europa nell’ultimo trentennio del Settecento, Paisiello fece della commedia per musica napoletana un genere sovranazionale; nel contempo, con Nina gettò le basi di un gusto protoromantico che fruttificò nei decenni a venire. I contemporanei e la storiografia musicale ottocentesca gli vollero attribuire la paternità dei nuovi istituti formali introdotti nel dramma per musica. I suoi lavori contribuirono a far convergere la stima e l’interesse degli spettatori coevi non soltanto sul cast ma anche sul compositore e sulla sua partitura, considerata un prodotto artistico da replicare e da rigustare.

Le opere di Paisiello (se ne conoscono 94) abbondano di melodie, la cui bellezza leggiadra è tuttora apprezzata. Forse la più conosciuta tra queste arie è “Nel cor più non mi sento” dalla Molinara, immortalata anche nelle variazioni di Beethoven e Paganini, interpretata da alcune delle più grandi voci della storia, sia maschili (Pavarotti compreso) che femminili. La sua produzione di musica sacra molto ampia, comprendendo 8 messe (tra cui la “Messa di Natale per la cappella di Napoleone”, e la solenne Messa da requiem) oltre a numerosi lavori meno noti: compose anche molta musica strumentale da camera. Manoscritti delle partiture di molte sue opere vennero donate alla biblioteca del British Museum da Domenico Dragonetti.
Dal 1776 al 1784 lavorò alla Corte di San Pietroburgo in Russia invitato da Caterina II, grande protettrice delle arti e amante dell’opera italiana. Alla corte russa Paisiello scrisse lavori seri come “Nitteti”, “Achille in Sciro” e “Demetrio”, ma divenne famoso musicando libretti esilaranti e di grande effetto comico quali “Gli Astrologi Immaginari” su libretto del Bertati, “Il Mondo della Luna”, “Il Barbiere di Siviglia” su libretto di Petroschini tratto da Beaumarchais, e “La Serva Padrona” nel 1781, su libretto di G. A. Federico già musicato nel 1733 da Pergolesi.
Oltre all’attività operistica, Paisiello è noto per aver composto “Viva Ferdinando il re”, adottato nel 1816 come inno nazionale del Regno delle Due Sicilie.La biblioteca dei Girolamini di Napoli possiede un’interessante raccolta di manoscritti che registrano le opinioni di Paisiello sui compositori a lui contemporanei, e ce lo mostrano come un critico spesso severo, soprattutto del lavoro di Pergolesi.
Gli è dedicato il Giovanni Paisiello Festival, organizzato dagli Amici della Musica Arcangelo Speranza di Taranto, nonché il Conservatorio della città che ha sede, com’è noto, nella Città vecchia, luogo in cui c’è anche la casa in cui visse Paisiello, oggi purtroppo in degrado ma che si spera possa diventare un giorno sede culturale per omaggiare il grande compositore.
Dunque, appuntamento con il concerto di Donne InCanto al 6 giugno, a partire dalle 19.30, a Palazzo di Città.

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