Discarica Grottaglie, Comune chiede sequestro

 

Presentata istanza alla Procura della Repubblica di Taranto. Ieri il Consiglio di Stato ha respinto richiesta sospensiva della società
pubblicato il 24 Maggio 2019, 20:03
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Nuova puntata dell’annosa vicenda riguardante la discarica di Grottaglie. Nella conferenza stampa convocata questo pomeriggio in Municipio infatti, il sindaco Ciro D’Alò ha reso noto di aver presentato alla Procura della Repubblica di Taranto, un’istanza di sequestro del sito gestito dalla società Linea Ambiente, allegando tutti gli atti tecnici e giudiziari che hanno riguardato l’intero iter autorizzativo del progetto di ‘sopralzo’ del terzo lotto della discarica. “I magistrati attenti potranno valutare il tutto, noi siamo tranquilli, abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità” ha dichiarato il sindaco.

Altra novità importante, l’udienza di ieri al Consiglio di Stato, che ha deciso di andare avanti nel procedimento ed emettere quindi una sentenza definitiva, dopo aver rigettato la richiesta di sospensiva avanzata dalla società Linea Ambiente. Negli atti del fascicolo al Consiglio di Stato che i legali del comune di Grottaglie hanno visionato, era stata allegata anche una nota prodotta da Linea Ambiente con la quale la società motivava la richiesta di sospensione del processo, per consentire al Consiglio dei Ministri di esprimersi sulla vicenda in quanto, sempre a detta della società, vi sarebbero motivi che lasciano pensare che il governo possa autorizzare il progetto di ‘sopralzo’. A fronte di questa posizone espressa dalla società, il sindaco D’Alò si è detto “sbalordito e preoccupato. Per fortuna il Consiglio di Stato ha deciso di andare avanti ed esprimersi sulla procedura“. Con la sentenza che potrebbe arrivare anche nel giro di qualche giorno, al massimo di qualche settimana

E’ bene ricordare che lo scorso aprile, il sindaco Ciro D’Alò rese noto di aver prodotto un nuovo ricorso al Tar di Lecce, avverso la Provincia di Taranto guidata da Gugliotti, per aver inviato al Consiglio dei Ministri l’intero incartamento riguardante la procedura che portò all’approvazione del progetto di ‘sopralzo’ della discarica, finito poi al centro dell’inchiesta ‘T-Rex’, che ha portato all’arresto dell’ex presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, e dell’ex dirigente del settore Ambiente Lorenzo Natile.

La decisione di ricorrere al Tar, traeva origine da quanto avvenuto lo scorso febbraio, quando appunto la Provincia di Taranto ha inviato al Consiglio dei Ministri l’intero incartamento riguardante la procedura di ampliamento della discarica. E’ bene ricordare che il Tar di Lecce, lo scorso 28 gennaio annullò non solo la dleibera della Provincia ma anche il parere favorevole del Comitato Tecnico Provinciale. Per i giudici amministrativi infatti, vi fu nella decisione finale un difetto di attribuzione, in quanto l’organo competente ad esprimersi in via definitiva sulla vicenda doveva essere il Consiglio dei Ministri, visto il parere discordante degli enti coinvolti: da qui traeva quindi origine, secondo quanto trapelò lo scorso febbraio, la decisione della Provincia di Taranto di inviare le carte a Roma.

Lo spiegò lo stesso presidente della Provincia Gugliotti, in una conferenza stampa lo scorso mese di marzo, quando ricordì che lo scorso 22 febbraio l’architetto Natile provvide alla trasmissione di tutti i documenti a Roma: il dirigente, spiegò il presidente della Provincia, aveva ottemperato semplicemente al suo dovere istituzionale, precisando inoltre come in tutto questo passaggio amministrativo, la parte politica della Provincia non avesse avuto alcun ruolo. Tra l’altro, sempre in quella conferenza stampa Gugliotti dichiarò come avesse tentato di rimuovere il dirigente Natile dal suo ruolo, non riusciendoci. 

Non è un caso se anche questo pomeriggio il sindaco D’Alò ha ricordato l’indagine penale in corso sulall’autorizzazione al progetto dell’aprile dello scorso anno. Rimarcando ancora una volta come “in tutto questo resta assente alla Provincia di Taranto. Non ha risposto nemmeno alla richiesta di agire in autotutela presentata dal Comune lo scorso gennaio. Diversamente dallla Regione Puglia che si è costituita accanto al comune di Grottaglie“.

Il primo citadino ha inoltre ricordato che un tecnico interpellato dal comune di Grottaglie, ha redatto una relazione sulla discarica e il progetto del sopralzo, sottolineando come “la guaina che protegge la falda non appare regolare. C’è infatti il rischio rottura della guaina con la conseguente contaminazione della falda. Inoltre ha sostenutoanche che c’è un errore tecnico, in particolare per quanto riguarda il ristagno delle acque“. 

Infine, il primo cittadino, rispondendo alle domande dei cittadini presenti, ha ribadito che la discarica è chiusa e che i controlli ordinari su emissioni e percolato procedono così come previsto dall’autorizzazione di esercizio del sito. In attesa della prossima puntata.

(leggi gli articoli sulla discarica di Grottaglie https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+Grottaglie&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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