ArcelorMittal, la Uilm contesta i rapporti con l’appalto e l’indotto

 

pubblicato il 20 Maggio 2019, 17:24
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La Uilm di Taranto scrive ai vertici di ArcelorMittal e contesta la gestione di appalto e indotto. Il sindacato, con una nota a firma del segretario provinciale Antonio Talò, evidenzia “in termini di affidamento di attività di lavoro da parte di ArcelorMittal Italia – sede di Taranto, fin dall’insediamento ad oggi, ed in special modo sulla scorta di quanto accertato nelle diffuse aree di stabilimento, una gestione del tutto diversa rispetto alle premesse tipiche di un’organizzazione del lavoro di appalto e indotto in ambito metalmeccanico – siderurgico”.
Afferma Talò: “Assistiamo oramai all’abitudinaria tendenza di affidamento di lavori ad imprese che poco hanno a che fare con il territorio e con ricorso soprattutto a maestranze anche straniere. Tale assunto, in premessa, in nessun modo vuole raffigurare neppure lontanamente una qualsivoglia forma di discrimine per questi lavoratori, ma si interseca, a nostro giudizio, in un pericoloso gioco da parte di alcune di queste aziende che, con fare tristemente praticato da tempo, lascia facilmente immaginare come questa tipologia di impiego di maestranze tenda effettivamente a svilire l’esigenza di praticare attività di lavoro particolarmente complesse, con altrettanto particolare risparmio dei costi e una corsa al massimo ribasso. Di pari impronta, abbiamo potuto accertare come sia esponenzialmente aumentato il ricorso a questa tipologia di maestranze, per lo più impegnate in cicli di lavoro di medio breve durata, e che, riteniamo nuoccia perfino ai criteri di un corretto approccio alla salvaguardia della salute e sicurezza di questi lavoratori, in quanto la complessità delle attività affidate e gli stress impiantistici, necessitano a nostro giudizio di profonda conoscenza impiantistica ed impiego stabile di maestranze. A ciò – prosegue il segretario – si associ la tendenza di queste aziende (e non solo) del principio di applicare a questi lavoratori tipologie di contratto diverse da quello in ambito metalmeccanico, che svendono letteralmente ogni tipo di professionalità attraverso il pagamento di forme di salario nettamente al di sotto di quelle previste in ambito metalmeccanico; oltre all’esercizio di un sistema di regole normative impraticabili nel contesto della grande fabbrica, come il Ccnl multiservizi. Si rifletta, inoltre, su come tale attitudine stia alimentando sempre maggiore divisione tra lavoratori e non veda riconosciuta la premessa di un impegno concreto e fattivo sulla comunità locale, che, di contro, sebbene annunciato a parole, dove praticato, avrebbe dovuto veder prevalentemente impegnate all’interno dello stabilimento aziende di appalto e di indotto attraverso maestranze locali: le stesse che da sempre hanno dimostrato e dimostrano il massimo dell’impegno e professionalità, fino al conseguimento di standard qualitativi e di affidamento elevatissimi, nonostante non abbiano visto riconoscersi in passato buona parte del credito maturato verso Ilva”.
Ed è perciò, conclude l’esponente sindacale, “si rende imprescindibile per la Uilm un tavolo immediato di confronto monotematico con l’azienda, teso a chiarire gli aspetti menzionati, senza il quale, inevitabilmente, ci determineremo con iniziative ed azioni a salvaguardia dei lavoratori, tutti”.

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