Difesa, scatta la protesta del personale civile

 

I lavoratori civili stanchi delle incertezze del ministro Trenta: "Basta promesse". Proclamata giornata nazionale di protesta il 30 maggio
pubblicato il 23 Maggio 2019, 17:35
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Valutata positivamente l’iniziale disponibilità manifestata nelle prime occasioni di incontro, abbiamo atteso per mesi che agli impegni e alle parole più volte spese dalla Ministro della Difesa nei confronti dei Suoi dipendenti civili e dei loro bisogni sui tavoli di incontro nazionali, seguissero poi soluzioni e azioni concrete. A maggior ragione se in presenza delle proposte di merito che Cgil-Cisl-Uil e Confsal Unsa hanno avanzato su taluni rilevanti argomenti. Tuttavia ad oggi, ed è ormai trascorso circa un anno dall’insediamento del vertice politico, non una delle criticità discusse dalle scriventi OO.SS. con la Ministro Trenta è stata ancora risolta, tantomeno quella che più di altre continua ad essere giustamente vissuta dalle lavoratrici e dai lavoratori civili della Difesa come una vera e propria discriminazione salariale, in ragione del noto gap economico esistente tra la loro retribuzione accessoria e quella percepita dai colleghi di pari ruolo e qualifica degli altri Ministeri e amministrazioni, o anche quella attribuita alla nutrita componente militare che opera ormai regolarmente nell’area amministrativa con i dipendenti civili”. Comincia così una lunga nota congiunta con cui le organizzazioni sindacali annunciano una giornata nazionale di protesta il prossimo 30 maggio, con assemblee, presidi unitari nei maggiori Enti della Difesa e sotto tutte le prefetture delle città capoluogo di provincia e Regione.

“Avevamo chiesto di affrontare e risolvere alcune delle priorità individuate che continuano a mortificare il lavoro – continua la nota a firma di FP CGIL, CISL FP, UIL PA e CONSAL UNSA -, svilire la professionalità e determinare l’esiguo trattamento economico e previdenziale riservato ai dipendenti civili della difesa. Ovvero: il superamento dei vincoli imposti dalla legge 244/2012; un urgente piano straordinario di almeno 5.000 assunzioni nel triennio 2019/2021, da destinare soprattutto all’area tecnico-industriale, alla quale vanno destinati investimenti seri, e il contestuale avvio del progetto di riapertura delle ex scuole operai, sul quale abbiamo da anni ormai avanzato proposte di rilancio; il recupero del divario economico esistente (certificato attorno al 30% in meno) tra la retribuzione accessoria attribuita ai lavoratori civili della difesa e quella percepita dai colleghi impiegati in altri Ministeri e amministrazioni; lo sblocco delle progressioni tra le aree funzionali del personale civile, a partire dal personale della 1^ area, sul quale esiste già bozza di norma concordata che ne prevede il finanziamento con i fondi non spesi per il blocco decennale imposto alle assunzioni del personale; la definizione del C.C.N.I. parte normativa; la risoluzione della problematica del legittimo riconoscimento dei benefici previsti per i lavori insalubri e polverifici espletati nel corso degli anni; la ricollocazione su base volontaria in altri Ministeri e/o pubbliche amministrazioni del personale ex militare transitato nei ruoli civili dell’A.D; la risoluzione delle problematiche legate alla pessima gestione delle buste paga del personale civile, che fa della Difesa un unicum negativo in tutta la P.A”.

E’ giunto il momento, prosegue la nota, “di dire BASTA alle promesse non mantenute e alle solite dichiarazioni di disponibilità del Ministro Trenta, l’ultima delle quali ribadita con la lettera diffusa lo scorso 17 maggio nell’ambito della celebrazione della “Giornata del personale civile della Difesa”, a cui mai fanno seguito soluzioni concrete. E’ tempo che il Ministro della Difesa assuma per intero le responsabilità che derivano dal Suo ruolo istituzionale di fronte ai propri 27.000 dipendenti e alle loro famiglie, e realizzi senza ulteriore ritardo gli impegni che ha assunto nei loro confronti”.

Ricordiamo, infine, che i sindacati hanno organizzato una manifestazione nazionale per il prossimo 8 giugno a Roma, nella quale la vertenza Difesa troverà spazio e partecipazione, “per testimoniare pubblicamente il nostro fermo dissenso nei confronti dell’inerzia istituzionale fin qui palesata dalla Ministra Trenta nei confronti del personale civile della Difesa”.

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