ARPA, alla Deledda medie inquinanti nella norma

 

Relazione dell'Agenzia Regionale sul monitoraggio outdoor effettuato ad aprile presso il plesso dei Tamburi
pubblicato il 17 Maggio 2019, 21:29
14 mins

ARPA Puglia ha pubblicato la relazione sulla campagna di monitoraggio della qualità dell’aria outdoor nell’area della Scuola Deledda nel quartiere Tamburi, in particolare del PM10, inviata al Comune di Taranto lo scorso 6 maggio, nel contesto delle attività previste dalla Ordinanza del Comune di Taranto n. 9 del 02/03/2019 del Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. 

Piccola premessa. L’ennesima di una lunga serie, lo riconosciamo. Come oramai da quasi 15 anni, sulle colonne del TarantoOggi prima e del corriereditaranto.it ora, proseguiamo sulla nostra strada: ovvero il recupero, la lettura, lo studio, l’approfondimento e la pubblicazioni di relazioni scientifiche e dati certi. Come abbiamo sempre sostenuto, pur trattandosi di relazioni che si basano sul monitoraggio di diversi inquinanti, ora di brevi ora di lunghi periodi e che inevitabilmente risentono dell’andamento della produzione del siderurgico, i dati scientifici sono importanti, sono indiscutibili, devono servire come sostegno a qualsiasi azione politica o sociale che dir si voglia. Non si possono ignorare, non si possono interpretare, non possono essere usati a proprio uso e consumo. E come da sempre sottolineiamo, cosa che peraltro non mancano mai di fare anche ASL e ARPA, il rispetto dei limiti non escude il rischio cancerogeno e quindi sanitario per la popolazione locale. 

Detto ciò, si resta sinceramente ancora una volta basiti nel confrontare la relazioni degli enti preposti con quanto accadde mesi addietro sulla vicenda delle ‘collinette ecologiche’ e la successiva chiusura delle scuole Deledda e De Carolis. C’è una tale sproporzione tra quello che dicono ARPA e ASL e l’eco nazionale che ebbe la vicenda, tra le conseguenti e giuste azioni del primo cittadino e le successive riunioni in Prefettura e in Procura, che testimoniano come più di qualcosa non torni.

Lo scriviamo da anni e lo ribadiamo: da troppo tempo in questa città e su questa città, pesa una narrazione degli eventi del tutto artefatta e distante dalla realtà. Sia a livello locale che nazionale. Una narrazione che procede ad ondate, come tanti piccoli tsunami che ogni tanto si abbattono su Taranto e tutto quello che riguarda le vicende sanitarie e ambientali. Che mette in risalto tragedie familiari e personali soltanto per aumentare Tutto questo grazie ad un’asse che si è creato e cementato negli anni, che tocca la politica regionale, alcuni elementi degli organi preposti al controllo, ambientalisti, informazione, cittadini della società civile che, ahinoi, non hanno mai avuto a cuore Taranto, ma soltanto il loro ego personale, da sempre anteposto a qualsiasi cosa. 

Di fatto, sino ad ora nessuno è stato in grado di affermare con certezza che la situazione di quelle scuole sia grave. Nessuno invece ha avuto il coraggio di dire che la questione è tutta politica, oltre che sociale. Perché qualcuno dovrebbe avere il coraggio di spiegare il perché soltanto oggi ci si accorga dell’esistenza delle ‘collinette ecologiche’ che esistono dal 1972 e perché soltanto oggi si protesta per la vicinanza delle scuole ad esse. Protesta che guarda caso scoppia solo in funzione dl fatto che le scuole sono state chiuse e non più riaperte. Stesso discorso vale per i palazzi lì presenti. 

E allora, la questione è molto più semplice: quelle scuole lì non avrebbero mai dovuto esserci. Punto. Perchè delle scuole che ospitano dei bambini non possono sorgere a poca distanza da discariche a cielo aperto o siti industriali come un siderurgico. E quindi andavano chiuse da anni, o meglio: non sarebbero mai dovute essere costruite lì. Idem per i palazzi che ospitano decine di cittadini. 

Adesso, bisogna decidere che fare. Visto che molti lavori sono stati già fatti ed altri saranno realizzati sino a settembre nei due plessi scolastici (dove sono stati spesi milioni di euro in dotazione al Commissario per le bonifiche), se quelle scuole dovranno riaprire ciò dovrà avvenire nella più assoluta sicurezza per bambini, insegnanti e personale scolastico. Se questa certezza non c’è, bisognerà trovare il coraggio di dirlo alla popolazione e stanziare nuovi fondi per la costruzione di altri plessi scolastici in altre zone. 

Piccolo inciso finale. Molti si chiedono perché sono partite le bonifiche nel rione Tamburi. E perché siano stati spesi tanti soldi nonostante la fonte inquinante del siderurgico sia rimasta lì come in passato. A questo quesito che ponemmo durante una cabina di regia delle bonifiche dell’aprile 2013 all’ex commissario Alfio Pini e a tutte le istituzioni preposta, ci fu risposto che uno studio di ARPA Puglia aveva appurato che, stante la situazione ambientale tra il 2012 e il 2013, per il ripetersi di un ambiente inquinato come allora, sarebbero dovuti passare tra i 50 e i 150 anni. Con la convinzione che i lavori previsti dall’AIA sarebbero partiti di lì a poco, il lasso di tempo aumentava esponenzialmente. Ma questo, praticamente tutta Taranto, compreso chi oggi protesta, semplicemente non lo sa. Perchè oggi come ieri, la serietà, la conoscenza, l’approfondimento, e tutto il resto, sono troppo fastidiosi e fanno prendere troppo tempo. 

Cosa dice la relazione di ARPA Puglia

Dopo la lunga e dettagliata realzione del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto, che abbiamo pubblicato su queste colonne (e che potete rileggere al link qui sotto) arriva dunque quella dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, dalla quale non emergerebbe un quadro allarmante, almeno per quanto concerne il periodo di monitoraggio, dal 07/04/2019 al 30/04/2019, oggetto della relazione. Monitoraggio avvenuto attraverso l’utilizzo del laboratorio mobile è in dotazione ad Arpa Puglia-CRA.

I dati sono stati validati ed elaborati dai tecnici e funzionari Maria Mantovan, dott. Gaetano Saracino e dott.sa Alessandra Nocioni secondo il protocollo interno di ARPA Puglia, in servizio presso l’ufficio CRA di Arpa – Struttura QA di Brindisi-Lecce-Taranto. Le attività si sono svolte con il coordinamento del dott. Roberto Giua, Direttore del Centro Regionale Aria di ARPA Puglia e della dott.ssa Alessandra Nocioni, P.O. Qualità dell’Aria area TA-BR-LE. 

(leggi l’articolo sulla relazione della ASL https://www.corriereditaranto.it/2019/05/06/deledda-relazione-asl-dati-positivi-e-criticita2/)

Nell’introduzione del documento, ARPA Puglia ricorda ancora una volta come nell’area di Taranto, anche nelle vicinanze del sito di monitoraggio mobile della Qualità Aria, sono già attive 3 centraline fisse di monitoraggio della qualità dell’aria facenti parte della RRQA e rete ex Ilva denominate Via Machiavelli, Via Archimede, Via Orsini, che rilevano i seguenti inquinanti: PM10, PM2,5, CO, NOx O3, benzene e SO2. I dati, lo ricordiamo, sono resi pubblici e consultabili dal portale web di Arpa Puglia (https://www.arpa.puglia.it/web/guest/qariainq) ogni giorno da anni. 

La centralina mobile nella Scuola Deledda dista circa 460 m dalla cabina fissa di Via Orsini-Tamburi, 450 m da quella di Via Archimede e circa 1 Km da Via Machiavelli. Il laboratorio mobile è dotato di analizzatori automatici per il campionamento e la misura in continuo degli inquinanti chimici individuati dalla normativa vigente in materia; nel dettaglio sono stati monitorati: monossido di carbonio (CO), ossidi di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO2), ozono (O3), benzene, PM10 PM2.5, IPA totali, ammoniaca ed idrogeno solforato (H2S). 

Il laboratorio mobile permette anche la misurazione dei seguenti parametri meteorologici: temperatura (°C), Direzione Vento (DV), Velocità Vento (VV, m/s), Umidità relativa (%), Pressione atmosferica (mbar), Radiazione solare globale (W/m2), Pioggia (mm). 

Inoltre, si ricorda che come sempre si fa riferimento al D. Lgs. 155/2010 per SO2, NO2/NOx, PM10, benzene, CO, O3. Tale decreto stabilisce sia valori limite annuali per la protezione della salute umana e degli ecosistemi, sia valori limite giornalieri o orari. Questi ultimi limiti, detti short – term, sono volti a contenere episodi acuti di inquinamento: a essi è infatti associato sia un numero massimo di superamenti da registrare nel corso dell’anno, sia un margine di tolleranza che decresce gradualmente fino al raggiungimento del valore fissato. 

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/29/tamburi-scuole-chiuse-sino-a-settembre/)

La relazione informa che nel periodo di monitoraggio per il PM10, sono stati registrati n. 4 superamenti del valore limite medio giornaliero di 50 μg/m3 (che non deve essere superato per più di 35 volte in un anno), previsto dalla norma di riferimento D.Lgs. 155/10, nei giorni 23, 24, 25 e 27 aprile 2019. I livelli giornalieri di PM10 rilevati nel periodo di monitoraggio, posti a confronto con quelli di altre centraline fisse della rete regionale ed ex Ilva presenti nel quartiere Tamburi, sono risultati fra loro confrontabili. 

La normativa di riferimento prescrive, inoltre, il valore di 40 μg/m3 come limite annuale per la protezione della salute umana per il PM10. Anche se il periodo di monitoraggio nel sito ha coperto soltanto il periodo dal 7 al 30/04/19, è possibile effettuare un confronto, seppur relativo, con tale media annuale; la media di tutti i dati acquisiti di PM10 nell’intero periodo di monitoraggio nel cortile della Scuola Deledda è stata pari a 25 μg/m3 quindi inferiore a tale limite annuale. In riferimento allo stesso periodo, le medie delle concentrazioni di PM10 sono risultate pari a 30 μg/m3 in Via Orsini-Tamburi, di 26 μg/m3 in Via Machiavelli e di 23 μg/m3 in Via Archimede; nei siti di fondo a Talsano e San Vito sono risultate più basse e rispettivamente pari a 20 e 21 μg/m3. 

Nel periodo indagato, sottolinea ancora ARPA, non sono stati osservati eventi di Wind Day, ma si sono verificati significativi fenomeni di trasporto di polveri sahariane dal 23/04 al 27/04/19, che hanno verosimilmente causato i superamenti osservati in quei giorni in tutti i siti di monitoraggio di Taranto (oltre che in molti altri siti della Regione), ad esclusione di San Vito e Talsano (di fondo) e di Paolo VI, con un generalizzato incremento delle concentrazioni di PM10. 

I dati di concentrazione di PM10 rilevati a Deledda hanno mostrato un andamento paragonabile con i dati registrati nelle altre centraline fisse limitrofe, presenti nel quartiere Tamburi di Taranto. Le concentrazioni giornaliere di PM10 hanno mostrato andamenti simili, e le concentrazioni nelle 3 centraline fisse ai Tamburi già attive da anni (Orsini, Machiavelli, Archimede) sono in buon accordo con i valori che si registrano nel sito outdoor presso la Scuola “G. Deledda”. Le correlazioni tra le concentrazioni di PM10 medie giornaliere di Deledda e delle altre cabine sono risultate molto alte. 

Si fa presente, tuttavia, che il rispetto dei limiti di qualità dell’aria previsti dalla normativa italiana (il citato D.Lgs. 155/2010), recepimento di analoga normativa europea, sia per quanto riguarda il limite giornaliero del PM10 (pari a 50 μg/m3, che può essere superato per non più di 35 volte nel corso di un anno solare) che per quello annuale, è riferito esclusivamente alla valutazione di aspetti di carattere ambientale e che la presente relazione non contiene elementi di valutazioni di carattere sanitario, che restano di esclusiva competenza delle Aziende Sanitarie Locali. 

Relativamente agli altri inquinanti gassosi misurati, nel corso della campagna, non sono stati registrati valori di concentrazione superiori ai limiti previsti dalla normativa di riferimento D.Lgs. 155/2010. 

(leggi la relazione della Asl di Taranto inviata al Sindaco sulla situazione sanitaria https://www.corriereditaranto.it/2019/04/10/relazione-asl-al-comune-dati-e-studi-recenti2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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